L’hobby del parlare di niente: quinto album per i Maci’s Mobile

by • 25/07/2015 • NewsComments (0)357

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Quindici anni sono un battito di ciglia ed una vita: sono palchi piccoli e poi palchi grandi, amplificatori da spostare, cavi che non vanno, panini. Sono birre, facce sorridenti, corpi che saltano e si uniscono al ritmo: quello del cuore pulsante della musica dei Maci’s Mobile, che in questi quindici anni è cresciuta insieme al proprio pubblico, ispirandosi ai suoni e alle regole della musica in levare jamaicana, e dove le regole non erano giunte inventandosele di sana pianta, ma screziando il reggae di funk, di rock, di elettronica con un gusto personale ed unico.

I Maci’s celebrano tutto questo in L’hobby del parlare di niente, quinto album della band. Si tratta del terzo disco con l’etichetta friulana ReddArmy, e sorprende per la sua maturità di suoni e di intenti: il suono originale di una terra che sta cambiando un po’ grazie anche a loro. Nove tracce che non riescono a nascondere la voglia di scappare dai cliché di genere, dove gli stacchi di fiati e sezione ritmica si mescolano a intenti più ruvidi e sperimentali senza perdere l’equilibrio pop: dietro la patina della cantabilità, i testi mantengono l’usuale spessore di disincanto e analisi. Featuring di buon livello (Solo Banton, Paulinho, Volo, Doro Gjat dei Carnicats, Sandro Su, Claver Gold, Dee Jay Park) vanno ad innestarsi in un suono che vive e cammina bene già da par suo. Uomo in più della band Gabriele Scopel, fonico che da sempre segue la band, responsabile di una registrazione esemplare, da audiofili d’altri tempi.

L’album è stato preceduto dall’uscita dello street video Indelebile e viene presentato ora insieme al video Io non ti aspetterò più, entrambi brani estratti dal disco.

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