Rage

by • 07/10/2011 • Rubriche, The Game VaultComments (0)537

La casa che ha creato i natali  Doom, Wolfenstein e Quake rappresenta una leggenda dello sviluppo di videogame. Grazie al genio indiscusso di John Carmack, vero e proprio guru videoludico e ardito innovatore delle tecniche di sviluppo, nonché al sostegno di un Engine proprietario che arriva proprio con l’ultimo prodotto alla quarta versione, la casa texana resta una delle più importanti realtà legate al mondo del videogioco. Dinamiche di gioco varie e funzionali, una pluralità di situazioni invidiabile, e non ultimo un comparto tecnico all’avanguardia, fanno di Rage un prodotto eccellente. La trama. Nel 2029 finirà il mondo. Almeno, il mondo come lo conosciamo adesso. Un enorme asteroide, squarciando la pallida superficie lunare, entrerà direttamente nell’atmosfera terrestre, impattando sul nostro pianeta con una violenza da cataclisma. L’umanità, incerta sulle proprie speranze di sopravvivenza, ha avviato il progetto Arka, interrando in dei bunker gli uomini che saranno destinati a fondare una nuova civiltà, dopo il disastro. Il giocatore è calato nei panni di uno dei membri del progetto, che si risveglia chissà dopo quanto tempo. Gli altri compagni d’avventura non ce l’hanno fatta: nelle celle vicine alla nostra, cadaveri deturpati, mummie riarse e brunastre. Usciti allo scoperto, ci aspetta una dura realtà: il mondo è una distesa brulla e scomposta di guglie rocciose e terra bruciata, un deserto in cui si stagliano, di tanto in tanto, i profili delle città devastate. Gli scheletri di grattacieli un tempo gloriosi insozzano l’orizzonte, le carcasse della civiltà marciscono mangiate dai mutanti e dai ladroni. Entrambi sono una serie minaccia per i sopravvissuti. Molti uomini sono scampati al disastro celeste e alle radiazioni, arroccandosi in piccole città e insediamenti. Ma nelle distese desertiche imperversa la legge del più forte, così barbari e predoni fanno il bello ed il cattivo tempo. Altrove, invece, sono i mutanti che regnano: deformi, avvizziti, sudici, e totalmente fuori di senno. Il mondo di Rage, insomma, è un mondo arido e cattivo, fatto di relitti e di reietti, di uomini senza scrupoli. A mantenere l’ordine, fin dove può, ci pensa la dittatoriale “Autorità”: squadroni della morte iper-tecnologici che tengono il popolo sotto il gioco del terrore, senza l’interesse a sedare le scorribande dei pirati. Il sopravvissuto dell’Arka diventerà ben presto una celebrità, lavorando per conto delle alte cariche della città di Wellspring, cercando semplicemente di fare “ciò che è giusto”. Avvicinato poi dalla “resistenza”, un gruppo dissidente che cerca di limitare lo strapotere dell’autorità, il nostro eroe dovrà insomma fronteggiare tutte le insidie di questo mondo ormai corrotto. Mescolando lo steampunk all’iconografia classica del selvaggio west, riprendendo i panorami di celebri Disaster Movie e al contempo la tecnologia avanzata della Science Fiction, l’impasto scenico di Rage si mostra interessante e particolare. Rage è un impostato sostanzialmente come un Free Roaming. Scorrazzando a bordo di Dune Buggies e Quad Bike possiamo muoverci da una città all’altra, per raccogliere missioni principali e secondarie, per poi raggiungere i luoghi indicati sulla mappa e svolgere i nostri compiti. Rage è sostanzialmente un First Person Shooter alla vecchia maniera. Dimenticatevi quindi coperture dinamiche ed altre amenità: in Rage, soprattutto, si spara a viso aperto, a nemici agguerriti e in sovrannumero. L’armamentario è assolutamente ricchissimo, includendo fucili a canne mozze, balestre, lanciarazzi, sniper rifle e molti altri. Più avanti nell’avventura potremo costruire anche utili strumenti d’offesa. Torrette automatiche che bersagliano i nemici, piccoli robot semoventi che ci accompagnano e assaltano i mutanti, o macchine radiocomandate imbottite d’esplosivo, per uno spettacolo blastatorio alternativo a quello delle classiche granate. Oltre alle missioni principali, in città troviamo un sacco di quest secondarie. Alcune sono molto classiche, ma rappresentano una buona variazione su tema. Dovremo ad esempio proteggere carovane o operai con il nostro fucile da cecchino, mentre vengono assaltati dai mutanti. Altre sono strutturate come versioni “in piccolo” delle missioni principali. In certi casi risultano un po’ ripetitive, proprio perchè la planimetria delle zone da ripulire è sempre la stessa. Eppure, data la qualità della componente da FPS, è difficile sottrarsi all’impegno. Troviamo poi gli incarichi legati alla Mutant Bash TV: un sadico reality show in cui dobbiamo semplicemente prendere a fucilate quintali di mutanti, costretti in piccole stanze ricche di insidie. Assolutamente da provare. In ogni città, anzitutto, troveremo delle piste in cui sfrecciare coi nostri bolidi, magari per vincere qualche auto più performante. Gare di velocità e prove cronometro si alterneranno a veri e propri “Destruction Derby”, in cui bersagliare con razzi e mitragliette le carene degli avversari. Prima di terminare l’avventura potrebbero passare ben oltre quindici ore di gioco. Ne stimiamo dodici per i più frettolosi, ma la longevità di Rage rappresenta un parametro fuori dal comune, davvero eccezionale. La modalità cooperativa, intitolata Leggende delle Lande Devastate, è strutturata “a episodi”. Online o in Splitscreen, è possibile affrontare 9 missioni pensate per la modalità Co-Op, da sbloccare in sequenza.Del tutto fuori dagli schemi è però “Road Rage”, la modalità competitiva del titolo Id Software. Invece che cadere nei soliti clichè, il team ha deciso di sfruttare per l’online la sua componente da combat racing. Ci troviamo quindi di fronte ad una sorta di nuovo “Vigilante 8”. Il gioco funziona, e tutte le modalità appaiono ben curate. Immancabile il tutti contro tutti, ma troviamo anche una rivisitazione su ruote del “Cattura la Bandiera”, ed un Rally a Checkpoint, in cui si accumulano punti superando in sequenza i punti di controllo, ma anche “rubando” le combo degli avversari, facendoli saltare con missili e bombe a grappolo. Dal punto di vista tecnico Rage compie un lavoro eccellente, leggermente mitigato nella versione console, ma assolutamente pregevole soprattutto per la costanza incrollabile di un Framerate che garantisce una fluidità vistata raramente sulle macchine da gioco casalinghe. Anche la texturizzazione, in questa versione finale, supera molte altre delle produzioni moderne, sicuramente per definizione e in certi casi (più sporadicamente) anche per abbondanza di mappe superficiali. L’impegno per mantenere il framerate costante a 60 fps ha dato buonissimi frutti. La fluidità è garantita in ogni situazione, senza intoppi di sorta, con il V-Sync che evita tearing e altri problemi. Finalmente Id Software ci regala un altro prodotto davvero “iconico”, dopo che buona parte dell’energia espressiva delle sue produzioni sembrava esser persa in sequel poco convincenti dal punto di vista stilistico.

GRAFICA: 9
SONORO: 9
GIOCABILITA’: 9
LONGEVITA’: 9
VOTO FINALE: 9

HOT SPOTS:
–    Sapore di grande classico

COLD SPOTS:
–    Bassa interazione mbientale

Produttore: Warner
Sviluppatore: Id Software
Genere: First Person Shooter

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