Originali da 10 e lode

by • 17/06/2006 • NewsComments (0)466

30 Maggio 2006, ore 21: al Rolling Stones di Milano vanno in scena “Gli Originali”, indubbiamente una grande occasione di spettacolo a cui il pubblico risponde a dovere.

Siamo alla “prima” di un sogno cullato per oltre un anno dai suoi organizzatori: il sogno è quello di far interagire sullo stesso palco un orchestra di 20 elementi e alcuni dei veterani più credibili della scena hip-hop italiana, unendo vecchie e nuove generazioni in una comunione di passione per le musiche che Franco Micalizzi realizzò negli anni 70 per il cinema di genere.

“Sor Franco”, come spesso gli si rivolge Dee’Mo nel corso della serata, dal podio guida la sua Big Bubbling Band, con l’energia di chi un tempo ha dichiarato “le orchestre si dirigono coi cazzotti” e l’entusiasmo di chi aderisce senza remore a questo progetto di “contaminazione”.

Organizzatore (insieme a Silvia Volpato) e presentatore visibilmente felice ed emozionato della serata, è appunto Dee’Mo che introduce ogni esecuzione dialogando con lo stesso Micalizzi; il quale attinge gustosi aneddoti dalla storia di ogni pezzo.

Dietro le quinte della serata vanno ricordati i nomi di Alyosha e Deda: Alyosha per aver accarezzato per primo l’audacia dell’idea, Deda per aver collaborato con Micalizzi a finalizzare il repertorio del compositore verso la parte “hip-hop” della serata; nonché lo stesso Dee’Mo per la realizzazione di visuals a tema per ogni performance, visuals costruiti a partire dalle immagini delle pellicole musicate da Micalizzi.

La serata si apre con l’esecuzione di Stridulum (dalla colonna di The Visitor di Giulio Paradisi) che mette in evidenza l’impeccabilità dell’orchestra dando anche indicazioni positive per l’acustica del Rolling Stones, unica possibile incognita, che si manterrà però adeguata per tutta la durata dello show; a seguire è la volta del potentissimo “funk a mano armata” di Italia A Mano Armata (dal film omonimo) su cui Turi spende tutto se stesso lasciando pochi dubbi sulla visceralità del suo amore per questi suoni.

A circa un quarto della serata è la volta di Dj Tay One, che si sostituisce con le sue mani sui turntables al fischio del tema di Lo Chiamavano Trinità; sotto gli occhi ammirati non solo del pubblico ma anche di Micalizzi e della sua band.

Bargain With The Devil viene lasciata in pasto al peso massimo degli “italici improvvisatori”, parlo ovviamente di Moddi Mc che dimostra per l’ennesima volta come sia in grado di trasformare, attraverso uno sconfinato range di modulazioni, la sua voce in un devastante strumento da jam.

Una qualità che in questo contesto, potendo interagire con musicisti e non con semplici strumentali, gli consente duetti “voce-strumento” ancor più gratificanti specie con la sezione fiati.

Su Delitto Sull’Autostrada (dal film omonimo di Corrucci) i Colle Der Fomento coinvolgono il pubblico con uno dei loro classicissimi, il Cielo Su Roma e poco dopo è di nuovo Tay One a fare la sua ricomparsa jammando con il percussionista Giovanni Imparato.

Seguono alcuni dei pezzi più potenti del repertorio di Micalizzi: in un climax di grande musica l’orchestra sciorina alcuni dei grandi classici del compositore: dalle splendide tarantelle funk di Folk And Violence (da Napoli Violenta di Lenzi) a Hot Spots da Caccia Al Cinese a Running To The Airport (da il Cinico, L’Infame e il Violento di Lenzi) sulla quale i giovanissimi Poets Of Rhytm guidati da Next One propongono una coreografia a tema e moves ad alto coefficiente spettacolare, tutto questo prima che Kaos One solchi il tema di Roma A Mano Armata con le strofe de L’Anno Del Drago; scatenando la definitiva apoteosi del pubblico.

Dopodichè segue, una breve uscita dal palco ma, acclamati a gran voce, fanno la loro ricomparsa tutti i protagonisti della serata in una jam all’insegna di breakdance, freestyle e improvvisazione strumentale che riempie tanto il palco quanto le orecchie e gli occhi del pubblico il quale, non ancora pago, alla seconda uscita della band la rivuole di nuovo sul palco e questa volta sono Kaos One e Moddi a far vibrare i muri del locale nel tripudio, questo sì, definitivo.

Resta il tempo per gli ultimi applausi, per i commiati, per l’apoteosi che accoglie Deda quando saluta dal palco e per darsi appuntamento all’after-party dove sarà proprio l’ex SM a far girare i dischi.

Ha così termine una serata straordinariamente riuscita e coinvolgente che ha lasciato, a giudicare dai commenti dei presenti, un senso di piena soddisfazione a tutti.

Concludo con la speranza che un simile spettacolo si possa ripetere a beneficio di chi ,quella sera, non ha potuto essere al Rolling Stones.

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