Paolo Baldini – Dubfiles

by • 19/10/2014 • RecensioniComments (0)1131

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È innegabile che il reggae, soprattutto negli ultimi anni, sta vivendo una vera e propria seconda giovinezza, grazie alla commistione con altri generi, altre sensibilità.

Oltre al cosiddetto reggae revival, in cui i valori del vecchio roots anni Settanta sono ritornati a sventolare più alti che mai, l’elettronica sta sempre di più intersecandosi all’interno della musica in levare.

Sulla scena internazionale infatti possiamo citare su tutti la giamaicana Terry Lynn, che canta su basi elettroniche create ad hoc la vita di strada di Waterhouse, oppure i britannici Zion Train, sound system che dalla tradizione di Jah Shaka è riuscito a innovare e portare tale genere su tutto un altro livello. War ina Babylon durante i loro live è già diventato un emblema di questo genere.

Guardando all’Italia invece il primo nome che viene in mente in questo senso è certamente Paolo Baldini. Per chi non lo sapesse Baldini è stato bassista dei B.R. Stylers e degli Africa Unite e anche all’interno della band di Pinerolo fin dal suo ingresso l’atmosfera è parecchio cambiata, assecondando le predilezioni musicali dello stesso Madaski in maniera parecchio convincente ed efficace. L’album Controlli è la prova plastica di questo processo per esempio così come la nascita del collettivo Dub Sync.

Inutile dire quindi che Baldini ha saputo coniugare la tradizione e la modernità di alcune sonorità più elettroniche anche all’interno di un genere piuttosto “conservatore” come quello del reggae. Questa assunzione viene confermata ancora di più ad esempio dal lavoro compiuto dal producer con i Mellow Mood, gruppo reggae dei talentuosi gemelli Garzia che stanno realmente impressionando negli ultimi anni e di cui Baldini è un vero e proprio mentore.

Dalla sua vulcanica mente e dal suo talento è nato nel 2013 il progetto Dubfiles. Le sue capacità di dubmaster sono palesi in questo album che è nato quasi per scherzo ed è invece diventato una grande e piacevole realtà. Baldini e la sua squadra ha creato delle versioni dub di produzioni del suo team su cui poi quindi vari artisti hanno prestato la voce per un risultato realmente sorprendente.

Per chi segue l’artista di Pordenone da tempo potrà ricordarsi tutta la serie di video apparsi su youtube in cui vari cantanti registravano appunto le loro version su questi riddim. Bene i video, data l’innegabile qualità hanno raggiunto un tale successo di visualizzazioni, che quindi il progetto di creare un album da questo materiale è diventato una realtà.

Le tunes alternano vari artisti di spessore come i fratelli Jacob e L.O. dei Mellow Mood, Forelock outta Arawak o ancora il portoghese Richie Campbell.

L’eco di grandi artisti giamaicani come Macka B e Tanya Stephens si ascoltano invece in canzoni di pregevole fattura come Politician Dub e Extra Love Dub.

L’album, come nella piena tradizione giamaicana alla Yabby You, è ipnotico e le produzioni sono di rara fattura, sempre più una merce rara di questi tempi.

L’ascolto è quindi consigliato a tutti coloro che amano il dub o che comunque vogliono scoprire la musica reggae sotto tutta un’altra prospettiva.

In ogni caso è altamente consigliato.

Voto: 4/5

 

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