L’hip hop accelera la dipendenza da alcol e stupefacenti?

by • 20/04/2006 • NewsComments (0)593

L'Istituto Americano di Ricerca e Prevenzione delle Dipendenze ha recentemente effettuato una ricerca su un campione di giovani statunitensi tra i 15 e i 25 anni, al fine di determinare quali abitudini porterebbero all'abuso di sostanze nocive come alcol e droghe, nonché a comportamenti aggressivi e autodistruttivi. L'indagine avrebbe messo in luce che l'ascolto dell'hip hop è in cima a questa classifica.

Lo studio, pubblicato sul Journal of studies on Alcohol, ha evidenziato che c'è una diretta correlazione tra stile di vita, musica ascoltata e comportamenti devianti. Dopo aver esaminato ascoltatori di ogni genere di musica, è risultato che il podio delle dipendenze e dell'aggressività spetta, nell'ordine, a hip hop, techno e reggae. Secondo gli scienziati che hanno condotto la ricerca, inoltre, la variabile etnica non influisce sui risultati: i giovani hip hopper restano sempre e comunque in testa alla lista nera dei "traviati" dalla musica, che siano afroamericani, bianchi, asiatici o latini. Due le ipotesi scientifiche più accreditate a commentare questo risultato. La prima sosterrebbe che, essendo l'hip hop il genere più ascoltato in America, è normale che se il pubblico del rap è il più vasto in assoluto, anche la nicchia di tossicodipendenti, alcolizzati e sociopatici al suo interno dev'essere necessariamente la più vasta. Altri, però, puntano il dito contro lo stile di vita promosso da un certo tipo di rap.

Demagogia, moralismo? Non necessariamente. Tra tutti i personaggi dello spettacolo, è attestato che gli artisti rap sono tra i maggiori testimonial di prodotti alcolici, mentre le radio che diffondono musica urban sono le preferite degli inserzionisti pubblicitari di liquori e birre. Un recente studio sulla musica mainstream mostra inoltre che più della metà delle canzoni rap in rotazione nomina alcol e alcolici, mentre addirittura i due terzi menzionano droghe; negli altri generi musicali, le percentuali di citazioni politicamente scorrette si aggirano attorno al 10%. I videoclip rock e rap, inoltre, mostrano il doppio di scene di violenza rispetto alla media nazionale. Come se non bastasse Americanbrandstand.com, portale che si occupa di tenere il conto dei marchi registrati che vengono citati in video e canzoni, ha dimostrato che l'anno scorso il prodotto più "omaggiato" dall'industria dello spettacolo è stato il cognac Hennessy, grazie alla pubblicità gratuita di rapper ed mc. L'Istituto di Ricerca e Prevenzione vorrebbe portare questi dati all'attenzione del governo statunitense, in modo da arginare i danni, ma non è ancora chiaro quanto la relazione tra hip hop e comportamenti devianti sia dimostrabile concretamente.

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