Presa visione EP

by • 18/01/2004 • RecensioniComments (0)1016

Scelta coraggiosa quella di L-Duke e Naghe di uscire con un EP, "Presa visione" per l'appunto, stampato solo su vinile, ma stiamo del resto parlando di persone coraggiose in tutte le loro iniziative (basti pensare che, andando contro al trend del momento, L-Duke ha deciso di stampare su nastro il suo ultimo mixtape, nato dalle fatiche sue e di Dj Wolf). Un regalo a tutti quei dj hip hop che nelle loro serate hanno il coraggio di suonare ancora pezzi italiani. Ma andiamo a parlare dei contenuti.

Quattro pezzi, più le loro strumentali, tre beat ed una traccia con effetti per lo scratch, beat tutti prodotti dal maestro L-Duke, rime oltre che di Naghe, anche di Ape e Sir Bod.

Basi potenti, semplici e perfette, strumentali strettamente hip hop, batterie violente bassi potenti, questo, assieme a testi intelligenti, sono il filo conduttore del progetto che, mi auguro, possa sfociare presto in un LP completo. L'ascolto si apre con "Tocca pulire" (con un bell'intro preso direttamente dalla Rapadopa di Gruff "parlano e parlano e continuano a parlare…"), pezzo nel quale Naghe si scaglia contro chi, appunto, "parla e parla" senza alcuna cognizione di causa; "La dimora" è un pezzo diverso per contenuti, tutto parte da "via Carrocio anni '90 / un regno a parte dal solito standard", un sapore un po' malinconico ("è nel mio cuore questa strada questa piazza / la gente che ci vive la gente che schiamazza / è parte di me la mia sorella di cemento / è sangue del mio sangue ed è incubato nel mio grembo"), nonostante le storie rievocate in questo pezzo, storie di periferia, siano spesso tutt'altro che belle da ricordare.

"Alle spalle" (con il featuring di Ape e presente, tra l'altro, proprio sul cd di Ape di prossima uscita) altro pezzo malinconico, che getta un occhio al passato ma lancia anche nuovi stimoli per il futuro ("lascia alle spalle il tuo passato (…) / i tuoi ricordi? / i miei vivono a galla in me come un branco di zombie"). L'accostamento di due stili di rap profondamente differenti tra loro, Ape più musicale, Naghe più "squadrato", non stona affatto, anzi riesce forse a sottolineare meglio la contrapposizione tra "passato" e "presente". In "Superstereo" troviamo invece un Sir Bod in superforma (e anche l'album Phillebagas è in uscita a giorni) si affianca ad Naghe nel secondo pezzo dedicato all'Hip Hop, piacevole all'ascolto anche per la presenza di alcune rime decisamente divertenti (che non ho intenzione di svelare, bisogna applicarsi…)

In definitiva, un bel prodotto, uno di quelli che possono far muovere le teste o accompagnarti piacevolmente in un viaggio in auto (e vi giuro che se esistesse un "mangiadischi" portatile per auto questo vinile sarebbe sempre con me); un lavoro che pur essendo "rigidamente" e "rigorosamente" Hip Hop affronta anche tematiche comuni a gran parte dei giovani della nostra generazione e che quindi potrebbe essere ascoltato con piacere anche da persone estranee all'ambiente.

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