Living Waters

by • 20/05/2002 • RecensioniComments (0)1088

Devo fare una brevissima premessa: io l'avevo detto a Lippo che non era consigliabile dare un CD di questo genere a me (che odio l'R&B moderno ed anzi ascolto rappusi underground americani, soul & jazz più solite robe tipo Pink Floyd ed un paio di cantautori italiani come De André o Guccini), ma lui niente: con l'espressione imperturbabile di un asceta mi ha messo in mano la busta contenente questo prodigio della discografia moderna, oltre a due prestigiosi fogli in carta intestata sui quali veniva riassunta la carriera dei magici Familiar Face.

Aoh, uomo avvisato, mezzo salvato: i gusti sono miei.

Innanzitutto vanno commentati i foglietti allegati, dove un novello Boccaccio ci descrive imparzialmente quanto questo gruppo sia avanti, col loro unico (questo è sicuro) talento musicale (questo invece no) e la loro impareggiabile & travolgente carriera mondiale. Già qui uno si potrebbe chiedere il perchè di un contratto, anzichè con la BMG, con la OYT Records, ma vabbè. Difatti, il poeta water in primis, accortosi anche lui della monata da lui sparata, riattacca a scrivere supplicandoci però stavolta di ricordare il gruppo di R&B classico "The Joneses", autore dell'"indimenticabile" pezzo Sugar Pie Guy (scaricato, ascoltato: carino, nulla più). E fa bene ad attaccarsi al passato, perchè il presente non ha proprio nulla di buono da ofrire, ma tant'è. Terminata la captatio benevolentiae -che con me non ha attaccato- prosegue autorecensendo il prodotto, definendolo come il nuovo "What's Going On", il "Body Heat" del 2002, pretendendo quindi che i Familiar Face abbiano con questa roba raggiunto un nuovo traguardo verso la perfezione musicale. Last but not least, questo drammatico spreco di carta e parole si conclude sostenendo che l'album è una dedica alle persone del mondo- un dono universale allo spirito dell'umanità, dell'amore, e della tolleranza.

Fanno bene a dedicarlo alla tolleranza umana, evidentemente già sapevano che è questa l'unico fondamento sul quale si può basare l'uscita di un disco talmente insipido, anacronistico nelle sonorità e del tutto BANALE nella concezione dei testi.

Il singolo d'esordio, Break It Down, il cui titolo già la dice lunga sull'originalità del pezzo, è un incoerente ammasso delle peggiori sonorità anni '80/primi '90, che sconfina peraltro nella palude della musica da discoteca alla Danceteria 5. Anzi, nemmeno. È semplicemente quanto di più brutto abbia ascoltato negli ultimi tre anni (Lollipop INCLUSE), con quegli effetti cretini e prevedibilissimi quali pianoforte elettronico stile Take That, manipolazione elettronica delle voci, e bonghettini plasticosi di sottofondo che probabilmente sono stati scaricati da qualche libreria MIDI di internet. Ma anche lo stile è tragico: ma si può che con questo pezzo (lunghissimo, tra l'altro, manco a dirlo) i due gruppi che mi saltano più in mente sono gli Snap (!) e gli East 17 (!!!)? Sul serio, immaginatevi Steam con un arrangiamento degli Snap… E perchè il testo? No, dico, il testo? Sentite solo questo: "Listen to the music, listen to the drum and bass/ let the rhythm take y' away, take you to a higher place" AOH! Ma siamo impazziti? E questo sarebbe R&B? No, dico, pure i Jagged Edge al confronto svettano per acume delle osservazioni e profondità dei testi! Come giustamente diceva Nanni Moretti in Caro Diario: "Ma queste persone non provano rimorso per quello che scrivono?".

Ah, poi, il secondo pezzo è tutto un programma: con bassi scoreggiosi s'avvia Love Song (che fantasia! Un po' come chiamare un negozio di dischi "Negozio di dischi"), una produzione scialbissima sopra alla quale non stonerebbero Britney Spears o i Backstreet Boys. Che poi i Familiar Face, con noncuranza e quasi tono di scherno, cantino "Beautiful music plays in my mind"… beati voi ragazzi, qua IO sento solo un'accozzaglia di banalità e metafore trite e ritrite, roba del tipo "Ah, è sempre difficile per me dirti quanto ti amo". Che poi aggiungiamoci le perle di umorismo, courtesy dei Familiar Face e della loro scarsa familiarità con l'arte dello scrivere: "Somehow you reached girl, deep down inside"… "inside" a chi? A te? E "inside" dove? O quest'altra, da antologia: "You gave me, so much love (era pietà)/ I get on my knees and thank the heavens above". Ottima mossa, campione: mentre lei è pronta a darti tutto il suo amore, tu che fai? Ti inginocchi a recitare l' Ave Maria? Complimentissimi, si vede che ne sai. E vi prego di considerare che Love Song, musicalmente e strutturalmente identica a "As Long As You Love Me" dei Backstreet Boys (e questo la dice lunga), è uno dei momenti più alti di Living Waters!

Recipe, con la solita base orribile da Fisher Price, si basa su (indovinate cosa?) una patetica metafora gastronomica. Ora, mentre credo chiunque riuscirebbe a tirare fuori un testo passabile, questi quattro Marvin Gaye riescono a rendere il tutto di una demenzialità inaudita, facendo sì che la mia fervida immaginazione cominci a pensare a Suora Germana che fa gangbang con Chef di Southpark. Patetico inoltre il "UH" acuto ai 2'41'', infausto tentativo d'imitazione di Michael Jackson, e che grazie alle loro inesistenti doti canore riesce a fallire.

Perchè già, io ancora non vi ho parlato dell'estensione vocale di questi quattro talenti: diciamo subito che loro conoscono tre tonalità: alta, media e bassa. Di otto ottave ne coprono quindi tre. Non male, eh? In quattro, poi: abbattono ogni logica di statistica, che prevede che su 4 cantanti almeno UNO sia differente dagli altri per qualcosa. E sappiate anche che, quando passano dal basso all'alto, ignorano ciò che sta in mezzo e quindi la loro kermesse musicale è composta da quattro folli che prima squittiscono e subito dopo cantano come se avessero 'na caverna al posto delle tonsille. Prego apprezzare anche le doppie voci: non si sorreggono a vicenda, fanno a pugni. Ognuno canta per i fatti suoi, poi quel che vien viene, altrimenti pazienza. Ci riproveremo sul prossimo pezzo.

Sentite, qui è come sparare sulla croce rossa. Io non ho voglia di ascoltare per la quarta volta i restanti 9 pezzi che compongono questa cacofonia; sinceramente sarebbe chiedere troppo. Ma scusate, già i nomi: I Can't Wait To See You Again (campa cavallo), Magical Love, Can I Get A Witness (lascia stare), Go For It, Can't Wait, Give Me A Try, Heavenly Love e due remix dei primi due pezzi. Ma chi è che ha orchestrato il brainstorming precedente l'uscita dell'album, un bambino di 3 anni? Che titoli sono?

Ma due perle ve le devo tirar fuori: Go For It è una di queste. È particolarmente scandalosa perchè comincia con un campionamento d'esplosione (WHOA! Thugged out grimy shit…), ma il meglio è il testo: in sostanza è un incoraggiamento a cercare di chiappar gnocca in discoteca, cioè una roba che forse si faceva a 13 anni quando tu, troppo bimbetto e troppo cacasotto, non avevi abbastanza coglioni ed esperienza per andare da una, al che gli amici t'incoraggiavano (o meglio ti mandavano sperando di vederti rimbalzato sonoramente per poi poterti deridere). E LORO ne cantano ADESSO? Ma non si sentono infantili? Ed il tutto viene sorretto da un layer acustico composto per la maggiore da file MIDI! Che tristeria, signori…

La seconda chicca è l' agghiacciante ballata Magical Love. Nuovamente, la banalità della base passa in secondo piano grazie all'ingenuità del testo. Sparatevi l'incipit: "Magical love, that's the kind I've always longed for"… BRAVO, sei uno originale! Perchè, vedi, noi tutti invece vogliamo solo esclusivamente storie che finiscano in tragedia ed in maniera orribile, pensa te! Notate prego (se poi viene messo il link in Realaudio) la drammatica somiglianza c
on "I'll Never Break Your Heart", sempre dei pessimi Backstreet Boys. Ma è ridicolo: non solo si danno al plagio più scarso dei gruppi più scarsi, ma se li vanno a scegliere giusto un po' famosi, ché a uno gli basta aver avuto l'autoradio accesa sulla Milano-Torino una volta e già può dire da chi hanno scopiazzato! YES! COSI' SI FA! Ragzzi, piove sul bagnato…

Tirando le somme, quindi, i Familiar Face sono inascoltabili. Riassumono in sole quattro persone i peggiori luoghi comuni della musica pop primi '90. Sono naiv oltre i limiti dell'umana tolleranza (e quindi possono anche fare a meno di fare dediche da Smemoranda sui loro foglietti introduttivi), hanno un'immagine che al confronto gli A-Ha li stimerei (guardatevi la copertina, scusa…) e, cosa gravissima, NON SANNO CANTARE. Masini è meglio, se non altro usa sempre lo stesso orribile tono di voce da finto scazzato, e perlomeno uno non diventa schizofrenico come quando invece senti 'sti campioni che ti saltano a casaccio da una nota all'altra.

No, assurdo.

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