Pharoahe Monch [email protected] TPO Bologna

by • 02/05/2010 • NewsComments (0)459

Non perchè sia la mia città d'origine ma Bologna anche quest'anno non tradisce.
Come è stato anni fa per Nas e l'anno scorso per Method Man e Redman, maggio è il mese in cui da tutta Italia b-boyz e b-girlz si riversano in questa città per Il Concerto.
Quest'anno è stato il TPO ad ospitare Pharoahe Monch, grazie a Boom Draw Int'l, un evento che in molti aspettavano, me compresa, e che ci ricorda, peraltro, il nuovo progetto dell'artista, W.A.R. (We Are Renegades), previsto per luglio: un  nuovo album frutto della collaborazione con W.A.R. Media, LLC e Duck Down Music. Questo disco, ancora più dei precedenti, sarà incentrato su tematiche sociali e vedrà featuring di Vernon Reid, chitarrista dei Living Colour, Jean Grae, Styles P, Phonte, Black Thought con produzioni di M-Phazes, Marco Polo, Mike Low, Fatin, Lee Stone, Exile tra gli altri.
A parte questo, forse un po' troppo breve ma comunque molto intenso lo show, che si apre con brani dall'ultimo disco Desire (2007) ma non dimentica pezzi storici come Oh No (feat. Mos Def e Nate Dogg) e altri brani dal disco precedente, Internal Affairs (1999), tra cui ovviamente la conosciutissima e altrettanto attesa Simon Says.
Per quanto effettivamente questo sia da considerarsi un po' il "cavallo di battaglia" del Faraone, non si può dire che la vibra fosse da meno durante il resto del live che  è stato comunque molto partecipato e molto sentito da tutti.
Pharoahe Monch è sicuramente un rapper di grandissimo spessore capace di coinvolgere il pubblico dalla prima all'ultima strofa, e lo dimostra il fatto che dall'inizio alla fine del concerto tutti cantavano e tutti sapevano, senza esclusione, le liriche del rapper newyorchese.
Non solo, a distanza di due giorni dal live, con tanto di ponte del Primo Maggio in mezzo, girano già su Youtube i video fatti dai fan durante lo show… ed è subito pelle d'oca…
Tutto questo perchè negli anni il Faraone si è sempre confermato artista indipendente dalle tematiche gangsta e dalla banalità di molta parte del rap americano, capace di affrontare questioni difficili e spinose con uno stile impeccabile, come in When the Gun Draws e ha saputo fare proprio uno stile, l'extrabeat, personalizzandolo e rendendosi unico.
Durante la sua carriera e nei suoi live, compreso questo, ha sempre dato prova di grandissima comunicatività sia in patria che fuori dagli States; e anche a Bologna lo ha ampiamente dimostrato.
Era da tempo che la turrita città non sentiva una vibra del genere, oltre al merito di Pharoahe Monch e di chi ha organizzato il tutto, questo non sarebbe stato possibile se ad aprire il live non ci fosse stato uno dei pilastri dell'hip hop nostrano, i Colle der Fomento.
Anche in questo caso, ogni commento è superfluo visto che pochi altri in Italia avrebbero potuto dare un contributo così sostanzioso allo show che grazie a Danno, Masito e Dj Baro ha mantenuto un livello alto fin dall'inizio… se poi ci aggiungiamo il fatto che sul palco è salito anche Kaos, allora possiamo veramente dire che chiunque sia rimasto a casa può tranquillamente mangiarsi le mani…

Un live ben costruito, in tutte le sue parti con selezione di dischi e live di Dolma, Maina, Miss Linda e Dj Baro prima e dopo, un "lavoro di squadra" reso possibile dalla collaborazione di molti, soprattutto, un evento fatto da amanti del vero hip hop .Una situazione di come non ce n'erano da un pò, senza esagerare, una grande serata.

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