Quincy Jones- Soul bossa Nostra

by • 19/03/2011 • RecensioniComments (0)462

E' uscito finalmente l'attesissimo disco di Quincy Jones intitolato Q: Soul Bossa Nostra, che riprende un po' il precedente "Soul bossa nova " del lontano 62'.
Dopo vari ascolti mi è parso subito uno di quei dischi “ trovata”, tanto per vendere (intendiamoci); non è nulla di nuovo, bensì un elenco sterminato di feat e arrangiamenti di vecchi successi.
Le collaborazioni vanno da: Talib Kweli, Akon, LL q J, Mary j Blidge, Wycleaf Jaean, alla drunk-star Amy Winehouse, Robin Thicke, Snoop Dog, Usher, T.i, Naturally 7, Rudy Currence, Jamie Foxx, John legend, Jennifer Hudson, Tevin Campbell, Q-Tip, Alfredo Rodriguez,  e tanti altri, ma soprattutto un mostro sacro della musica black in assoluto come: Berry White  con la traccia “Secret garden”.

Due pezzacci altrochè potenti sono “Get the funk” di Snoop Dog e “Sanford son” con T.I., B.o.B, Prince Charlez e Mohombi, sit-com degli anni 70,  il cui autore musicale è stato lo stesso Quincy; due pezzi che sanno di vecchio, funk, da shake ya ass, intervallate da stacchi (paura) e rappate veloci.
Soul bossa nostra, la canzone che porta il titolo dell'album, è una track che non rende giustizia all'album stesso.

I featuring femminili tra cui: “You put a move on my place” di Jennifer Hudson, la cui pecca è la lunghezza infinita, lo trovo un buono spunto  come colonna sonora per una serata romantica insieme ; Mary j Blidge in batcha wouldn't hurt me, tira fuori la sua vera essenza e Amy Winehouse con it's my party di Leslie Gore ci mette di fronte alla sua voce e anima da black queen in un corpo poco black e…vabè!“Many rains ago (oluwa)”e“Hikky- burr” sono le tracce che convincono poco, sonorità un po' sentite, motivetti da canticchiare sebbene “many rains”…, fa muovere i piedini al solo sentirla, e al chiudere gli occhi ricorda una terra bellissima chiamata Africa; ma a parte questa piccola parentesi, segue un po' quel filone di canzoni tipo Waka waka che alla lunga esaspera e perdono il loro significato diventando motivetti da pausa siga.A mio parere, Soul Bossa Nostra è un disco poco azzeccato, non rappresenta di certo la massima espressione musicale di Quincy data la ripresa dei pezzi ma può rappresentare una rivisitazione e autocelebrazione dei suoi pezzi dalle nuove realtà; Bisogna altrochè sottolineare che Quincy è un artista leggendario, vincitore di diversi premi e Grammys, come lui ben pochi ci hanno saputo intrattenere con dei pezzi a dir poco geniali, perciò perdoniamogli questa piccola svista.Consiglio di ascoltare i vecchi dischi, dove potete assaporare l'originalità di questo idolo della musica black.

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