Ras Charmer: l'intervista

by • 02/09/2007 • IntervisteComments (0)397

Ras Charmer è un giovane bobo singjay giamaicano che vive però da qualche anno in Svizzera. Ha introdotto sul mainstage del Rototom 2007 nientemeno che Anthony B. Segno di indubbia qualità.

Haile Anbessa: parlami dei tuoi inizi.

Ras Charmer: come è successo per molti giamaicani, ho iniziato da molto piccolo cantando in chiesa. Poi ho iniziato a fare i primi concerti con un gruppo composto dai miei compagni di scuola. In seguito ho incontrato Rastafari nella mia vita e a questo punto c'è stata la svolta. La musica è diventata la mia ragione di vita.

H.A.: come hai incontrato Rastafari nella tua vita?

R.C.: Rastafari è la cosa più bella che mi sia successa. Dopo anni di tribolazioni ho trovato la soluzione, la pace nella mia anima. E' più facile fare musica così. Ha cambiato realmente la mia vita.

H.A.: sei molto giovane. Quali sono i tuoi modelli musicali?

R.C.: Naturalmente Bob Marley, Peter Tosh, Bunny Wailer, Jacob Miller per la loro forza e la loro musica.

H.A.: vedendoti sul palco il primo nome che mi viene in mente è Anthony B. Ti  ci ritrovi in questo paragone?

R.C.: ti ringrazio molto. Anche io cerco di portare il mio messaggio di amore con forza proprio come fa lui.

H.A: perché hai scelto di vivere in Europa e più precisamente in Svizzera?

R.C.: sto vivendo il mio destino. Jah ha scelto per me. Sai, sono venuti alcuni ragazzi svizzeri a registrare alcuni dubplates. Mi hanno invitato nel loro paese, mi è piaciuto e così sono rimasto.

H.A.: pensi di ritornare a vivere in Giamaica?

R.C.: ti devo dire la verità. La Giamaica è troppo piccola per me. Voglio diffondere il mio messaggio in Europa e poi andare a vivere in Africa un giorno.

H.A.: tu sei un bobo. Cosa rappresenta per te vivere gli insegnamenti di Emmanuel I?

R.C.: E' vita, umiltà e regole. Mi ha dato molta consapevolezza e sicurezza. Sai, è stato un rifugio per me.

H.A.: non è difficile per te vivere secondo queste regole qui in Europa?

R.C.: sì ma non abbandono mai il mio sentiero. E' dura ma la mia fede è ancora più dura!

H.A.: ora vorrei parlare del tuo nuovo album Jah Carry Us Through.

R.C.: è il mio secondo album. L'etichetta è la Megga Force. Sono venuto qua al Rototom, 2 anni fa, con il mio primo anno. Ora sono molto più maturo. Il nome deriva da un fatto curioso che mi è successo. Dalla Svizzera dovevo recarmi a Stoccarda in Germania per alcuni concerti e registrazioni. Al confine ci sono stati problemi burocratici e così sembrava non potessi passare. Ma Jah mi ha aiutato e così ci ha fatti passare!

H.A: quale canzone dell'album ti piace cantare maggiormente?

R.C.: mi piacciono tutte ma forse preferisco un po' di più Stress Free. Forse per il messaggio. C'è troppo stress nel mondo!

H.A.: quali sono le differenze di pubblico tra la Giamaica e l'Europa?

R.C.: entrambi bruciano molto fuoco. Sono persone molto diverse ma la musica le unisce tutte idealmente.

H.A.: progetti per il futuro?

R.C.: sono già al lavoro sul terzo album. Siamo nella fase di mixaggio. Sarà un vero conscious roots album!

H.A.: hai un messaggio per la nostra massive?

R.C.: mantenete una coscienza pulita. Guardate entrambi i lati della vita, il bene ed il male e sappiate che il bene vince sempre. Amate e rispettate ogni cosa della Creazione. Jah bless!

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