La trilogia si chiude: Louder than a bomb

by • 11/12/2012 • Knowledge is Power, RubricheComments (0)721

Louder Than a Bomb è il nuovo libro di Giuseppe Pipitone alias U.Net: il terzo, per l’esattezza, ultimo capito di una sorta di trilogia – iniziata con Bigger Than Hip Hop e proseguita con Renegades of Funk – dedicata all’hip hop delle origini e non solo. A metà tra il saggio critico e la storia orale, il libro prende in considerazione la decade che va dal 1979 al 1989, focalizzandosi sui vari passaggi che hanno portato l’hip hop dal South Bronx all’intero Pianeta.

Scansionato da una funzionale introduzione “anno per anno”, utile a contestualizzare il tutto a livello politico e sociale, il libro procede per capitoli tematici, cercando di fornire una visione di insieme oltre i soliti Africa Bambaataa e Dj Kool Herc. É così che troviamo interviste a personaggi piuttosto laterali quali il seminale regista afroamericano Martin Van Peebles – a proposito: uscirà mai il suo progetto assieme a Madlib? – Sal Abbatiello, proprietario del mitico club del Bronx Disco Fever, Patti Astor, performer e gallerista newyorchese, e altri ancora.

Anche se spesso è la musica a farla da padrona, con interessanti capitoli dedicati a Def Jam, Eric B e Public Enemy (ottimo in questo senso il racconto del loro primo concerto a New York), non mancano neppure divagazioni di carattere tecnologico – e il rap, paradossalmente, è un genere musicale eminentemente tecnologico – e artistico, con paragrafi dedicati a Keith Haring e a Rammellzee.

In breve: spinto più dalla passione che dal rigore metodologico, che comunque non manca, U.Net è riuscito anche questa volta a scrivere un libro ricco di informazioni e davvero godibile: un vero e proprio must have per coloro che si avvicinano all’hip hop inteso come autentico movimento culturale.

Per approfondire l’argomento, in arrivo a breve l’intervista all’autore.

Louder than a bomb
di Giuseppe ‘U-Net’ Pipitone
Agenzia X
euro 15,00 

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