Madlib Live @ Koko, Londra – 05 ottobre 2006

by • 12/10/2006 • ArticoliComments (0)471

Per celebrare i 10 anni di una delle migliori etichette indipendenti in fatto di hip hop, la Stone Throw ha organizzato un tour Europeo in concomitanza con l’uscita dell’album che racchiude numerose perle degli artisti della propria scuderia,Il Chrome Children Tour, che per l’occasione, Giovedì 5 Ottobre tiene il palco del Koko, nel cuore di Londra. E’ lo storico Camden Palace, teatro in stile vittoriano che prende le sue radici nel tardo 1800, cambiando poi numerose forme nel secolo successivo, da sede radiofonica della BBC a Cinema, per poi diventare palco di numerosi concerti live della londra punk e mantenendo l’attitudine per la musica fino ai giorni nostri in cui la veste di club attuale, ci presente il meglio della scena Indie e Dance del momento: questa è la volta dell’inafferabile Madlib che viene accompagnato da gran parte della crew di Los Angeles per proporci uno show senza precedenti.

Ovviamente arriviamo con largo anticipo per assicurarci di non perdere nulla di ciò che sta per accadere in quel di Camden: mentre faccio la fila, la ragazza dai capelli biondi che stava per entrare proprio davanti a me viene fatta defilare verso l’esterno mentre l’omone dell’ingresso avvisa chiunque non avesse fatto il ticket che per il momento è tutto sold out. Ce lo si doveva aspettare.Fortuna che in tasca avevo la prevendita. Rimango subito colpito dall’atmosfera che si crea entrando dentro l’ex teatro e contemporaneamente perdo i miei 2 compagni in mezzo al bagno di folla che rincontrerò 3 ore più tardi davanti all’entrata; la luce è soffusa,la platea è già gremita di gente,e i due anelli sovrastanti che incominciano a riempirsi di pubblico, mentre J-rocc, membro dei conosciutissimi in tutto il globo come Beat Junkies, ci sta facendo sentire come ci si adagia sopra i piatti, proponendoci un sound ovviamente tutto Stones Throw,mostrandoci tutta la sua abilità di turntablist con i pezzi originali dai quali han preso vita questi beat, alle nuove e vecchie chicche, a momenti funk e particolarmente old school alla bdp, in cui nessun b-boy avrebbe potuto starsene fermo.

Si alterna nella selezione anche il padre e fondatore dell’etichetta, Peanut Butter Wolf, che non da meno, si giostra sui piatti con velocità ed efficacia: dimenticavo che tutto quanto viene suonato con un final scratch, mentre noi ci saremmo aspetti il vecchio e caro vinile anche con questa modalità lo show prende una gran bella piega, fino al punto che tocca al rispettatisimo veterano Percee P aprire la trafila dei live che ci aspettano in questa lunga serata. Come mi aspettavo, questo mc è un fiume in piena che dispensa un flow senza fine, ritmico, anche senza l’ausilio del celeberrimo bum-clap, ed ha un perfetta padronanza nell’uso delle parole messe in fila quasi a creare le immagini di quello che sta dicendo. Nato a Brooklyn,NY, comincia ad apprendere nel lontano 1979 direttamente sulla strada tutto ciò che c’era da sapere sull’uso della parola, osservando lo zio e il fratello insieme ad altre crew dell’area che si fermavano a performare al 18 Park di fronte al suo palazzo.

Sa bene come tenere il palco, rappando sul beat di Jaylib pronendo la traccia in cui appare su quell’album, ed assieme alle nuove uscite di Throwback Rap Attack, ci sorprende anche chiamando in causa diversi “back in 89”, che risaltano parecchio la sua abilità con le parole su beats in chiave oldschool, intervallati da freestyle acapella assolutamente irripetibili. Ottima prova per il veterano che lascia il palco lasciando la folla con il fiato sospeso per il prossimo ospite: con un rullo di tamburi esce allo scoperto il tanto atteso Otis Jackson Jr, ovvero Madlib, che muovendosi a mò di robot sul palco si tuffa subito a capofitto nella performance con Break of Dawn, traccia presente unicamente sul bootleg di Madvillainy, continuando con Greenery, per ricordarci che il suo amico Quasimoto è nella casa, deliziandoci con diversi pezzi tratti da Jaylib, tra cui The Red, ma proponendo anche qualche nuova uscita come il pezzo di Madvillain che troviamo sull’album del Chrome Children. Live fumoso e stravagante, proprio come me lo sarei aspettato da un personaggio come lui anche se lascia intravedere qualche incertezza sul fatto di essere un mc di palco più che un mostro in studio, ma che sa essere coinvolgente e una figura più che carismatica per tutti i convenuti.

Dopo una quaratina di minuti buoni del beatkoducta si pensava che tutto fosse finito così, ma invece la serata ci stava preparando ad una delle ultime sorprese con il live di Dudley Perkins a.k.a. Declaime e la sua compagna Georgia Anne Muldrow, la prima uscita femminile per Stones Throw, nonché una giovane di grande talento che dispensa soul a 360 gradi. Si parte con Flowers, tratta da A Lil’ Light, ed i nostri cuori si riempiono di gioia. Il tutto viene accompagnata da una Georgia in splendida forma che mostra le sue dote vocali a tutti i presenti con alcuni pezzi della sua nuova uscita, cimentandosi anche in un rap ben riuscito. Dudley è favoloso, passa dal soul al rap con maestria, anche se mi accorgo (e anche lui) che non tutti sono in grado di apprezzare il messaggio che ci vuole trasmettere. fOnk whit an O. Sembra che ormai non ci sia più nulla da sentire, abbiamo tutti l’anima,le testa e le orecchie stracolme di vibrazioni positive, ma ancora non è mezzanotte e l’evento puo continuare: Otis si piazza dietro alla batteria proponendoci un freestyle che lascia tutti zitti in silenzio ad ascoltare il Madlib di Yesterday’s New Quintet, sfoderando tutta la sua vena artistica per più di un buona mezz’ora tra rintocchi, controtempi e virtuosismi degni di un artista del suo calibro. A questo punto si è fatta mezzanotte e Peanut Butter Wolf ci saluta ricordandoci con l’ultimo pezzo il buon vecchio mc Charizma, scomparso tragicamente all’età di vent’anni nel dicembre del 1993: nonostante i primi anni ’90 era già un pezzo avanti!

Del resto, Stones Throw lo è sempre stata.

(un ringraziamento speciale a Musicaoltranza.net)

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