Mr. Simpatia

by • 18/12/2004 • RecensioniComments (0)911

Se vi piace il rap, non sceglietevi un altro rapper perché questo è un ottimo momento per Fabri Fibra. Si da il caso che Fibra sia completamente impazzito, con crisi da ex complessato, che ci regalano un disco eccezionale sotto tutti i punti di vista. L’acquisto del suo cd è sconsigliato ai maggiori di diciott’anni ma ci sono almeno 17 motivi più due per cui vale la pena che sia ascoltato.

Quando il rap piace, piace per la tecnica per la precisione per il suono potente per le rime più massicce. Abbiamo riassunto in una riga l’essenza di questo Mr. Simpatia, disco nuovo fiammante dal genio di Fabri Fibra al secolo Fabrizio Tarducci. Così capita di avere tra le mani, e nelle orecchie uno dei dischi più belli che si siano mai sentiti nel panorama rap italiano. Mr. Simpatia coinvolge sotto tutti i punti di vista, quello del suono, per primo, quello del verbo secondo ma non ultimo, quello della tecnica, essenziale per primeggiare nei primi due punti. In questo disco, record, ci sono almeno sette tracce da loop, di quelle tracce che non puoi fare a meno di ascoltare almeno dieci volte di fila. In questo disco ci sono testi acidi, cattivi, al vetriolo. In questo disco ci sono contenuti, su più livelli, per il più sciocco dei mangiatori di beef e per il più attento ascoltatore.

Troppo entusiasmo? Troppo entusiastico?

Non credo, di fronte alla miserabile edizione di pezzi tristi che ci sta sommergendo su vitaminic e nei sampler delle riviste hiphop italiane finalmente siamo di fronte a del rap ascoltabile, a delle rime che chiudono alla perfezione sulle basi, basi che suonano, che fanno vibrare le casse, che fanno rap insomma.

Un colpo in testa cosa volete che sia, è morto Fabri ed è risorto Mr. Simpatia, il suo alter ego, colui il quale trasforma in un ologramma quel Fabrizio Tarducci passato a miglior vita.

Mr. Simpatia è completamente impazzito e in quanto folle non c’è molto da prenderlo sul serio, eppure fa il rap, quello vero, in una scena oppressa dal puzzo stantio di tutte quelle comparse che si costruiscono demo orrendi e dagli spettri di coloro che hanno lasciato, vinti, la scena del rap.

Diciassette, o meglio diciannove, 17 ufficiali, poi la bonus track e infine il radio edit della numero 10 "Faccio sul serio", tanto per far capire le vere intenzioni della produzione. Produzione affidata a un personaggio che sta guadagnando veramente spessore in tutti i campi da quello del suono a quello della rima, si tratta del fratello di Fabrizio, Francesco, anche noto come Nesli Rice. Chicca la produzione della traccia numero 3 "Io non ti invidio" affidata al sempre fulgido Bassi Maestro. I pezzi da loop sono indiscutibilmente "rap in vena" traccia 8, "faccio sul serio" traccia 10, "Non crollo" traccia 11, "Non fare la puttana" traccia 12, "Palle piene! traccia 14, "Andiamo" ,Feat. Nesli, traccia 16, e per finire la bonus track, nel lettore la numero 18.

Per concludere il disco si deve per forza avere. Non può mancare nel raccoglitore di CD, non può mancare nello stereo. Dopo anni passati ad ascoltare gli sproloqui di gonfi rapper americani sfatti tra hamburger, proiettili e glock, finalmente un vero disco rap di quelli che ci riguardano, con la giuista dose di violenza verbale che scuote anche gli animi più pacati.

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