Michael Jackson: il lungo addio

by • 26/06/2009 • ArticoliComments (0)436

A otto anni è già su un palco con i Jackson 5.  A undici è una star internazionale, grazie al successo di I want you back (sei milioni di copie vendute in tutto il mondo). La Motown gli abbassa l'età, facendo credere a tutti che di anni ne abbia appena sette, perché fingendo di essere più giovane apparirà ancora più fenomenale. Il padre, a suon di botte, lo convincerà a seguire le indicazioni della casa discografica.

Nel 1979 abbandona i suoi fratelli per tentare una carriera solista. Durante le prove del tour di Off the wall, mentre prepara le coreografie, cade e si rompe il naso. Si sottopone a una prima operazione di rinoplastica per sistemarlo. L'operazione riesce malissimo e subito ne prenota un'altra. Negli anni, seguiranno altri dieci interventi al volto; almeno a detta degli esperti, perché dopo la seconda operazione Jacko negherà di essersi mai più sottoposto al bisturi. Così come attribuirà la decolorazione della sua pelle a malattie come vitiligine e  lupus, rifiutandosi di ammettere di averla sbiancata volontariamente.

Nel 1982, forte di 750.000 dollari di budget e della produzione artistica di Quincy Jones, inizia le registrazioni di un album che passerà alla storia: Thriller. Tra gli innumerevoli record accumulati, citiamo solo le 109 milioni di copie vendute nel mondo (che lo renderanno il disco più venduto della storia); gli otto Grammy Awards; le 80 settimane consecutive nella Billboard top 200, di cui 37 al numero uno; l'unanimità di recensioni positive.

Nel 1986, in contemporanea all'uscita di Bad, si diffonde la voce che dorma sotto una tenda ad ossigeno per rallentare il processo di invecchiamento. In realtà è una trovata pubblicitaria per promuovere Captain EO, un cortometraggio fantascientifico in 3D girato da Francis Ford Coppola per i parchi Disney. Il corto è un trionfo e resterà in programmazione a Disneyland per undici anni di seguito, fino a quando le accuse di pedofilia renderanno sconveniente la sua proiezione.

Nel 1988 acquista un ranch californiano e lo trasforma in Neverland, la villa-parco che lo renderà immortale quasi quanto la sua musica. Inventario del giardino della villa: una ruota panoramica; montagne russe; giostre assortite; fontane che zampillano latte al cioccolato; autoscontri; uno zoo. Jacko abita in compagnia di uno scimpanzé di nome Bubbles, il suo cucciolo personale, che ha salvato da una clinica per la ricerca sul cancro. Cercherà anche di acquistare i resti mortali di Elephant Man, per seppellirli nel ranch; non ci riuscirà mai.

Si sposa due volte. La prima con Lisa Marie Presley, figlia di Elvis; la seconda con Debbie Rowe, la sua infermiera personale (addetta alla cura della sua ormai martoriata pelle). La seconda moglie gli darà due figli, Michael II e Paris. Nel 2002 diventerà di nuovo padre di un bel maschietto, Prince Michael; stavolta, però, il figlio è unicamente suo, perché è stato generato da una madre surrogato che ha semplicemente affittato il suo utero dietro lauto pagamento.

Nel 2008, nell'ordine: a) compie cinquant'anni; b) va in bancarotta; c) si trasferisce nell'emirato del Bharein per sfuggire ai pettegolezzi sulla sua presunta pedofilia; d) celebra il venticinquesimo anniversario dell'uscita di Thriller, ripubblicando l'album in versione deluxe e programmando un ciclo di cinquanta concerti da tenere a Londra nell'estate 2009. A un anno dalla data di inizio il tour è già tutto esaurito, ma i bookmaker inglesi scommettono 10 a 1 che non riuscirà a confermare più di tre spettacoli.

Nel gennaio 2009, la Motown festeggia il suo cinquantesimo anniversario. Per l'occasione, chiede ai fan di votare per la propria canzone preferita nel catalogo dell'etichetta; raccoglierà le 50 più votate in un cofanetto. A conti fatti, Jacko risulta il più popolare in assoluto (primo con I want you back) e delle sei canzoni più votate, ben cinque sono interpretate da lui.

Il 26 giugno 2009, ci abbandona per sempre. Curiosamente, in aprile aveva contattato Gunther von Hagens, controverso artista che crea sculture “plastificando” cadaveri veri; a quanto risulta, avrebbe espresso il desiderio di diventare una delle sue inquietanti statue.

Tentare di riassumere la vita di Michael Jackson in poche righe è un'impresa complicatissima. Tentare di spiegare cos'ha rappresentato per noi e per il mondo, un'impresa impossibile. Ragion per cui, rinunciamo in partenza: non c'è modo di dipingere un ritratto obbiettivo né della persona, né del personaggio. Per salutare per sempre il nostro eroe, ci siamo limitati a mettere in fila una serie di fatti. Addio, Jacko. La musica non conoscerà mai un tuo pari.

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