Ragga Meridional Crew:l’intervista

by • 21/02/2013 • IntervisteComments (0)651

Abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con Carmine Errico, anima attiva della Ragga Meridional Crew, da anni coinvolta nella produzione e nella diffusione di ottima musica reggae sul territorio nazionale

Haile Anbessa: L’etichetta della Ragga Meridional Crew quando e come è nata?

Carmine Errico: Ragga Meridional Crew nasce innanzitutto come sound system. Dieci anni fa’, con altri amici, decisi di mettere in piedi questo progetto. Ci divertivamo cantando su strumentali giamaicane e suonando reggae music nelle dancehall tra le campagne della murgia barese. Pian piano le cose son cresciute anche perché, poco a poco, questa musica si stava espandendo tra le nuove generazioni e tra quella a me coetanea. Nel 2004, pubblicai una compilation, Reggae4Etiopia, per destinare gli introiti ai bambini etiopi, appunto. Da lì, l’idea di dedicarsi anche alla produzione musicale mentre, paradossalmente, smettevamo di cantare. E’ impressionante la quantità di buona musica che c’è in giro. Credo che l’obbligo per un selecta, sia quello di promuovere anche nuova e buona musica. Troppo facile limitarsi a suonare le hit. E così, mentre molti sound spendevano soldi a registrarsi i dubplate, pensammo che invece, sarebbe stato meglio, investirli in un prodotto che potesse essere condiviso con tutti.

 

H. A.: Quali sono state le vostre maggiori attività nel corso degli anni?

C. E.: Nel campo della produzione, abbiamo avuto tante soddisfazioni. Le radio estere le hanno suonate un po’ ovunque. Abbiamo prodotto, in passato, alcuni7 pollici. I primi furono quelli del Dancehall Party Riddim, stampati alla Tuff Gong Records, in Giamaica. A quelli, seguirono “The Herb” dei Franziska e “Big Ship”, che sempre loro, ripresero assieme all’autore originale: Freddie McGregor. Praticamente tutti i 45 giri, sono entrati nelle classifiche specializzate di mezzo mondo: dagli Stati Uniti al Giappone, passando per Inghilterra, Germania e Francia.

 

H.A.: Vi occupate anche dell’attività di promoter?

C.E.: Si, come ti dicevo, è fondamentale, a mio avviso, promuovere la musica che si ama. Personalmente lo faccio in diversi modi: producendo, appunto, spingendo nuovi artisti e collaborando con molti cantanti giamaicani per il loro booking. Inoltre organizzo eventi qui a Bari. Il prossimo sarà proprio quello per i 10 anni di Ragga Meridional Crew (contenuto nella rassegna Rap ComBaT) con i mitici Polo e Sha-One (La Famiglia) e altri amici della zona che mi sono stati vicini in questi anni: Reverendo, Torto, Keedo, Hanzo, Tenko&Scriba, Papa Buju, Spaddino, Giuan. Una festa in famiglia.

 

H.A.: Parlami della vostra ultima creazione Terrorist Riddim…

C.E.: Il Terrorist è una strumentale realizzata dai Franziska, per il brano “Ask me Why”, contenuto nel loro ultimo album Action. Abbiamo da sempre collaborato con loro, poiché li ritengo una tra le migliori reggae band italiane. Da lì, come già fatto in passato col Dancehall Party Riddim (anche quello suonato da loro), abbiamo registrato alcune tra le voci più belle di Giamaica. Luciano, Perfect Giddimani, Laza Morgan. A queste si sono aggiunti il giovane IShack e l’italiana Tizla. In verità era una produzione pronta già da qualche anno, ma non sapevamo come farla in uscire. In passato abbiamo realizzato solo 45 giri, ma il mercato, al momento, non ti permette di affrontare un investimento simile. E, in ogni caso, oramai tutti i selecta (o quasi) suonano cd. C’è chi dice che è una comodità, io credo che ti permetta di suonare tutto quello che vuoi, visto che non tutta la musica la trovi su 45 giri. Così ho pensato di metterlo fuori su Itunes e simili, ora che la gente è più ‘abituata’ ad acquistare la musica sul web. Inoltre c’è una serie limitata di copie in cd.

 

H.A.: Avevate già collaborato con artisti giamaicani in precedenza? Come li avete coinvolti in questo progetto?

C.E.: Si, ad esempio per il Dancehall Party Riddim, abbiamo registrato brani con Daddy Freddy (per me è stato un sogno), oltre che con l’inglese General Levy e Cali P, bravissimo cantante della Guadalupe. A parte le produzioni, con i giamaicani ci collaboro soprattutto come agenzia e nell’attività di sound system. Infatti organizzo e ho organizzato tour di Perfect Giddimani, Etana, Lutan Fyah, Daddy Freddy, il mitico Lt. Stitchie, Konshens, Delus, e tanti altri, suonando anche con alcuni di loro. Per il Terrorist, ho avuto il piacere di conoscere Perfect Giddimani che per me è un grande fratello. E’ sempre un piacere lavorare e passare del tempo con lui. Con Luciano era cominciata una bella corrispondenza via web. Lui è stato folgorato dal diddim e noi dal suo brano. Stessa cosa vale per Laza. Ishack è stata una sorpresa.

 

H.A.: In che modo state promuovendo il riddim?

C.E.: L’idea è quella di cercare di allestire un tour, sia in Italia che fuori, per promuovere la produzione nelle dancehall, magari con almeno uno dei cantanti che hanno cantato sulla strumentale. In un certo senso è come se lo stessi facendo, visto che a marzo ho un minitour con Perfect Giddimani (il22 aRoma e il23 aBologna). Però mi piacerebbe farne uno ad hoc, magari a maggio. Inoltre quando si punta a realizzare un produzione dal respiro internazionale, bisogno puntare a promuoverla anche (se non soprattutto) all’estero. Al momento ci sono già delle belle e gratificanti recensioni su importanti portali esteri. Anche le radio stanno cominciando a suonarla con piacere. In Italia non sempre quello che ha valore, viene spinto dalla gente. Anzi, molto spesso sono fattori inversamente proporzionali.

 

H.A.: Cosa pensi della scena reggae italiana e internazionale oggi?

C.E.: Dipende di quale scena dobbiamo parlare. La scena è sempre bipolare. Da una parte c’è quella vera, dall’altra quella dell’apparire piuttosto che dell’essere. Se parliamo della prima, direi piuttosto bene. Sia in Italia che all’estero. Da noi abbiamo tantissimi veterani che da anni portano il messaggio nelle dancehall, che ci hanno insegnato tantissimo e che continuano a far da guida. Vedi Sud Sound System (e parlo di tutti loro, dai fondatori agli attuali), Jakalone, Bunna, Nico Different Mudù, Marcone, Il Generale, la Villa, Reverendo. Ci sono anche tantissimi giovani. Io impazzisco per i Mellow Mood, Virtus, Baco, giù a Bari c’è U Rob (anche detto ‘gun man’ perché è letteralmente una mitraglietta porta messaggi). All’estero c’è anche tanta gente brava. Solo che penso che la freneticità della musica su internet, ti dia maggiore possibilità di ascolto, ma anche inferiore concretezza nel focalizzarsi su qualcosa. Quindi bisogna essere attenti a saper individuare la musica di qualità. Certo, di porcherie se ne sentono sempre tante ma basterebbe non ascoltarle. Anche se, in un mondo dove c’è gente che ancora vota Berlusconi, sembra difficile far comprendere loro quello che è vero, da quello che non ha alcune fondamenta. In Italia, nel reggae, io vedo una bella scena, dove chi sa darsi da fare riesce prima o poi a far sentire la propria voce. Forse perchè, a parte casi isolati, non c’è mai stato un movimento mainstream, come accade oggi per il rap (e di conseguenza non c’è una prolificazione di ‘fake’).

 

H.A.: Progetti futuri in cantiere?

C.E.: Girare, suonare, ascoltare, proporre, conoscere. Queste le parole d’ordine per il futuro. A marzo ho due date con Perfect Giddimani, ad aprile sono in giro con Lt. Stitchie. Nel frattempo, sto lavorando al disco di Bari Posse All Stars, che è un collettivo che unisce alcune tra le voci reggae e rap più rappresentative di Bari e provincia. Inoltre sto mettendo in piedi un altro progetto/produzione: Ragga Meridional Crew meets Tenko&Scriba, un mixtape con due giovani rapper del mio paese (Toritto).

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