Raina: l’intervista

by • 28/04/2022 • Copertina, IntervisteCommenti disabilitati su Raina: l’intervista532

Raina è un autentico veterano che ha fatto la storia del genere in Italia, sia con la sua celebre crew Villa Ada Posse che in singolo. Dopo quasi sei anni dal suo ultimo lavoro Geneticamente Microfonato ritorna con un nuovo disco intitolato 1000 Cose. L’album è disponibile dal 14 aprile su tutte le piattaforme.

Haile Anbessa: Ciao Raina, bentornato dopo tanto tempo su Hotmc! Allora cosa ci racconti?
Raina: ciao Mario, è sempre un piacere. Che dirti, sono stati due anni molto difficili per tutti certamente ma forse per chi lavora nello spettacolo e nella musica ancora di più. In Italia questa categoria non è certo tutelata come in Francia o in Inghilterra, ad esempio.

H.A.: a proposito di festival. Il primo video del nuovo disco è proprio della traccia Festival…
R.: sì, un vero e proprio inno alla vita dopo questo lungo periodo in cui si è bloccato tutto. L’ho subito mandata ai ragazzi del Rototom che hanno apprezzato molto e che quindi mi hanno passato tanto materiale video ufficiale per realizzare il videoclip e che per questo ringrazio molto. La canzone comunque non è dedicata solo al Rototom ma a tutti quei festival che adoriamo e che torneremo finalmente a frequentare da questa estate.

H.A.: in questi due anni di stop, oltre alla musica in generale, come ti sembra la situazione del reggae qui da noi?
R.: il reggae come è fisiologico è in calo ma sicuramente non è morto come in molti dicono. Semplicemente è passato di moda e i ragazzini adesso preferiscono ascoltare altro. Il reggae è nato qui da noi nei centri sociali con un forte messaggio politico e data la realtà attuale che gli stiamo lasciando forse i ragazzini ascoltano la trap perché è tutto l’opposto dell’impegno sociale. Potrebbe ritornare un po’ più in alto ma servirebbe un maggiore impegno da parte di tutti, sia artisti che promoter che giornalisti, per specularci un po’ di meno e spingerlo per il gusto di farlo, come facevamo agli inizi.

H.A.: tu sei anche l’organizzatore del DHR DanceHall Riders, un happening imperdibile per tutti gli amanti del reggae e dello snowboard. Ti sarai sicuramente fermato anche sotto quel profilo…
R.: là purtroppo è tutta un’altra storia dato che qui in Italia noi siamo esperti a ostacolare qualsiasi iniziativa che possa fare del bene a tutti. Stessa cosa che è successa al Rototom che ha dovuto traslocare in Spagna. Io nel mio piccolo portavo turismo in una zona non battutissima dai normali itinerari turistici e in un periodo dell’anno in cui non veniva nessuno. Invidie, veti incrociati e divieti di vario genere mi hanno costretto a mollare tutto purtroppo.

H.A.: parlami del nuovo disco 1000 Cose adesso…
R.: è un disco che avevo pronto nel cassetto da un paio d’anni appunto ma poi la pandemia e tutte le varie conseguenze mi hanno frenato dal pubblicarlo. Adesso, nonostante sia scoppiata pure una guerra, mi è sembrato il momento giusto per un po’ di positività. Dieci tracce con sonorità che partono dal classico sound reggae, roots dancehall, fino ad abbracciare rub-a-dub, afro beat, soca e Hip-Hop. Questa la sintesi del disco. Brani che fanno parte di riddim con vari artisti internazionali e produzioni esclusive, tra cui quelle di Catchy Greezly, MadHouse Band, Ulisse Minati, Bizzarri, Morelove, Ggd, Jugglerz e mie naturalmente. Altro fatto di cui sono parecchio orgoglioso è che 1000 Cose è il primo disco della storia del reggae italiano disponibile in NFT. Il Non-Fungible Token è un certificato virtuale di autenticità rispetto alla compravendita di qualsivoglia file digitale, quindi il disco sarà acquistabile in sole 5 copie attraverso questa modalità. Gli acquirenti potranno quindi sostenere in modo unico questo progetto, diventando in parte proprietari dell’opera e guadagnando attraverso questo micro-investimento. I possessori potranno scaricare il disco in formato Mp3 320Kbs e Wav 44.100 24bit, e per ognuno sarà a disposizione un jingle video mio con una canzone inedita e dedicata. Se volete saperne di più potete dare un’occhiata a questo link https://opensea.io/collection/1000cose

H.A.: ci sono dei featuring?
R.: sì quelli ufficiali sono uno il mio amico che abita a Londra Manlio Calafrocampano che, appena ha sentito il riddim, ha voluto realizzare con me la traccia Happy. L’altro è con Mc Danno della storica band Colle Der Fomento. I Colle hanno avuto una storia parallela alla nostra di Villa Ada. Negli stessi anni infatti mentre loro spingevano con il rap e l’hip hop noi facevamo reggae. Due storie che non si sono mai veramente incontrate fino a questa traccia finalmente. Ho realizzato anche un’altra traccia in feat che alla fine non è entrata nel mio disco ma entrerà nel disco di chi ha realizzato la tune con me. Non voglio dire di più per non rovinare la sorpresa ma credo proprio che la sentirete presto.

H.A.: a proposito di Villa Ada Posse, ci possiamo aspettare qualcosa di nuovo per il futuro?
R.: sai Villa Ada ormai è più di una posse. È un contenitore in cui tutti possono esprimersi a proprio modo con i loro tempi. Per questo i suoi membri trovano più facile fare qualcosa da solisti piuttosto che in gruppo, proprio perché è molto difficile seguire le vite,l le esigenze e i ritmi di ognuno. Siamo comunque tuttit molto legati e quindi noin escludiamo nulla. Sicuramente possono santificarvi che per i 25 anni del nostro primo album Musically lo ristamperemo in vinile.

H.A.: e ora la classica progetti futuri!
R.: oltre a promuovere il nuovo album con varie date in giro per l’Italia, sto lavorando a un disco dub in cui sto sperimentando molto con questo tipo di tecnologie.

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