Project X Zone

by • 07/07/2013 • Rubriche, The Game VaultComments (0)591

Insomma, l’essenza del fan service ben fatto. I più precipitosi tra voi salteranno infastiditi i dialoghi già dopo poche ore, e questo non comprometterebbe comunque la godibilità finale del titolo, ma così facendo si perderebbero, oltre ad uno stilosissimo doppiaggio nipponico con sottotitoli in inglese, una delle ragion d’essere di questa produzione: celebrare il media videoludico e una serie di personaggi con cui siamo cresciuti. Scontro campale anche sulle meccaniche di gioco, che inseriscono elementi peculiari in una struttura rodata e vista centinaia di altre volte. Il titolo si gioca su campi di battaglia di dimensioni abbastanza contenute, con una griglia su cui muovere i nostri personaggi in maniera molto meno ingessata della media dei giochi di questo tipo, con range di movimento e di attacco generosi e la possibilità di svolgere più azioni nello stesso turno, come ad esempio attaccare e usare oggetti curativi. Ogni unità si compone di almeno due personaggi, provenienti dagli sconfinati universi Sega, Capcom e Namco Bandai, con la possibilità di attaccarvici un ulteriore elemento “bonus” richiamabile in qualsiasi momento in battaglia alla pressione di uno dei dorsali della console: questo vuol dire che potreste assistere ad una combo iniziata da Chun Li, proseguita da Morrigan e conclusa con la consueta violenza e tamarraggine da Heihachi Mishima, e tutto sembrerebbe normale.
Come se non bastasse, se uno dei nostri team è nel raggio d’azione mentre effettuiamo un attacco, può essere richiamato in azione per una combo bonus, un po’ come accade nella serie Marvel vs Capcom, portando il totale dei personaggi su schermo a cinque contemporaneamente e i danni inflitti a livelli assurdi. Le basi del gioco sono tutte qua, e nonostante il tutorial iniziale cerchi di far sembrare le cose inutilmente più difficili di quello che sono, il bizzarro mix di azione da picchiaduro e strategia a turni funziona, e alla grande. Avvalora questa tesi la scelta di depotenziare fortemente la fase di gestione delle truppe e tutto il micromanagement ad essa correlato, sicché tra una battaglia e l’altra tutto ciò che ci rimane da fare è salvare il gioco o dedicarci alla lettura di una delle esaustive schede biografiche a corredo dello sterminato cast della produzione. La definizione di strategico a turni lite, pienamente meritata, non scoraggia comunque il fanciullino, che suggerisce come ci siano aspetti molto interessanti in gioco, come la possibilità, un attimo prima dell’attacco nemico, di scegliere se controbattere, parare, riducendo sensibilmente il danno ricevuto, o farsi scudo (spendendo la gran parte dei punti EXP accumulati mazzulando ben bene le truppe nemiche) e uscire così illesi dallo scontro. Considerando che la barra degli EXP è la stessa a cui si attinge per l’utilizzo delle skill in combattimento e per le super mosse, si capisce bene come questo doni un’inedita variante tattica agli scontri, che possono essere così affrontati alla garibaldina o con un atteggiamento difensivista, a seconda dei gusti e delle necessità del momento. L’innegabile spettacolarità delle mosse speciali, accompagnate da animazioni bidimensionali d’autore, riesce però solo in parte a mascherare un livello di difficoltà decisamente permissivo, che riceve il sospirato aumento generale solo affrontando il gioco in modalità New Game Plus, al termine delle circa 45 ore necessarie per il suo completamento. La cura riposta dietro la realizzazione tecnica del gioco è encomiabile, sebbene l’effetto finale raramente ammali l’occhio. La grafica in game, con la quale ci troveremo a confrontarci durante l’ottanta per cento del tempo, è superata, e, nonostante la fedeltà con cui sono stare riprese location amate dai fan, sarebbe più a suo agio su DS che non su 3DS: di contro, però, le talking heads degli oltre 60 personaggi presenti, le spettacolari scene di intermezzo anime style e soprattutto le animazioni a schermo durante l’esecuzione di combo e super mosse sanno emozionare, spingendo a chiudere un occhio su aspetti meno riusciti. Per il resto, solo note di merito: il sonoro si avvale di campionature brevi ma efficaci, che risuoneranno nelle vostre orecchie quanto nei vostri cuori (ah, il battle theme di Chun Li…) e la longevità generale, garantita dalla enorme quantità di contenuti, si fa perdonare l’assenza di missioni secondarie con una succosa modalità New Game Plus, il cui livello di difficoltà sarà apprezzato dallo zoccolo duro dei fan.

VOTO FINALE: 8.5

HOT SPOTS:
Il crossover definitivo!

COLD SPOTS:
La trama non brilla

Produttore: Namco
Sviluppatore: Monolith Soft
Genere: Gdr

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