Oltre #2

by • 05/03/2013 • Oltre, RubricheComments (0)837

Eccoci dunque alla seconda puntata di Oltre, l’ultima rubrica nata in casa Hotmc: uno sguardo bimestrale a opere non solo hip hop.

Se un po’ seguite il panorama urban e black italiano non potete non conoscere la label friulana ReddArmy: le sue uscite sono sempre sinonimo di qualità e i suoi protetti sono favolose menti pensanti. Kappah è certamente uno di questi: beatmaker visionario e attento, ha militato anche nel supergruppo Madrac. In gennaio ha poi rilasciato gratuitamente un breve ep di produzioni recenti, tutte realizzate con il campionatore Roland Sp 404: dodici beat che si muovono agili e colorati tra hip-hop classico e tendenza wonky, senza tralasciare un gusto soul di tutto rispetto. Sp Beats è l’ennesima conferma della bravura e della grande passione che muove l’indomito Christian Pevere, in arte Kappah.
Partito all’incirca dalle stesse latitudini soniche, il livornese (ma oramai stabilitosi a Milano) UXO ha ben presto intrapreso altre strade (più scure e più elettroniche), mosso da uno sperimentalismo dannatamente curioso e mai domo: sua principale occupazione ultimamente è l’etichetta Queenspectra che ha appena liberato la prima produzione targata Braille Funk, misterioso trio di producer nostrani. Nei ventisei minuti dell’opera si viaggia senza soluzione di continuità nella black music più allucinata e materica: tramite la grande sapienza sampledelica, questo cerbero del funk synthetico ci guida nelle giungle dell’Africa e nelle dancehall di Kingston, nei ghetti d’America e nelle spazio siderale. Assalti di drum-machine e groove più morbidi si susseguono indifferenti, mentre suadenti ritmiche caraibiche vengono trasformate in beat distorti: all’ascoltatore non resta che abbandonarsi, travolto dal flusso psicotropo di questa musica.

Ritorniamo su territori più strettamente hip hop con l’ultima prova di Zona Mc: l’originale rapper riminese ha appena liberato (in free-download, come suo solito) Scrivere Col Sangue, settimo lavoro, nato in collaborazione con le etichette Trovarobato e CorpoC. In mezz’ora scarsa Zona torna sui suoi argomenti preferiti (la filosofia, l’alienazione tecnologica, il confronto con la morte) aggiungendovi uno sguardo polemico sulla contemporaneità, omaggia le donne partigiani (Donne Resistenti con la dolorosa testimonianza della bergamasca Adriana Locatelli) e si getta in improbabili dissertazioni surreali (Da Oggi Mi Chiamo Clemente) e tributi ai migliori perdenti della storia, tra cui i romagnoli Sigismondo Malatesta, Evangelista Torricelli, Giovanni Bianchi e Michele da Cesena; tutto questo tramite un range sonico ben più ampio rispetto al passato: non mancano le consuete incursioni elettroniche, ma questa volta si distinguono anche atmosfere fumose e jazzate. Zona Mc si conferma così una delle voci più personali e atipiche della doppia acca italiana: un artista capace di essere insieme colto e divertente, tecnicamente impeccabile e diretto come pugno nello stomaco.
Ne avrete già sicuramente sentito parlare, anche su queste pagine, ma l’esordio (uscito a fine dicembre) di Loop Loona merita qualche approfondimento: la rapper di origini calabre ha sfornato in free-download Loonatica, ep di sette tracce, che finalmente permette anche a chi non l’ha mai vista dal vivo di apprezzare le sue grandi doti: un flow realmente pirotecnico, liriche complesse e l’attenzione per produzioni abbastanza classiche e di ottima qualità (a firma di Turi e Impro). Nonostante la brevità “Loonatica” ci offre un ottimo singolo come Loop Lunatica (presente anche nella versione remix del mostro sacro Ice One), vera presentazione e dichiarazione d’intenti, il racconto delle proprie radici nell’iniziale Potessimo, lo sfoggio virtuoso di Cherie Locusta e tematiche più riflessive come nella bella e soulful La Giacca o in una Vado Via che sfodera un beat acido e molto rock. Recuperate questo ep e tenete d’occhio Loop Loona: la possibilità che sia lei uno dei nomi più caldi di questo 2013 è assai alta.
Chiudiamo questo nostro secondo appuntamento con un’uscita davvero recente: è fuori infatti da neanche una settimana Lost in Downtown (The Beastie Boys re-works) in cui Godblesscomputers (il ravennate Lorenzo Nada, già dj nel Lato Oscuro Della Costa e attualmente una delle punte di diamante della scena wonky italiana) remixa sette brani classici dei Beastie Boys: il risultato è un perfetto cocktail in cui convivono genialmente le ritmiche storte e le atmosfere poetiche e suadenti di Godblesscomputers e le rime, sempre divertenti e mostruosamente tecniche, dei tre newyorchesi. Un bellissimo tributo, insomma: non lasciatevelo scappare.
Ci ribecchiamo qui tra un paio di mesi.

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