Nicolas Eymerich Inquisitore La Peste

by • 09/10/2013 • Rubriche, The Game VaultComments (0)916

Nicolas Eymerich, Inquisitore: La Peste è il primo capitolo di una tetralogia che ha come protagonista l’inquisitore domenicano Nicolas Eymerich, controverso personaggio storico reso famoso dalla penna di Valerio Evangelisti in una serie di romanzi di grande successo. La TiconBlu di Ivan Venturi, vecchia conoscenza del mondo videoludico italiano , insieme a Imagimotion, hanno preso in cura l’opera letteraria cercando di renderne videoludicamente alcune dinamiche chiave tra quelle più gradite dai lettori. La prima cosa che si nota giocandoci è che per ora La Peste è disponibile soltanto in due lingue: Italiano e Latino. In generale si tratta di un’idea originale, per quanto non fruibile da tutti, che però aiuta a entrare meglio nell’atmosfera. Il gioco è disponibile per diverse piattaforme, ossia PC, Mac, iPad e presto tablet Android. La versione che abbiamo testato è quella PC. Fatte le dovute premesse, scaldiamo il mouse ed entriamo dritti nell’avventura. Nicolas Eymerich, Inquisitore: La Peste è un’avventura grafica classica, con un’interfaccia punta e clicca contestuale (l’icona del cursore cambia a seconda dell’hot-spot selezionato, con il tasto sinistro del mouse usato per richiamare le varie azioni disponibili) che vede il giocatore nei panni del burbero inquisitore, personaggio complesso e con un carattere non proprio facile da decifrare. All’inizio dell’avventura il nostro arriva nell’abbazia di Carcassonne dove riceve un incarico dal viscido abate che la governa: ritrovare un inquisitore scomparso in un villaggio della Francia del sud, dove pare ci siano strane attività in corso. Senza poter discutere gli ordini, Eymerich deve adoperarsi per preparare il viaggio, facendosi nel frattempo un’idea più precisa possibile dei poteri che andrà ad affrontare. Lo scopo del giocatore è quindi quello di compiere alcune ricerche all’interno dell’abbazia, scoprendone i segreti più reconditi, per poi dirigersi verso la sua destinazione finale. Dentro le mura di pietra di quell’austero luogo, piagato dalla corruzione fisica e morale, Eymerich troverà eresie e scoprirà strani accadimenti, tutti affrontabili a colpi di mouse. In questo senso vi diciamo senza tergiversare ulteriormente che stiamo parlando di un’avventura grafica classica, con enigmi più o meno logici da risolvere ed elementi di sicuro interesse. I cultori del genere saranno contenti, anche perché alcuni sono davvero divertenti da risolvere. È vero che in vari casi le soluzioni non sono scontatissime, ma stiamo parlando di un’avventura grafica, quindi ci può stare di dover pensare per qualche minuto a come sbloccare la situazione. Uno degli elementi migliori di La Peste è sicuramente l’ambientazione, ossia la cura posta nella costruzione delle scenografie e degli elementi narrativi. Ad esempio è molto bello aprire e sfogliare le pagine del libro con gli appunti di Eymrich, oppure per convincervi possiamo citarvi un enigma costruito intorno a fatti storici che si è rivelato particolarmente profondo da risolvere, non tanto nelle dinamiche, quanto nei risvolti. Insomma, il primo fattore per gradire Eymerich non è tanto il soppesarne le caratteristiche, quanto l’appassionarsi al suo background, protagonista compreso. Eymerich in sé merita un discorso a parte. Non si tratta del tipico protagonista da videogioco tutto muscoli e niente cervello, ma di un colto uomo di chiesa dagli atteggiamenti spesso irritanti e discutibili. Il buon Nicolas è rude, a volte anche crudele nella perentorietà delle sue sentenze verso chi ha di fronte, ma è proprio questa sua alterità a porlo sopra a molti dei personaggi che si sono avvicendati sui nostri schermi videoludici. Il suo modo di approcciarsi con gli altri esseri umani rende i dialoghi un’esperienza a sé.

Voto: 8

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