Protoje: l’intervista

by • 29/09/2014 • Copertina, IntervisteComments (0)708

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E’ uno degli artisti reggae più gettonati del momento. Assieme a Chronixx e ad altri artisti conscious ha dato vita al cosiddetto Reggae Revival, un movimento musicale e artistico che si è prefisso il compito di riportare in alto il vessillo della reggae music, quella vera con i testi ricchi di significato e dai valori pregnanti. Piace anche al pubblico mainstream e anche MTV Uk se ne è accorta dato che di recente ha passato alcuni suoi video. Tutto questo è Protoje e vediamo cosa ci ha raccontato.

Haile Anbessa: come prima domanda vorrei chiederti del tuo nuovo album che sarebbe dovuto uscire proprio in questi giorni…
Protoje: ho rilasciato un primo singolo con Chronixx Who Knows e presto ne uscirà un altro. Per l’album ci siamo quasi sto rifinendo le ultime cose e poi sarà pronto per la pubblicazione definitiva. Direi che per gli inizi dell’anno prossimo dovremmo esserci.

H.A.: è una domanda che ho fatto spesso ai tuoi colleghi e quindi la pongo anche a te. Cosa pensi di questa definizione del cosiddetto Reggae Revival che vi vede protagonisti?
P.: per essere schietti mi ha un po’ stufato questa etichetta del cosiddetto Reggae Revival. Sono ormai tre anni che noi ci esprimiamo ai massimi livelli e quindi dovremmo concentrarci secondo me meno su questa definizione ma piuttosto sull’impatto che questo tipo di musica sta avendo sulla gente che l’ascolta. Io mi occupo di musica e meno di definizioni ecco.

H.A.: che impatto ha avuto allora la vostra musica sul pubblico? Puoi raccontarmi quello a cui accennavi prima?
P.: è una musica positiva innanzitutto che invita all’unità. Questo può avere quindi un forte impatto sulle persone. Racconta anche di cose che molte persone ignorano e quindi può insegnare molto.

H.A.: e ritieni che questo tipo di musica possa diventare anche più crossover e apprezzata quindi da persone meno avvezze al mondo del reggae?
P.: la musica e musica e il reggae è la musica più naturale che esiste. Viene ascoltata nei quattro angoli della Terra. Tutti ne comprendono il grandissimo potenziale di questa musica e quindi sono sicuro che non potrà fare altro che crescere. In ogni caso posso dirti che non spetta a me parlare né preoccuparmi di queste cose ma piuttosto fare musica e basta.

H.A.: le tue liriche sono sempre molto profonde. Ti sei mai sentito frustrato nel dover portare avanti questo messaggio perché magari la gente preferisce altro e non questo tipo di parole?
P.: mai perché posso scrivere solo di ciò che penso, null’altro. Scrivo prima per me stesso e poi per gli altri.

H.A.: puoi parlarmi ora più nel dettaglio del prossimo album? Produzioni? Featuring?
P.: Chronixx e Kabaka saranno sull’album come featuring così come molti altri.

H.A.: so che questo inverno sarai di nuovo in Europa per esibirti. È vero?
P.: sarò in Europa per un paio di settimane ma vengo per finalizzare alcune tracce da inserire nell’album.

H.A.: hai qualche artista della Foundation che ami particolarmente?
P.: sicuramente Black Uhuru, lo youngest veteran Damian Marley e Hugh Mondell

H.A.: che genere di musica ascolti al di fuori del reggae?
P.: io ascolto di tutto, ma proprio di tutto. Dall’era Motown, al rock classic, all’alternative fino al pop.

H.A.: come vedi la situazione del reggae in Giamaica e nel resto del mondo?
P.: la musica sta crescendo in Giamaica. Non sono cambiamenti di poco conto e nemmeno tanto repentini ma secondo me la crescita c’è sempre così come nel resto del mondo.

H.A.: come ultima domanda volevo chiederti come ti sei sentito quando hanno scelto la tua Kingston Be Wise come parte della colonna sonora del videogioco GTA V, vero e proprio successo globale?
P.: mi hanno contattato chiedendomi se fossi interessato a inserire la mia canzone nel videogioco. Non ho avuto problemi perché erano presenti molti altri grandi artisti e quindi ne ero lusingato. Non gioco più comunque con i videogiochi.

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