Raina: l'intervista

by • 20/08/2007 • IntervisteComments (0)539

Dopo una spassosissima comparsata sul mainstage del Rototom abbiamo incontrato Raina, membro storico della Villa Ada Posse e pioniere della musica reggae in Italia.

Haile Anbessa: ciao Raina!

Raina: ciao Mario, tutto a posto sì?

H.A.: bene grazie! Inizio col chiederti di raccontarmi la storia della Villa Ada Posse. Come e quando è nata? Per merito di chi?

R.: allora Villa Ada nasce 15 anni fa a Roma. Prendiamo il nome dal famoso parco. Lì abbiamo iniziato ad incontrarci e abbiamo scoperto che ognuno di noi aveva una propensione per la reggae music. Abbiamo iniziato a girare fra noi delle cassettine giamaicane. Era il periodo di Duck, di quel riddim insomma. Quindi primi anni 90. Così abbiamo iniziato un po' per gioco a cantare sulle basi. Nel frattempo nella crew si sono aggregati elementi che suonavano anche strumenti. Perciò abbiamo unito la nostra voglia scherzosa di cantare con questi musicisti. Parallelamente è nato il sound system e la band. Negli anni c'è chi arrivato, chi se n'è andato e chi è ritornato. Adesso siamo ancora vivi (ride) e proprio il primo luglio è uscito il nuovo cd intitolato Nuovo Giorno.

H.A.: parlami dell'album.

R.: è un lavoro totalmente autoprodotto sia a livello monetario sia tecnico perché registrato da noi. Contiene 18 tracce ed è sia una raccolta di brani di varie produzioni nazionali ed internazionali, anche su riddim famosi come Blaze o Superior, già uscite anche su One Love Hi Powa sia un album di pezzi inediti. Gli inediti sono anche su basi create da noi. Al 90% è cantato in Italiano.

H.A.: vorrei addentrarmi nel discorso della vostra attività di promoter di reggae a Roma.

R.: allora dobbiamo chiudere una parentesi Villa Ada e aprirne volentierissimo un'altra sulla cooperativa con cui collaborazione per la realizzazione dei concerti. Con varie altre situazioni romane siamo riusciti ad organizzare negli anni tantissimi concerti. Siamo riusciti a portare il reggae a 5 euro per tutti. Questo a volte rischiando, altre volte piangendo, altre volte ridendo. Però lo facciamo perché a noi in primis ci piace vedere in Italia un determinato artista giamaicano. A volte può andare bene, altre male ma cerchiamo di rendere popolare e accessibile a tutti la musica reggae. Per dirti, Capleton la prima volta che è venuto a Roma è costato 5 euro! Credo sia stata la sua data più economica di sempre! Abbiamo fatto 8.500 paganti però!

H.A.: la tua consacrazione, possiamo dire, è avvenuta grazie alla tua partecipazione nell'ultimo lavoro degli Africa Unite, accanto ad altri nomi del reggae italiani. Come è stato lavorare su un progetto così ambizioso?

R.: sai ero già abituato a cantare sui riddim perciò per me è stato abbastanza facile. Per gli Africa, che sono un gruppo foundation con il miglior suono d'Europa a mio parere, è stata una cosa totalmente nuova. Con Bunna e soci non avevo mai collaborato quindi sono stato felice di partecipare. Mi hanno mandato 4 ritmi e ho scelto Sotto Pelle. Spero sia l'inizio di tantissime collaborazioni con gli Africa Unite che rispetto tantissimo.

H.A.: il tuo show quest'anno qua al Rototom, seppur breve, è stato divertentissimo!

R.: chi c'era c'era e chi non c'era peggio per lui! E' stato bellissimo salutare tutta la reggae massive perché come vedi è più il tempo che sono chiuso qua dietro a registrare dubplates di quello che passo sul palco.

H.A.: grazie mille. Ti rinnovo i miei complimenti perché, come si dice, sei un vero animale da palcoscenico!

R.: ti ringrazio. Comunque è più facile per un minuto che per tre ore. Un abbraccio. Bella Hotmc! Respeect!

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