Natural Selection

by • 17/06/2006 • RecensioniComments (0)847

Etichetta giovane questa Nature Sounds ma che già gode di una solida credibilità nel mercato underground a stelle strisce grazie a un filotto di buone uscite; come il disco di RA The Rugged Man, quello della Black Market Militia e la serie Special Herbs di Mf Doom.

Così come spesso accade alle piccole labels indipendenti, è arrivato anche per la N.S. il momento giusto per uscire con una compilation promozionale.

Accade però di rado che queste compilation/sampler propongano in scaletta così tanto materiale interessante come invece avviene in questo caso.

Fatevi quattro calcoli con questi nomi: Pete Rock, Ghostface, Mf Doom, Raekwon, Smiff N’ Wessun, Buckshot, Psycho Les, Al Tariq, Black Market Militia, R.A. The Rugged Man, Ras Kass e Xzibit (con i suoi Strong Arm Steady).

La gente che offre garanzie di qualità si spreca e le aspettative non vengono tradite dall’ascolto di molte delle 12 tracce qui raccolte.

Si parte con Ringin’ Bells dal prossimo LP di Masta Killa; il beat di Bronze Nazareth (da poco fuori con un disco) si riallaccia alla tradizione Wu Tang con ottimi risultai e M.K. ci ricama sopra il suo personalissimo flow, come sempre destinato a dividere tra apprezzamenti e stroncature.

A seguire troviamo Gold Chain Music della Strong Arm Steady con il featuring di Planet Asia; quest’ultimo rende maggior giustizia al beat di Da Riffs di quanto faccia Krondon (unico membro della crew presente sul pezzo; inutile dire che, con Phil The Agony al suo posto, staremmo parlando di un’altra canzone).

Per restare in tema Strong Arm Steady, più avanti troviamo You Aint’Me; dove Xzibit in compagnia di Chamillionaire (!?) e Ras Kass da vita al brano più mainstream dell’intera compilation, la canzone è comunque ascoltabile (beh c’è Ras Kass…) anche se il ritornello à la Nate Dogg stona un po’ in questo contesto.

Con la terza traccia si fa molto più sul serio, si tratta infatti di Renaissance 2.0, versione riveduta, corretta e potenziata dalla presenza di R.A. The Rugged Man di una b-side della Black Market Militia, un pezzo che già nella sua prima incarnazione aveva un gran tiro.

In questa versione viene sacrificata la seconda strofa di Hell Razah (comunque la versione originale è qui contenuta come bonus track) per dare spazio alle barre killer di R.A. The Rugged Man che da solo cannibalizza l’intera canzone.

Entrata che interrompe il ritornello a metà; beat che va e viene per mettere in primo piano l’ MC e “metempsicosi” lirica di Rugged Man in un unico flusso, metricamente all’estremo, che lo trasferisce da un personaggio all’altro degli ultimi 20 anni di cultura nera con tanto di “tributo” alla strofa di Punisher in Twinz (“i’m in the midlle of Little Italy..” ).

Assorbito lo scossone prodotto da Rugged Man il disco mantiene alto il livello con No,No,No, inedito del Bootcamp, in cui Smiff N Wessun & Buckshot si cimentano su un beat di Fakts One, che ricorda le cose migliori del disco dei Perceptionists.

Di seguito è la volta di PJ’s anticipazione di NY’s Finest il prossimo disco di Pete Rock; la bassline morbida e grassoccia trascina tutto il pezzo in una atmosfera che ricorda molto il vecchio repertorio del Soul Brother solo recentemente riscoperto (se avete ascoltato il doppio INI/Deda di un paio di anni fa sapete cosa intendo) .

Le strofe di Raekwon ,tra i migliori “scrittori noir” nati nel rap, lo confermano come uno dei pochissimi mc in grado di descrivere ,con poche pennellate verbali, una intera situazione, mentre a Masta Killa bastano le prime due barre della strofa per guadagnarsi il pieno plauso; insomma se la classe fosse acqua in questo pezzo pioverebbe sul bagnato. Un quasi classico.

Dopo il trascurabile remix di Gemstars della Black Market Militia che campiona We don’t need another hero di Tina Turner (?), è la volta di Angels del super-duo Doom-Ghostface; Metal Fingers provvede a un loop in stile serial Tv anni 70 tutto archi e fiati, su cui entrambi parodiano esplicitamente le Charlie’s Angels (“It was 3 white bitches who worked for Toney Starks…”).

Un ottimo pezzo che fa salire l’ attesa del loro disco, in uscita per LexRecords in autunno.

La raccolta si avvia così verso la conclusione, senza infamia e senza lode, con Stick Em’ Up di Psycho Les accompagnato al mic da Problemz, Greg Nice e Al Tariq (che per come suona potrebbe tranquillamente essere uno scarto delle registrazioni di Milk Me) e Gorilla Rap diTragedy con il feat Raekwon; i quali mettono una strofa a testa su una produzione salvabile (e, almeno per quanto mi riguarda, questa è una notizia) di Scram Jones: un buon pezzo che ha la sola macchia di essere già straedito ( Thug Matrix e varie mixtapes).

In conclusione questa novità della Nature Sounds é una buona compilation: sostenuta da 4 pezzi decisamente sopra la media (in ordine di preferenza personale: Renaissance, PJ’s, Angels e No,No,No) e che, anche nei suoi episodi meno brillanti (Stick Em’Up, You Ain’t Me, Gold Chain Music) non vira mai completamente nella mediocrità: ma soprattutto offre una serie di anticipazioni molto succulente di quanto uscirà, sul mercato indie/underground, in questà seconda metà di 2006.

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