Maserio

by • 15/10/2004 • RecensioniComments (0)1430

Maserio, P.A.D. uno di quei dischi che ogni amante del buon rap stava aspettando con impazienza. Svez dei 13 Bastardi e DJ Gruff sono i due protagonisti assoluti del disco, il primo con rime taglienti e sempre precise, l'altro con gran beats, scratch di prim'ordine (talvolta sostituito dall'altrettanto bravo DJ Tayone) e giochi di parole dei quali solo lui è capace. Da Tokio a Napoli, come riportato all'interno della copertina, questo diso è stato "assemblato tramite cavi di rete". Elettronica dunque, e l'elettronica è proprio un punto fondamentale del disco soprattutto per le basi, scure, minimali, spesso sorrette solamente da una linea di basso ad accompagnare batterie sporche (e comunque la presenza di Gruff al campionatore è sinonimo di garanzia). Un disco quasi claustrofobico (mi ha ricordato, come atmosfere e come sensazioni "Tical" di Method Man) buio, scuro, ma, a conti fatti, di gran classe e senza sbavature (cosa rara).

Ciò che colpisce, ad un primo ascolto, è la grande varietà di argomenti trattati (cosa rara per un disco di Gruff), si passa senza problemi da "A Guerr pe' Sord (Parte 2)" pezzo in cui si parla dei soldi, dell'uso che ne viene fatto, della costante ricerca per ottenerne senza rispetto per niente e per nessuno, a "Giornalisto (Ma che minchia scrivi)" dedicato a giornalisti o presunti tali che scrivono di musica senza ben averne chiaro il concetto, senza sapere ciò che stanno scrivendo. Colpisce soprattutto la potenza lirica di Svez (che chi ha avuto la fortuna di ascoltare i dischi dei 13B ben conoscerà) e il modo naturale in cui si fonde il flow mellifluo di Gruff che il più delle volte appare quasi come una parlantina più che un tentativo vero e proprio di rappare. Ma Gruff si sa, piace o non piace e c'è chi amerà alla follia il suo stile e chi non riuscirà a sentirlo per più di due minuti. Ma P.A.D. è tutto questo e molto di più: sono molteplici i significati di un disco come questo, anche il classico pezzo sul fumo "Faciteme Fumà" (oramai diventato quasi un obbligo per ogni disco che si rispetti) è ben diverso dal classico stereotipo rappresentato da questo tipo di pezzi essendo un semi-appello contro la legge sulle droghe recentemente varata dal Governo Italiano; curiosa e riuscita, l'idea di anteporre al pezzo frasi e brevi discorsi di politici e non tratti da talk show televisivi. Proprio la diversità di ogni pezzo dall'altro è ciò che da linfa vitale a questo disco, dal classico pezzo come "Miez'a vi" (personalmente la miglior prestazione di Svez) a "Ironia della sorte" non c'è un pezzo con tematica simile al precedente (cosa rara in ogni disco, sia italiano che non) e ciò permette a Svez e Gruff di tirare fuori il meglio.

Ma Svez e Gruff, pur essendo i protagonisti assoluti del disco, non sono gli unici personaggi presenti sul disco, troviamo infatti la presenza di un ispiratissimo Paura (che regala una gran strofa divisa in due parti) su "Operazione San Gennaro" pezzo apparentemente non-sense, ma con un senso nascosto che vi invito a scoprire; oltre a Paura, sempre dei 13 bastardi, troviamo, su "A Macchinetta", Castigo e Callister, il primo autore di una gran prova, il secondo, a mio parere, la grande delusione del disco (la sua strofa è sconclusionata e non c'entra nulla con il resto del pezzo). Oltre a loro troviamo Karima nel ritornello di "Giornalisto.." e, come già detto precedentemente, DJ Tayone presente in ben tre pezzi ("Miez'a Vi", "Giornalisto" e "Nient'è Verè") che con i suoi scrach impreziosisce il tutto.

Alla resa dei conti, a chi ancora non l'avesse fatto, non posso che consigliare caldamente l'ascolto del disco in questione, un esercizio di stile di entrambi i protagonisti, che nasconde qualcosa che solo attenti e ripetuti ascolti possono decifrare. Un significato che va oltre la semplice musica rap. Per me è stata una piacevole sorpresa (avevo qualche dubbio a riguardo) ritrovare un Gruff così in forma e una piacevole conferma il ritrovare uno Svez brillante e perfetto su ogni pezzo. Non ho speso molte parole a riguardo del disco perchè sono convinto che la migliore recensione sia l'ascolto; dischi come questo sono sempre troppo pochi, purtroppo..

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