Rappel a l'Ordre

by • 20/06/2009 • RecensioniComments (0)385

Dopo l’ottimo album di esordio Zion Prophet del 2007 che ha riscosso unanime consenso di critica e pubblico, ecco tornare l’ottimo artista africano Takana Zion con questo suo ultimo lavoro Rappel a l’Ordre.

L’artista originario della Guinea tiene alto il vessillo del reggae africano ed è perciò sempre più classificabile come degno erede di mostri sacri quali Alpha Blondy, Tiken Jah Fakoly o Lucky Dube. Altri ancora lo chiamano già il Sizzla Kalonji d’Africa.

Un notevole progresso rispetto al lavoro precedente con un reggae giovane e moderno che spazia dalle atmosfere più agitate della dance hall fino a quelle più riflessive del puro roots, ma sempre con una forte influenza delle radici africane del cantante. Ancora una volta il disco è cantato sia in inglese che francese, ma anche nelle lingue tradizionali soussou e malinke.

Collaborazioni eccellenti per questo Rappel a l’Ordre che vanno da Victor Demè in Reggae Donkili e Winston McAnuff in Jah Kingdom. Nel dietro le quinte troviamo sempre il fidato Manjul e la supervisione di Godwin Logie degli Steel Pulse.

Molto belle ancora Mama Africa in cui Takana Zion da sfoggio delle sue doti più raggamuffin e Ithiopia in cui il giovane cantante sfodera una voce da vero bluesman consumato. Significativo anche il primo singolo dell’album Jeune Fille.

Un ottimo disco ricco di significati anche per una sempre maggiore rinascita culturale e spirituale della Madre Africa.

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