Lo spettacolo è finito

by • 17/04/2004 • RecensioniComments (0)430

Il primo album di Rischio aka Jimmy Spinelli è un prodotto ben confezionato da quasi tutti i punti di vista e pienamente inserito nel solco tracciato dalle precedenti produzioni della PMC.

Suoni ruvidi, rime che parlano di strada ma non solo, una interessante scelta dei contenuti che vengono trattati ora con crudezza ora con umorismo ma sempre con buona proprietà tecnica e senza eccessi di banalità il tutto condensato in 18 tracce per un disco che suona piacevole ed ha il pregio di migliorare con gli ascolti man mano che aumenta la confidenza con il rap del suo protagonista.

Jimmy Spin infatti, per flow, metriche e scelta di immagini non è certo un MC tra i più immediati e semplici specie nei pezzi più street e/o a sfondo sociale i due elementi in cui si muove al meglio chiudendo barre di grande efficacia e incisività.

Molto più immediato è il feeling instaurato dai beats; per la maggioranza ad opera di Dj Shablo lo confermano come uno dei produttori più interessanti sulla scena, capace creatore di atmosfere tese ed avvolgenti ma anche, all’occorrenza, più sciallate attraverso produzioni molto personali pur nella loro essenzialità e che hanno nella selezione di campioni suggestivi il loro punto di forza.

Anche Twice dà una mano alle macchine firmando le metà di Lavoro Pulito Pt.1 e 2, Non scordare e la ghost track, tutte su buoni livelli; chiude Fiume su Mondodroga .03 e su Magna Magna.

Ancora più nutrita la lista degli ospiti al microfono che comprende nell’ordine Ask che cola reggae in “Mai,Mai”, un Inoki semplice e diretto nella bellissima titletrack impreziosita oltretutto da uno straordinario cantato di Gora, segue un sempre più convincente Royal Mehdi che in Figli (gran beat,gran pezzo) interpreta la sua strofa con incredibile intensità, troviamo poi il ragga di Papadan e Soul Boy rispettivamente in “Lavoro Pulito Pt.1 e pt.2” e l’inconfondibile stile di Word sempre in “Lavoro Pulito Pt.1” e in “Magna,Magna”.

Alcune delle sopracitate sono anche le tracce più convincenti dell’album, ma non sono da trascurare nemmeno la azzeccatissima “Nell’aria” e “Non scordare” mentre l'unica che non convince proprio é “Il Giro” pezzo piuttosto noioso e ripetitivo.

In conclusione un esordio più che soddisfacente per Rischio, su cui pende, quale unica seria pecca, l’ombra di un mixaggio non certo encomiabile (soprattutto in una manciata di pezzi) che rende talora piuttosto impegnativa la comprensione di alcuni passaggi, resta comunque un must have per tutti i fan del grimey targato Bolo ed un album consigliato a chiunque cerchi un disco ricco d’atmosfera come suggerisce l’ottimo artwork della copertina.

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