Nas: l'hip hop è morto?

by • 19/12/2006 • NewsComments (0)1614

Nasir  Jones (nome anagrafico di NAS) ha un messaggio:

C’è qualcosa di terribilmente sbagliato nella situazione odierna dell’hip-hop.Uno dei più grandi MC che abbia mai impugnato un microfono, Nas, ha visto come il suo amato hip-hop abbia abbandonato l’innocenza delle battaglie dei B-Boys (black boys) e dell’agonismo nella composizione dei testi, per arrivare a pose da pseudo-malavitosi e ad eccessi commerciali… e ha qualcosa da dire al riguardo.  Nell’arco della sua carriera – che inizia con “Illmatic” l’album del 1994 diventato un classico e percorre l’ultima decade con 12 milioni di album venduti –  Nas è stato qualcosa di più che il maggior autore di testi e pensatore del genere hip-hop. E’ diventato un rispettato leader, qualcuno potrebbe obiettare la “coscienza” dell’ hip-hop.

Come evidenziato l’anno scorso dall’iper-pubblicizzata riconciliazione con il suo storico avversario JAY-Z e dal susseguente contratto con Def Jam Recordings, Nas ha mostrato che i comportamenti parlano più forte delle parole: che l’unità è più forte della divisione. E’ giunto il tempo che l’hip-hop cresca. Adesso, con la pubblicazione  del suo attesissimo debutto su Def  Jam – l’album opportunamente intitolato Hip-Hop Is Dead – Nas torna al suo ruolo di mentore e maestro e con la sua leggendaria abilità al microfono, affilata come non mai, riporta i giovani rappers di oggi sui banchi di scuola. La lezione? L’Hip Hop – come lo vede Nas – è molto vivo.

Quello che intendo con la frase  "l'hip-hop è morto" è che siamo vulnerabili – ha affermato recentemente Nas al notiziario di MTV – Se non cambiamo, spariremo come l’antica Roma. Riduciamolo a una scala  minore. L’Hip-Hop è come Roma per la nostra comunità. Io penso che l’hip-hop possa fornire un contributo a ricostruire  l’America… Noi siamo i leader politici di noi stessi, siamo i governanti di noi stessi, abbiamo qualcosa da dire.

Nas mantiene tutto (il processo creativo) vitale fin dall’inizio. Su “Q.B. True G.”, brano che vede la partecipazione di The Game, i due MC si scambiano rime su un maligno beat di Dr. Dre;  l’allievo rende omaggio al maestro, ricordando di aver fatto la fila per procurarsi  “Illmatic”.  Sul brano autoprodotto “Where Are They Now” Nas  recita una litania di classici MC del passato su un favoloso campione  tratto da James Brown. Lo stesso tema continua nel brano “Carry On Tradition”  prodotto da Scott Storch, un  avvertimento  ai novizi del gioco. “Still Dreamin’” include un beat pesantemente soul e un ritornello di Kanye West.  Altrove, Snoop Dogg appare in un brano tinto di west coast: “Play On Player”.  Produzioni di Will.I.am compaiono due volte nell’album: la traccia che dà il titolo all’album “Hip-Hop Is Dead” è costruita su di un beat heavy rock inframmezzato da breaks della vecchia scuola e ci regala probabilmente una delle sue migliori prove al microfono di sempre. “Unforgettable”, che ospita la giovane cantante della Def Jam Chrisette Michelle, utilizza come ritornello un campione di Sam Cooke, con Nas che guarda avanti  verso gli anni d’oro, mentre  ricorda il suo passato. “Qual’è stata l’ultima volta che hai sentito un vero inno / Nas, il miliardario, con la megavilla / Qual’è stata l’ultima volta che hai sentito  “your boy Nas” rimare / Mai programmato,  ma sempre puntuale”.

Infine, Nas  si schiera assumendo una posizione politica senza compromessi su “White Man’s Paper (War)”, brano con Damien Marley. Forte di un vibrante campione di Bob Marley, Nas si misura con argomenti scomodi, cantando “Ricevo le mie notizie dal giornale dell’uomo bianco / Così baso le mie opinioni sul giornale dell’uomo bianco / La mia gente si comporta da folle per quel giornale dell’uomo bianco / E non credo sia giusto, all’inferno il giornale dell’uomo bianco / Non ci sono libri nelle nostre scuole perché il giornale dell’uomo bianco sta lanciando missili cruise sulle teste dei nostri vicini / E io mi domando perché?”.

L'approccio e i temi presenti in tutto  l’album Hip-Hop Is Dead  dovrebbero suonare familiari  ai fans di Nas:  gusto per la sfida e saggezza, lutto e speranza. Tuttavia la sua prospettiva, la sua messa a fuoco e la sua intensità sono cambiate: c’è un nuovo  grado di urgenza espressiva nell’appello di Nas al cambiamento.

Quando dico che "l'hip-hop è morto"  in pratica dico "l’America è morta" – continua Nas – Non c’è nessuna voce politica. La Musica è morta. Il nostro  modo di pensare è morto, il nostro commercio è morto. Tutto in questa società è stato fatto. Questa è la situazione in cui ci troviamo come paese.

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