Lego Lo Hobbit

by • 26/04/2014 • Rubriche, The Game VaultComments (0)796

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A livello di Gameplay LEGO  Lo Hobbit resta un capitolo generalmente conservativo, ma aggiunge nuovi elementi per proporre una struttura ancor più vasta e completa. La progressione nelle tantissime missioni principali mantiene fede agli incrollabili dogmi della saga:quadri chiusi e piuttosto lineari, nei quali procedere abbattendo orde di nemici e risolvendo, grazie alle capacità degli eroi, gli innumerevoli enigmi ambientali. Per quanto riguarda il combattimento, anche se ogni personaggio si accompagna ad uno stile di lotta differente, siamo ben lontani dalla varietà di un qualsiasi action game: in LEGO Lo Hobbit basta infatti premere un tasto a ripetizione per avere la meglio sugli avversari. Il livello di sfida è inequivocabilmente tarato verso il basso e la selezione di nemici mai davvero in grado di impensierire i potenti protagonisti. Il vero cuore della progressione sono però le possibilità di interazione ambientale, i gli enigmi e le ampie possibilità di backtracking garantite dalle abilità degli eroi Marvel della Terra di Mezzo.  Si può anche insistere, e dire che “come da tradizione della saga, il vero punto di forza del titolo è la possibilità di riaffrontare gli stage con nuovi eroi, alla ricerca di passaggi secondari e dei tanti collectible che costellano i livelli”, e andare avanti così fino alla fine. Magari non sarebbe proprio giustissimo, nei confronti del titolo, perché bisogna ammettere che qualche nuova dinamica di gioco c’è. Durante i combattimenti, ad esempio, si possono eseguire attacchi combinati, mentre nelle fasi di esplorazione capita di dover gestire una compagnia di quattro eroi e superare puzzle ambientali un po’ più complessi del solito. Insomma, il tentativo di avvicinarsi ad un’utenza un po’ più matura si nota, come si nota anche il focus sulla componente free roaming: qui al posto della Gotham City di DC Super Heroes c’è tutta la Contea, e andare in giro è necessario anche per accumulare un sacco di materiali e oggetti, che poi servono a superare alcuni minigame di costruzione ripresi dal recente LEGO The Movie. Però ecco, ci siamo capiti: nella versione a blocchetti de “Lo Hobbit” ci sono elementi recuperati qua e là dagli episodi precedenti della prolifica saga, che vengono ogni volta smontati e rimontati proprio come un playset di mattoncini danesi.  C’è anche -va detto- l’incontenibile ironia che sa rileggere in maniera veramente spassosa alcune scene dei due lungometraggi, e che resta probabilmente l’elemento più brillante dell’intera produzione. Se cercate però un grado di fedeltà alla storiella di Tolkien maggiore di quello offerto daPeter Jackson, tocca darvi una brutta notizia, dal momento che gli eventi rievocati sono esattamente quelli dei film, riproposti con un occhio a quel tipo di regia e con un tono più epico che fiabesco.“

 

Voto: 8

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