Mike Giant: L'intervista

by • 27/02/2008 • IntervisteComments (0)1002

Appena ho saputo che la galleria parigina Magda Danysz di Parigi (già nota per le aver lanciato Miss Van e aver portato in Italia Dalek e Obey) aveva proposto, a questa edizione di Artefiera, una mostra monografica su Mike Giant mi sono fiondata al Fiera District bolognese.

Il lavoro, fatto appositamente per l’occasione, è una parete bianca, interamente riempita da Giant con scritte: parole, frasi con differenti lettering, parte del suo background; e disegni: simboli e icone. Sulle altre pareti invece, disegni fatti ad inchiostro. La cosa che accomuna i due è il tratto, impeccabile e molto più vicino ad una stampa che a qualcosa di fatto interamente a mano. Eppure è cosi, la professionalità di Giant sta nell’essere in grado di produrre qualcosa di unico e perfetto. Lui stesso, in un’intervista afferma che generalmente usa l’inchiostro evitando segni di matita sul foglio. In caso di errori il lavoro va ricominciato.

Originario di Albuquerque, New Mexico ha inoltre vissuto tra San Francisco e New York  dove ha esposto e collaborato a svariati progetti. Artista dalle mille risorse, in tutto quello che fa riesce a stupire. Molti lo conoscono come writer, a cui, dopo una decina di anni di attività in tutto il mondo, ha aggiunto l’attività di tatuatore per poi dare vita ad una linea di abbigliamento allargando la sua fama ad un pubblico sempre più ampio ma senza perdere la coerenza che rende tale un vero artista.

I suoi disegni, tuttavia non sono solo tecnicamente impressionanti, ma rispecchiano anche una filosofia precisa, un modo di comunicare al genere umano attraverso i simboli. E’ questo quello che emerge dall’intervista, che tende volutamente a distaccarsi dai temi più “convenzionali”, per indagare sull’unione tra arte, che siano graffiti, tatuaggi, disegni ad inchiostro o musica, e vita: un legame forte che accomuna chi usa l’arte come mezzo di espressione e di analisi profonda dei suoi simili, attraverso una sensibilità unica.

FXLD: Partendo dal tuo background…essendo radicato profondamente nei graffiti e nella tua atttività di tatuatore, quali sono le cose che persistono anche nei tuoi disegni?

Mike Giant: Nei miei disegni c'è la mia vita intera. Che comprende i graffiti, i tatuaggi, l'amore e il sesso, la politica e la religione, tutto quanto. A volte il mio lavoro è più incentrato su uno  di questi temi in particolare, altre volte tendo a mischiare tutto in un'unica composizione.

FL: I tuoi disegni sono molto influenzati da simboli tradizionali accessibili e comprensibili per chiunque. La tua ispirazione proviene anche da elementi legati alla vita quotidiana?

M.G. I simboli tradizionali hanno resistito allo scorrere del tempo perchè sono direttamente legati alla lotta che ciascuno di noi vive quotidianamente.Per quanto mi riguarda, la sofferenza negli occhi di Gesù è simbolo della sofferenza che tutti viviamo, ancora oggi. La mia esperienza di tutti giorni è il  fondamento da cui emerge il mio lavoro. Personalmente, mi sento legato ai simboli tradizionali in quanto per me rappresentano la ricerca senza tempo che gli uomini hanno di capire se stessi.

FL: La tua arte è principalmente un mezzo di comunicazione con il resto dell'umanità. Essa è rappresentativa della critica e della sottile analisi della nostra società e della cultura in cui siamo immersi… ma credi che in mezzo a tutto questo ci sia qualcosa di positivo?

M.G. Attraverso la pratica della meditazione Buddista, ora capisco che sotto a tutta questa merda tutto è assolutamente perfetto.E' solo una mia convinzione, creata dalla mia mente,  il fatto che vi sia disarmonia tra me e quello che mi connette al resto del mondo. Il fatto di vivere nella piena consapevolezza mi permette di trarre dalla vita la sua bellezza più profonda senza distrazioni, in armonia.

FL: Cambiando completamente argomento… Parlami un po' del rapporto che hai con la musica..

M.G. Amo la musica. Passo la maggior parte del giorno ascoltando musica mentre sto lavorando nel mio studio. Sono particolarmente legato alla old deep house e anche alla musica ambient. Amo il dub. Sono cresciuto ascoltando hip hop, punk e metal. Tutte queste realtà musicali sono una parte di me, e la mia comprensione del mondo è stata molto influenzata dalla musica in cui mi riconosco. Disegno tutt'ora quello che sono stato abituato a vedere nelle covers degli album heavy metal. Quando faccio graffiti, preferisco ascoltare hip hop.La musica è arte del suono. E' bello.

FL: Come vedi il futuro della cosiddetta "arte underground"?

M.G. Credo che l'arte underground diventerà "aboveground", come la musica punk underground di quando ero giovane si è trasformata nel mainstream punk di oggi, musica che adesso ascolto per radio. Secondo me, non ha importanza che  qualcosa sia "underground" o meno. Se il lavoro è fatto bene, è buono. Molto semplicemente.

FL: ..E per quanto riguarda i tuoi progetti futuri..

M.G. Parlando del futuro, spero di potermi trasferire per un po' di tempo ad Amsterdam per lavorare quest'estate. Una volta lì, potrò lavorare a delle nuove illustrazioni per REBEL8 e per la mia prossima personale presso White Walls a San Francisco il prossimo settembre.

www.mikegiant.com

Related Posts

Powered by Calculate Your BMI