Mecna e Coco ci raccontano di Bromance, un cuore pulsante nel panorama italiano

by • 21/10/2021 • Articoli, CopertinaCommenti disabilitati su Mecna e Coco ci raccontano di Bromance, un cuore pulsante nel panorama italiano2640

Potremmo definire quella di Mecna e CoCo come una storia alternativa all’interno della scena, due che hanno intrapreso una strada che ormai da anni li ha portati ad essere il punto di riferimento di un determinato, ristretto ma non per questo meno seguito, tipo di rap. Entrambi fondamentalmente partono da quello, ma ci aggiungono altre postille curiose che vanno ribadite: li accomuna il nome, Corrado, il Sud tra Puglia e Campania, la musica R&B e Soul, i paesaggi esotici e sicuramente la sensibilità. Da questo parte la genuina esperienza di Bromance, un joint album che esaudisce i desideri dei fan dopo gli svariati featuring dei due nel corso degli ultimi anni.

Il risultato è in perfetta linea con il loro percorso, se non altro è sicuramente un riassunto di una maturità e di un’identità che hanno trovato soltanto con il tempo, prima individuale e poi, con molta complicità, anche in questo duo artistico. Di Bromance ci catturano i sentimenti, la quotidianità, le emozioni e la genuinità che è un po’ il filtro di tutto il progetto. Mecna e CoCo rappresentano un caso a sé nel rap italiano? Benissimo, e non solo non lo nascondono ma si concentrano per personificare il loro messaggio musicale. In un periodo in cui per sbarcare il lunario, o dovremmo dire la classifica, i rapper si reinventano come possono, Bromance è quantomeno una voce di onesta dichiarazione d’intenti, che non ha paura di allontanarsi fuori dal discorso rap proprio perché anche la musicalità e il pop sono da sempre nel loro giardino. Tra l’altro con tutte le particolarità del caso.

“Corrado mi ha dato una mano dal punto di vista pratico” ci dice Coco “penso un po’ troppo rispetto a lui su determinate cose. È stato il mio fratello maggiore, che mi ha insegnato l’istintività.” Mecna risponde che ha imparato da lui “un po’ più di ragionamento” che compensava il suo carattere, differenze che hanno aiutato. Per questo nella creazione del progetto ci sono stati “solo up e mai down” e spiegano che “Siamo andati veramente liberi, abbiamo iniziato e finito insieme. Ognuno ha portato i suoi beat e abbiamo scritto le strofe insieme, cercando di rompere gli schemi per cui ognuno doveva scrivere la sua parte e cantarla. Ognuno chiudeva le rime che l’altro iniziava e ad ogni concetto ci siamo arrivati insieme.” Come abbiamo già anticipato l’entusiasmo parte anche dai fan: “Negli anni dopo le nostre collaborazioni anche i fan hanno iniziato a chiederlo; poi siamo due che fanno un certo tipo di rap con un’impronta ben definita e il risultato del disco è stato naturale.” Ribadiscono: “Aspettative dei fan zero, al massimo sono stati un punto di riferimento”.

I due inoltre si conoscono bene e richiamano più volte ai loro punti in comune: “I nostri punti d’ispirazione siamo anche noi a vicenda, poi ci piace la stessa musica dal Nu-soul all’R&b. Sarebbero tanti i nomi ed è risultato abbastanza spontaneo, il suono è arrivato di per sè. Io portando i miei produttori più sull’elettronica, lui più sull’urban e sul rap.” continua Mecna: “Ci unisce una stima artistica e personale, siamo molto simili su molte cose. Con il mio mood ci ho fatto pace da tanto e credo sia bello rappresentare una determinata tipologia di ascoltatori.”

“Non ci sono featuring perché abbiamo pensato che è già l’intero album ad essere un featuring, i pezzi erano molto personali, troppo nostri a livello di sound e avremmo avuto anche un po’ di difficoltà a chiamare le persone giuste.” ribadisce CoCo. Queste affinità esistono già da tempo ma Bromance ha visto la luce solo oggi per una serie di problemi, tra tempo e distanza: l’idea del progetto era in cantiere già dal 2018 pur concretizzandosi solo in due recenti sessioni in Toscana che hanno plasmato il disco. “Arriva ora in un momento diverso ma ancora più importante” ci dice Coco che aggiunge “i miei due dischi mi hanno dato una consapevolezza in più e se l’avessi fatto prima di Acquario mi sarebbe stato più difficile, ma l’approccio sarebbe stato la stesso.” Analizzando i pezzi nello specifico entrambi ne sottolineano alcuni come il fortunato singolo La Più Bella, che ha “voglia di riprendere l’adolescenza dei ’90, con il pezzo di Raf che era quello dedicato alla prima fidanzatina delle medie e fa parte sicuramente in qualche modo dei nostri ricordi” aggiungendo che “è stato il pezzo che abbiamo finito per ultimo, ci abbiamo messo un po’, l’abbiamo fatto ad agosto ed è stato il più insidioso”. Di Zombie ne parlano come la traccia andata più dritta nonché la prima realizzata in Toscana e in Vita Normale descrivono il rapporto conflittuale tra la voglia di essere artisti e la necessità di rimanere con i piedi per terra.

Si sbilanciano un attimo dicendo che “Calendario è il pezzo che può andare meglio” e rassicurano i fan: “Stiamo lavorando anche per i live che sono fondamentali per questo disco.” Se non eravate curiosi già da prima, adesso dovreste sapere perché da questo venerdì avrete sicuramente qualcosa in più da ascoltare.

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