P. Diddy – Che cazzo ci fa?

by • 10/09/2004 • ArticoliComments (0)562

Appena arrivato con la mia ragazza ad Ibiza, lunedì mattina, 2 agosto, l’atmosfera techno-house che si respira nella “isla blanca” subito ha cominciato ad avvolgerci appena usciti in pullman dall’aeroporto. A differenza (credo) di qualsiasi città del mondo o, almeno, di quelle che hanno avuto il disonore di essere visitate dal sottoscritto, Ibiza, sui cartelloni pubblicitari, soprattutto su quelli enormi disposti sulle principali vie di comunicazione extra-urbane (come quella che collega l’aeroporto al “centro”), non espone pubblicità di Coca-Cola, Calvin Klein o Vodafone, ma dei DJ e delle serate che da costoro vengono animate.

Il marketing e la comunicazione ad Ibiza sono case-study sottovalutati, secondo me, dagli analisti economici e dalle università, ma chissenefrega.
Avevo già programmato le serate alle quali avrei partecipato (grazie ad un bel sito che descrive dettagliatamente il calendario delle disco e relativi diggei), ovviamente con ampio margine di aggiustamento.
Tra queste figurava quella che si sarebbe tenuta al “Pacha” mercoledì 4 agosto, denominata Subliminal (etichetta house di NY), serata in cui i dischi sarebbero stati fatti girare dal pluri-osannato (mah!) Erick Morillo e da (dai) Deep Dish.
Bighellonando la sera del mio arrivo per il porto di Ibiza, tra le mille locandine in bella mostra, spiccava quella che promuoveva la serata suddetta.

A parte frizzi e lazzi grafici, si legge, a caratteri cubitali, della presenza in console di Morillo e, in un angolino in basso a sinistra (in caratteri niente affatto cubitali) si annuncia la contestuale performance di P.Diddy.
Incredulo, cominciai a pensare: “non può essere lui”, “avrà bisogno di soldi” e, soprattutto, “che brutta fine che ha fatto!!!”
Arriva mercoledì, entrata 45 eury (in pre-vendita, alla porta 60! Che il diavolo se li porti e faccia passare la loro dannazione eterna immersi nella loro diarrea). Vabbè, siamo in vacanza e poi, vuoi mettere…c’è P. Diddy!!! (ma vaffanculo và).
Ora inizia una diatriba etica che tuttora mi assilla.
Si parla tanto di commistione di generi, di croos-over, di abbattere i confini posticci che la tradizione musicale e il music-biz ha imposto, allargare la prospettiva e via di banalità e cazzate simili. Ma se un povero cristo vuole ballare house, e và ad Ibiza apposta per questo, perchè in una delle serate più “hot” in uno dei templi della musica elettronica del mondo ci deve trovare P. Diddy?
Tutto ciò lo avevo pensato a priori, cioè, la serata è stata scadente, ma certo non per colpa di P. Diddy.

Mi spiego meglio.
Vederlo con la cresta e super-muscolato, oltre a farmi vomitare, mi ha abbastanza sorpreso, me lo ricordavo piuttosto magro, ma vabbè.
Tralasciando la folla oceanica che ha riempito il posto (trend di tutte le serate ibizenche, purttroppo), l’amarezza per una notte non esattamente entusiasmante è stata causata dalla musica proposta.
Il buon (col cazzo) sig. Morillo metteva musica per stare dietro alle evoluzioni vocali del rapper newyorchese (come il DJ) il quale “spatronecciava” la scena, neanche fosse sul suo motofurgone.
Ora la sorpresa…la performance di P. Diddy è stata assolutamente sopra le righe, ha esaltato il pubblico entusiasta con una prova di vocalist decisamente trascinante, cantando e sparando rime, tutto su basi house completamente asservite al suo carisma.

La nota dolente per l’ex papino pappone è arrivato quando, sulla scia di un ingannevole entusiasmo, ha provato ad eseguire la sua specialità, un po’ di hip-hop.
Dopo aver rischiato il linciaggio da parte della folla imbufalita, il Re Mida afro-americano ha pensato bene di smettere se voleva continuare a godersi i soldi che frutta il suo impero commerciale – industriale.
Comunque, una volta congedato e dopo aver salutato tutti (specificando che il suo nome è P. DIDDY), quel cazzone di Morillo ha cominciato a suonare davvero e la serata è diventata, finalmente, divertente, almeno per me.
Il terzo mercoledì di agosto, nella stessa serata, ha suonato, sempre vicino all’immancabile Erick Morillo, il famigerato Tommy Lee, ex tutto (ex marito di P. Anderson, ex batterista dei Motley Crue ecc.).
Chissà cosa ne pensano i vecchi hard rocker che cantavano ubriachi: “GIRLS! GIRLS! GIRLS”.
Mah.

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