Le (dis)avventure africane di Nas e Allocco

by • 04/01/2012 • NewsComments (1)1016

E ora che il titolo ha attirato la vostra attenzione, passiamo ai fatti. A capodanno Nas era atteso in Angola insieme a Jemiah per un megaconcerto di capodanno. Cachet previsto: 135.000 dollari che, come facilmente immaginabile, in un Paese del terzo mondo sono parecchi soldi. Il concerto era andato sold out; peccato, però, che i due artisti all’ultimo momento abbiano perso l’aereo e non siano riusciti ad arrivare in tempo nella capitale angolana, causando l’annullamento del live.

E qui entra in gioco il nostro amico Allocco, per la precisione Patrick Allocco, il promoter (americano) del concerto che si trovava già sul posto da diversi giorni. Ha infatti dichiarato che, quando si è scoperto che Nas e Jemiah non sarebbero mai arrivati in Angola, è stato rapito insieme al proprio figlio da un gruppo di uomini che li hanno tenuti prigionieri per ore, minacciandoli di ucciderli se non avessero restituito il cachet. I misteriosi rapitori avrebbero poi scaricato i due nelle mani della polizia locale, che li avrebbe trattenuti fino a quando non è finalmente intervenuta l’ambasciata americana.

Ma la storia non finisce qui, perché Allocco non ha il permesso di uscire dall’Angola fino a quando non avrà restituito i soldi del cachet, e ha fatto un pubblico appello a Nas perché li restituisca. L’ufficio stampa di Nas ha dichiarato che è disponibilissimo a farlo, ma “non è sicuro di dove deve spedire l’assegno”. Che in realtà l’allocco sia Nas?

 

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