Payday 2

by • 20/09/2013 • Rubriche, The Game VaultComments (0)660

Payday 2 è il sequel di un gioco indie che, a sorpresa, ottenne un grande successo nonostante le scarsissime risorse a disposizione degli sviluppatori. L’annuncio di un sequel fece molto rumore, non solo a causa della folta schiera di seguaci che il gioco ha ottenuto nel corso degli ultimi anni, ma anche grazie all’annuncio che il team si sarebbe ingrandito. Tra le fila degli svedesi di Overkill Software si nasconde infatti il newyorkese David Goldfarb, già responsabile dei giochi della serie Battlefield. Al timone di questo progetto c’è dunque uno sviluppatore con le carte in regola, e questo team ci è parso credere davvero nel proprio prodotto ben prima del momento del rilascio. Payday 2 va interpretato come un “arcade simulativo” di rapine in banca. L’ossimoro, in qualche modo, descrive la doppia natura di questo gioco, che richiede intelligenza, pazienza, coordinazione ma che tende ad innaffiare il tutto con una sana dose di azione irrealistica. Il gioco comincia già a partire dalla schermata di Crime.net, una sorta di rete informatica del crimine in cui vengono assegnati i lavori sporchi ai giocatori di tutto il mondo. Si tratta, in breve, di un hub che permette di selezionare la missione da svolgere, e che permette con un rapido colpo d’occhio di avere un quadro d’insieme dei compiti da affrontare. Tutte le missioni sono classificate per difficoltà, e talvolta è possibile trovare le stesse assegnazioni con gradi di difficoltà differenti, che naturalmente elargiscono ricompense più appetibili. Il giocatore, dunque, può selezionare immediatamente il tipo di missione da svolgere, quindi accedere a una lobby. Da qui è possibile unirsi ad altri giocatori e iniziare il lavoretto, o entrare direttamente in gioco casomai vi fosse uno slot libero in una missione già iniziata. Il matchmaking nella fase beta del gioco è apparso incredibilmente solido, e la community ha lasciato delle impressioni positive. Siamo pronti a ricrederci nel momento in cui il gioco verrà dato in pasto alle masse, ma per il momento è stato divertente confrontarsi con dei giocatori più esperti. In effetti, è la socializzazione il vero fulcro di Payday 2. Nel momento in cui ci si ritrova nella lobby in attesa di lanciare la missione, le discussioni in chat fanno salire l’adrenalina. È evidente che, in caso di mancata comunicazione tra i giocatori, le cose diventano assolutamente ingestibili. Payday 2 necessità di giocatori pazienti e, possibilmente, con uno spirito collaborativo. In secondo luogo, il titolo dà il meglio di sé in compagnia di qualche amico. Sebbene gli sconosciuti incontrati in rete si siano rivelati sorprendentemente partecipativi, è chiaro che con la compagnia di un conoscente (e magari con l’ausilio di una chat vocale) l’esperienza già buona può elevarsi a livelli davvero altissimi. Non va sottovalutato, infine, il comportamento scorretto di alcuni host che si disconnettono nel bel mezzo di una missione o che cacciano i giocatori senza alcun apparente motivo. L’ingresso di un nuovo giocatore in una partita congela tutti per qualche secondo, pertanto – se potete scegliere – scegliete dei conoscenti come compagni d’avventura. Un altro aspetto che, indubbiamente, rende Payday 2 un prodotto interessante si riscontra nell’elevato grado di personalizzazione del proprio personaggio. Da un lato, è possibile personalizzare vestiario, armi e naturalmente le maschere indossate durante le rapine. Per poter sbloccare le varie componenti personalizzabili, però, è necessario completare con successo parecchie missioni. Alla fine di ogni lavoro si viene ricompensati con una schermata che ci permette di scegliere una carta, alla quale è associato un premio. In questo modo è praticamente impossibile che due giocatori con lo stesso livello di abilità abbiano accesso ai medesimi elementi di personalizzazione: in Payday 2 c’è un grado di unicità del proprio personaggio davvero forte, e i collezionisti avranno pane per i loro denti. Nel gioco è inoltre presente un covo nel quale è possibile allenarsi e che, ovviamente, può essere personalizzato. In questo caso gli elementi che arricchiscono il locale si possono acquisire grazie ai contanti ottenuti nelle rapine.  Il terzo elemento di personalizzazione è costituito dal sistema di classi e abilità del prorpio personaggio. Ci sono quattro diversi alberi delle abilità da sviluppare: mastermind, enforcer, tecnico e spettro. Ottima l’idea di Overkill di non obbligare il giocatore a scegliere una sola classe: è possibile sviluppare indipendentemente ognuno dei quattro alberi, ottenendo così un personaggio con qualità variegate. Le prime tre classi incarnano, in buona approssimazione, i tre archetipi del medico, tank e ingegnere. La classe dello spettro, infine, introduce un elemento fondamentale di Payday 2: la possibilità di affrontare ogni missione in versione stealth. È evidente che sarebbe pretenzioso e fuorviante definire Payday 2 come “un gioco stealth”, dato che è pensato per l’azione. In ogni caso, è possibile tentare i colpi senza essere visti, facendo uso di particolari abilità (che permettono, ad esempio, di scassinare una serratura in pochi secondi o di muoversi con rapidità) e attraverso un’attenta valutazione dell’ambiente e di chi lo popola. Overkill ha messo in campo alcuni lampi di genio: in un caso, ad esempio, si è obbligati a penetrare di soppiatto nella stanza delle telecamere a circuito chiuso e assassinare l’addetto, in modo tale da disabilitare l’allarme che altrimenti sarebbe scattato. La modalità stealth complica le cose in maniera esponenziale, ma con il giusto gruppo di amici potrebbe dare molta soddisfazione. Inutile dire che offline è sostanzialmente impraticabile. Un altro aspetto molto interessante di Payday 2 è rappresentato dalla suddivisione dei vari colpi in giorni, fino a un massimo di sette. Ci sono degli incarichi che si sviluppano nel corso di più giornate e che richiedono, ad esempio, di recuperare la merce durante, di trasportarla, di consegnarla al contatto, e così via. Questo consente di vedere i frutti dei propri progressi e contribuisce a creare una sorta di trama, sebbene l’elemento narrativo in Payday 2 non sia certo brillante. Ma soprattutto, questo sistema implica la presenza di missioni variegate. Non aspettatevi soltanto un’accozzaglia di rapine tutte uguali tra loro: ci sono rapine, atti vandalici, missioni di scorta, di recupero, di difesa, furti con scasso. Persino le missioni di tipologia simile hanno un buon grado di unicità grazie agli ambienti variegati e alle diverse tipologie di approccio adottabili dal giocatore. Il tutto si eleva all’ennesima potenza a causa dei diversi gradi di difficoltà associabili da Crime.net a ogni missione, che spingono a rigiocare ciascun livello più e più volte. La musica è costituita da una ricca colonna sonora che scandisce le varie fasi dell’azione e cambia prima, durante e dopo l’assalto. Il doppiaggio, come nel predecessore The Heist, è costituito da poche linee di dialogo per nulla invasive.

 

Voto: 9

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