Lady sings the blues: Billie Holiday si racconta

by • 10/11/2012 • Knowledge is Power, RubricheComments (0)1485

Partiamo da un presupposto fondamentale: il contenuto del libro che vi presentiamo questa settimana è da prendere un po’ con le pinze. E il motivo, per quanto assurdo possa sembrare, è che si tratta di un’autobiografia. Più precisamente l’autobiografia di una persona molto tormentata e decisamente poco obbiettiva, ovvero Billie Holiday. Intitolata La signora canta il blues e scritta nel 1956, appena tre anni prima della sua prematura morte a 44 anni, è una testimonianza preziosissima sia per chi vuole conoscere la sua vicenda artistica e umana, sia per chi vuole scoprire qualcosa di più sulla storia della musica jazz, la segregazione razziale, gli anni della Grande Depressione e molto altro.

Non stupisce che Billie Holiday, il cui vero nome è Eleanora Harris-Fagan, glissi su alcuni particolari della sua vita, o li romanzi: la sua è una delle parabole più tragiche della storia della musica. Nata da una ragazza madre tredicenne (il padre, vuole la leggenda, era un musicista di passaggio) che la affida quasi subito ad altri parenti perché deve lavorare, vive un’infanzia che definire orribile è riduttivo. A nove anni finisce in riformatorio, a dieci abbandona la scuola, a undici viene ripetutamente stuprata da un vicino di casa, a quattordici diventa una prostituta da pochi dollari, facendo marchette insieme a sua madre. È praticamente un miracolo che sia riuscita a scoprire di avere talento e ad approdare sul palco, ma a diciassette finalmente ce la fa – non vi diremo come per non rovinarvi la sorpresa – e comincia a sostituire le star di Harlem quando sono malate; un anno dopo, un produttore la ascolta per caso e decide di metterla sotto contratto. Purtroppo, però, per Billie non ci sarà mai un vero e proprio lieto fine: per tutta la vita dovrà combattere contro fidanzati e produttori che abusano della sua ingenuità, dipendenza da alcol, eroina e cocaina, depressione. Le difficoltà sono tantissime, anche perché tutti i suoi contratti discografici sono delle vere e proprie truffe, che non le permetteranno mai di raggiungere davvero una stabilità economica. E poi c’è la questione della discriminazione: è una diva celebre in tutto il mondo, ma trascorre interi tour a dormire dove capita insieme ai suoi musicisti, perché gli alberghi non accettano ospiti neri.

Una situazione allucinante, ma lei non si arrende mai all’evidenza: come dicevamo, tutto il libro è pervaso dal rifiuto di ammettere che, nonostante il successo, non se la passa poi così bene. Billie Holiday vede sempre il bicchiere mezzo pieno. E poi, per non sbagliare, lo svuota in un sol sorso e se ne versa un altro, possibilmente liscio e doppio. Tutta la sua vita potrebbe essere riassunta da un emblematico episodio che racconta nel libro: sul palco vuole presentarsi sempre perfetta, con la tradizionale gardenia appuntata tra i capelli, che è il suo tratto distintivo e il suo portafortuna. Ma una sera è talmente fatta (o, come dice lei, emozionata all’idea di esibirsi) che si trafigge per sbaglio il cranio con lo spillone. Non se ne accorge, sale comunque in scena a cantare e mezz’ora dopo sviene in una pozza di sangue. La sua intera esistenza è un continuo non accorgersi di qualcosa che apparentemente la rende più forte e luminosa, ma in realtà le sta facendo molto male.

Pochi anni dopo la pubblicazione della sua autobiografia, muore per le complicazioni di una cirrosi epatica. Ma prima fa in tempo ad essere arrestata nel suo letto d’ospedale per aver nascosto della cocaina in una scatola di kleenex. Neppure alla fine riesce a farsi trattare da vera diva quale è. Come cantava in God bless the child, forse il suo brano più famoso e intenso, Rich relations give/ crusts of bread and such/ you can help yourself/ but don’t take too much (“Le relazioni prestigiose ti regalano/ briciole di pane e simili/ puoi servirti da solo/ ma attento a non prendere troppo”).

La signora canta il blues
di Billie Holiday
Feltrinelli
euro 8,00

Related Posts

Powered by Calculate Your BMI