Machinarium

by • 29/09/2011 • Rubriche, The Game VaultComments (0)470

Machinarium è il capolavoro di Amanita Deisgn uscito nel lontano 2009 e da allora un cult su PC e Mac. Oggi il gioco è approdato anche su Ipad 2. Nel mezzo ci sono uno stile narrativo perfetto, a immagini e musica senza quasi l’ausilio di testo a schermo, e una storia appassionante per quanto semplice. Minigiochi che si attengono all’ambito strettamente videoludico e tanti riferimenti che invece mostrano con chiarezza quanto varie le conoscenze di chi lo ha sviluppato.  La storia di Machinarium è quella di un piccolo robot e della quest che dovrà compiere per salvare la metallica fidanzata, finita nelle grinfie della Black Cap Brotherhood. Lo sfondo, una città steampunk di un futuro distopico, è il teatro perfetto per le tinte malinconiche che caratterizzano l’intera esperienza. Il gameplay da avventura grafica è tradizionale e chiede di raccogliere, unire e riutilizzare gli oggetti rinvenuti sui fondali, alternando la risoluzione degli enigmi ambientali con quella di alcuni puzzle anch’essi piuttosto classici. Mancando i testi, mancano inevitabilmente anche i dialoghi ma già così la giocabilità è supportata a dovere da una quantità di situazioni sulle quali spaccarsi la testa, anche perché come accennato in apertura ci sono più passaggi che impongono di scervellarsi per capire come avanzare verso il blocco successivo. L’esile struttura di gioco e l’ancora più risicata interfaccia non solo garantiscono l’effetto di interagire con un meraviglioso fumetto, ma hanno anche facilitato l’opera di conversione. Puntando il dito si compiono le interazioni, ci si muove e si varia l’altezza del protagonista, che può allungarsi o accorciarsi alla bisogna. Ogni tanto capita che alcuni hot spot siano particolarmente piccoli e ravvicinati, con il cursore del mouse che funzionava in maniera migliore rispetto all’indice della mano, ma con un po’ di pazienza il problema si risolve. I due sistemi d’aiuto sono, alla peggio, sempre disponibili nella doppia forma di un singolo fumetto che indica l’oggetto su cui concentrarsi per risolvere l’enigma principale di quello schema, oppure una spiegazione più complessa ma il cui accesso è complicato dal completamento di un breve shoot’em up. La ciliegina sulla torta, infine, è rappresentata dal sonoro che, nonostante la portata apparente del progetto, ha ricevuto una cura eccezionale e merita di essere goduto con le cuffie piuttosto che con il piccolo altoparlante integrato nell’iPad 2.

Voto: 9

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