Prodotti A-Tipici

by • 15/03/2008 • RecensioniComments (0)411

 

Ci sono compile che nascono come accozzaglie di pezzi, del tutto sprovviste di un filo conduttore e sostanzialmente inutili. Altre, seppure in numero piuttosto esiguo, propongono un disegno organico e coerente che prende forma attraverso le canzoni selezionate. Questi “Prodotti A-Tipici” si presentano come un progetto indubbiamente molto interessante e, a mio personale modo di vedere, altrettanto coraggioso. Qui non si tratta soltanto di coinvolgere nello stesso lavoro artisti provenienti dalle più disparate zone del nostro Paese; o meglio, attraverso una partecipazione così geograficamente eterogenea, i risvolti sono molteplici e complessi: sarebbe infatti riduttivo limitare questo disco ad una raccolta di pezzi rappati nei rispettivi dialetti di appartenenza – anche perché, in realtà, sono ben presenti tracce redatte in italiano. Perdonatemi l’espressione forse azzardata: secondo me questa compila ha una sua rilevanza anche in ambito culturale. Cultura popolare, cultura di strada, la strada dei vicoli nei borghi calabresi, le strade di Milano, Rimini, Bari. In ambito hip hop, questo significa comparare diverse scuole ed altrettanti stili, valutarne l’evoluzione e realizzare che, fortunatamente, il panorama è parecchio composito e variegato. In generale, vuol dire ricomporre in un insieme unitario i diversi frammenti che compongono il nostro Paese; frammenti in apparenza molto distanti e quasi inconciliabili, in realtà riconducibili al medesimo substrato.

 

Inoltrandoci in una disquisizione più prettamente musicale, sono diversi gli aspetti da sottolineare.

Una prima considerazione è necessariamente legata all’utilizzo del dialetto, tema di frequenti ed accese discussioni. Se mai ne avesse avuto bisogno, “Prodotti A-Tipici” ne rappresenta un’ulteriore, definitiva legittimazione; sgombrando eventuali dubbi residui, dimostra come si possa fare del rap di ottima fattura anche utilizzando gli idiomi locali. Un enorme merito va a questo lavoro, consistente nello smentire il luogo comune secondo cui soltanto i dialetti meridionali abbiano la musicalità necessaria per scrivere del buon rap. Il pezzo secondo me più intenso e rappresentativo dell’intera compila è infatti proprio “Pim Pum Pam”, brano inedito realizzato da Bassi e Supa in milanese, che coniuga un’ottima base ad un testo molto sentito. E’ bello accostare i diversi dialetti e coglierne la varietà di cadenze e sfumature, in un ipotetico giro d’Italia che dal Veneto raggiunge Puglia, Sicilia e Sardegna. Valorizzare le specificità locali ed esaltare una scuola italiana in antitesi ad un rap eccessivamente plasmato sul modello americano: lo spirito di “Prodotti A-Tipici” può essere sostanzialmente risolto in quest’affermazione. La questione di fondo rimane: il rap in dialetto è un’opportunità oppure un ostacolo alla comprensione che pregiudica la comprensione del testo? La mia idea è che vanificare questo patrimonio linguistico sarebbe un peccato – non foss’altro perché il linguaggio, oltre che essere uno strumento espressivo, esprime un modo di pensare ed è strettamente vincolato alla cultura di appartenenza.

 

La compila è composta da 19 tracce, tra inediti, remix e qualche brano già sentito – anche se risentire tracce come “Storie ‘e Merda” di Skizo e Castì è sempre un piacere. Musicalmente parlando, il livello è complessivamente più che buono: da segnalare, oltre ai pezzi già citati, anche la bellissima “Tuoccame Pè Sempre” dei Co’Sang, “Auand” dei Bed&Break Funk e l’iniziale “Di Passaggio” di Franco Negrè, Kiave e Giga Scsi, nonché “Senti che pezza” di Piotta con Jesto&Hyst.. Menzione a parte per “Listen Passengers” di Turi, che definire geniale sarebbe riduttivo. Complimenti a Piotta per l’idea e per la scelta dei brani, “Prodotti A-Tipici” è un lavoro di qualità assemblato con intelligenza, che merita una particolare attenzione.

 

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