Non ci resta che il crimine

by • 30/07/2019 • Rubriche, Vide-o-ramaCommenti disabilitati su Non ci resta che il crimine74

L’ultimo film di Massimilano Bruno è un autentico omaggio alla commedia all’italiana alla Benigni-Trosi con una spruzzata di genere crime che tanto va di moda ultimamente.

Protagonisti sono gli ottimi Marco Giallini, Gianmarco Tognazzi e Alessandro Gassman.

Il plot firmato dal regista assieme a Andrea Bassi, Nicola Guaglianone e Menotti vede tre amici un po’ spiantati interpretati dagli attori in questione tentare di sbarcare il lunario organizzando dei tour per Roma nei luoghi della famigerata banda della Magliana.

Tutto sempre procedere nella normalità fra alti e bassi se non fosse che un giorno il terzetto incappi in una distorsione spazio-temporale e finisca catapultata indietro nel tempo, nell’anno dei Mondiali di calcio del 1982, proprio all’interno di uno dei covi della Bandaccia.

Giuseppe conosce tutti i marcatori del mondiale riuscendo così a scommettere e a vincere delle belle somme al totonero mentre Moreno è una vera e propria enciclopedia vivente sui fatti della Magliana.

Questi comportamenti andranno inevitabilmente a infastidire il boss Renatino, interpretato da Edoardo Leo. A complicare ulteriormente la situazione ci si mette Sebastiano che si innamora corrisposto dell’amante del boss, impersonata invece da Ilenia Pastorelli.

Un buon mix tra Non ci resta che piangere, Ritorno al futuro e un poliziottesco d’annata con una commistione di generi che molto bene sta facendo al cinema nostrano.

Molte battute azzeccate.

Voto: 7

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