My name is Gyptian

by • 21/10/2006 • RecensioniComments (0)368

Era solo l'anno scorso quando un giovane cantante piuttosto sconosciuto di soli ventidue anni riuscì a scalzare dalla Top Ten Billboard nientemeno che mr. Damian "Junior Gong" Marley e la sua hit incendiaria Welcome to Jamrock, con un singolo dal sapore nyabinghi intitolato Serious times. Bisogna avere stoffa per realizzare un'impresa simile! Il nome del ragazzo in questione è Gyptian e ne ha fatta di strada da quel felicissimo giorno. Oggi è nominato per il Best New Entertainer al 2006 International Reggae and World Music Awards e ha appena pubblicato il suo album di debutto, intitolato My name is Gyptian.

Windel Venedo Edwards, questo il suo vero nome, nasce nel distretto di St.Andrew il 25 ottobre di ventitré anni fa. Sua madre è un'Avventista del Settimo Giorno mentre il padre è un convinto Rastafari. Windel conosce la musica fin dalla prima infanzia, infatti già dall'età di sette anni canta regolarmente in chiesa ogni domenica. Riconoscendo in lui già un grandissimo talento, i genitori lo portano immediatamente a Portmore, dal produttore Mr.Wong. Ed è proprio a partire da questo momento che tutto è cominciato. Sotto la guida sapiente di Mr. Wong e, in seguito, anche del grande Earl Chinna Smith, dopo avere vinto il 2004 Star Search Talent Competition nel Kens Wild Flower Lounge a Portmore, Gyptian ha inesorabilmente iniziato a scalare le classifiche reggae in patria e nel mondo.

Il nomignolo Gyptian gli è stato affibbiato dai suoi amici, per via della sua abitudine di portare sempre una maglietta arrotolata intorno alla testa che lo fa sembrare un antico faraone egizio.

La voce di Gyptian è dolce e sincera e ben si presta a questo disco di debutto, composto per la metà almeno da canzoni d'amore come la eccellente BEAUTIFUL LADY o la ancor migliore Woman I love you, resa ottima dalla partecipazione di Teflon. Ma attenzione! My name is Gyptian non è solo miele, come si potrebbe pensare di primo acchito. Ci sono anche parecchie tracce impegnate tra cui spiccano Beng Beng e Stop the fussing and fighting, inni contro la violenza nelle strade e le armi, la già citata Serious times e la stupenda Ma ma, in cui Gyptian ricorda la sua infanzia fatta di stenti e rinunce e promette alla madre che tutto questo finirà presto. E noi ce lo auguriamo tutti! Degni di nota, infine, sono anche il delicato e rilassante duetto con Keisha intitolato Holiday, dove la intesa tra i due è veramente perfetta, e You never know, basata sul riddim del classico I've got to handle.

Insomma My name is Gyptian è un ottimo disco, una piacevole ed inaspettata sorpresa nello scenario reggae attuale. È un ponte tra il passato ed il moderno, impreziosito da una splendida voce capace di notevoli evoluzioni. Posso dirlo senza remore. Sentiremo molto parlare di questo ragazzo. È ufficialmente nata una stella, ne sono sicuro.

Related Posts

Powered by Calculate Your BMI