Lost Planet 3

by • 27/09/2013 • Rubriche, The Game VaultComments (0)669

Lost Planet 3. Affidato agli Spark Unlimited, con base in California, questo seguito è stato completato, ed è arrivato al fatidico giorno dell’uscita.  Il brand Lost Planet non è certo il più significativo tra quelli di Capcom, ma ha comunque conquistato una discreta community di giocatori con la sua ambientazione ispirata e alcune buone idee di fondo. La parte del protagonista l’ha sempre fatta il pianeta dove tutto si svolge, E.D.N. III, una landa ghiacciata e inospitale, ricca di energia e di pericolose mostruosità chiamate Akrid. Nel primo episodio si vagava per un mondo congelato già colonizzato dalla potente megacorporazione NEVEC, mentre nel secondo gli sviluppatori avevano scelto di cambiare le carte in tavola, piazzando il giocatore in una versione terraformata di E.D.N. III, ricca di vegetazione. Lost Planet 3 torna invece alle origini, mettendovi nei panni di Jim Peyton, un trentacinquenne sposato, assoldato come mercenario e impegnato a tirar su qualche soldo per la moglie e il figlio rimasti sulla terra. Già da queste poche informazioni ci si rende conto del notevole cambio di direzione operato dagli Spark. Il loro gioco è nettamente più story driven dei titoli che l’hanno preceduto, presenta numerosi personaggi caratterizzati a fondo, e una narrativa concreta che fa da prequel al primo Lost Planet.  A brillare sono i personaggi principali, che appaiono ben più umani del solito, in parte grazie a un ottimo lavoro fatto sulle animazioni facciali e in parte per via di una serie di video log che ne tratteggiano il carattere, dandogli una voce oltre che un volto tridimensionale. Il 90% delle missioni del buon Jim vi vedranno raggiungere una determinata locazione con il vostro Rig, un enorme robot bipede pilotabile, scendere, esplorare un edificio, massacrare una miriade di Akrid aggressivi, riparare una porta o una leva rotta, raggiungere l’obiettivo, e poi tornare al vostro robottone. Aggiungete un gran numero di sessioni survival, dove sarete costretti a resistere all’assalto continuo di fastidiosi branchi di Akrid, e qualche momento tranquillo all’interno di rifugi variabili. Si hanno a disposizione principalmente strumenti di morte classici, tra cui fucili automatici, fucili a pompa, e un paio di chicche avanzate discretamente potenti (tra cui una balestra esplosiva).  Gli Akrid presentano punti deboli sempre molto evidenti, ma la loro risposta ai colpi è piuttosto limitata, tolta la possibilità di stordirli con granate o attacchi al momento giusto, la loro varietà non fa gridare al miracolo, e hanno pure la spiacevole tendenza a far partire dei qte quando si avvicinano troppo, pertanto è difficile esaltarsi in combattimento. L’unico lato positivo sono alcuni potenziamenti basilari e proiettili speciali acquistabili dal quartermaster di ogni base, usando l’energia termica ottenibile uccidendo gli Akrid e completando le quest. Almeno offrono qualche scelta aggiuntiva. L’Akrid Survival è, prevedibilmente, una sorta di Horde Mode in cui i team coinvolti devono sopravvivere a un assalto di mostri, coi sopravvissuti che in seguito si scontrano in una battaglia all’ultimo sangue. Lo Scenario Mode è invece uno scontro che offre obiettivi variabili, accomunabili ai classici Capture The Flag, Domination, e quant’altro, oppure missioni di scorta e mappe con Mech utilizzabili dai giocatori.  Buoni musiche e doppiaggi.

 

Voto: 7.5

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