La posta del cuore di Hotmc #1: quello che i rapper si chiedono (ma non osano chiedere)

by • 30/03/2015 • Copertina, La posta del cuore di Hotmc, RubricheComments (0)594

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Disclaimer: di solito cerchiamo di usare Hotmc come veicolo per raccontare storie un po’ più importanti di questa, ma quando ce vo’, ce vo’. Chi vi scrive lavora da anni nei media, occupandosi soprattutto di musica (black in particolare) e alternandosi su molte piattaforme diverse: al momento collaboro con due radio nazionali, una tv, due riviste cartacee, tre web magazine, più varie ed eventuali – scusate se vi tocca sorbirvi anche il curriculum vitae, ma serve per inquadrare la situazione. Quotidianamente mi trovo a venire a contatto con decine di rapper per richieste e questioni di ogni tipo, ma ultimamente mi trovo soprattutto a dispensare consigli e raccogliere sfoghi perché, ammettiamolo, il mondo dei media generalisti è feroce e la scena hip hop lo sta scoprendo solo adesso, visto che fino a una manciata di anni fa quasi nessuno aveva l’occasione di bazzicarlo con regolarità. Tutti vogliono arrivare sulla copertina di un giornale importante, ma nessuno sa come evitare di finire distrutto o snaturato o perdersi per strada. Per certo non lo so neanch’io, sia chiaro, ma per una volta ho deciso di essere sincera e brutale, e lo faccio inaugurando questa rubrica di posta del cuore: letterine anonime (che ovviamente in questo caso non sono vere letterine) che espongono i dubbi di tutti voi, a cui proviamo a dare una risposta.

“Vorrei un ufficio stampa, ma non so come sceglierlo”. Semplice, amico rapper: scegli quello che evita di fare promesse. QUALSIASI tipo di promessa. Di questi tempi il mercato è talmente saturo che non c’è garanzia di finire pubblicati neanche sui blog di settore, figuriamoci sulle riviste importanti. Un ufficio stampa serio lo sa e non ti illude. Aiuta inoltre che l’ufficio stampa in questione sappia parlare italiano, abbia effettivamente degli agganci verificabili, abbia un’età superiore a quella del suo stagista e non prenda sotto la sua ala 50 artisti sconosciuti per volta. Prima di assumerlo, un po’ di stalking telematico non guasta: googla i suoi artisti – soprattutto quelli che per età, target e fama somigliano a te – e controlla se è riuscito a far pubblicare qualche articolo su di loro anche in testate più importanti di Rapxdodicenni.com. Ah, cosa importante: controlla anche che gli artisti che dice di avere avuto siano davvero stati seguiti da lui, perché a quanto pare negli ultimi mesi nella scena italiana circola un millantatore che ne sta facendo fessi parecchi.

“Ma poi, serve davvero un ufficio stampa?”. Sì. Assolutamente sì. Perlomeno se vuoi finire sulla copertina di Vanity Fair, o anche solo avere un trafiletto nelle pagine interne. Anche per finire su qualunque altra rivista che non sia Rapxdodicenni.com l’ufficio stampa è indispensabile, a meno che tu non ti chiami Kaos o dj Gruff, giustamente. Non illuderti che basti il talento: anzi, spesso e volentieri il talento non serve a una beneamata cippa, quando si parla di media generalisti.

“Perché non sono ancora finito sulla copertina di Vanity Fair?”. Risposta corta: perché non sei (ancora) bravo abbastanza. Risposta lunga: perché le riviste generaliste non si occupano di rap, si occupano di fenomeni mediatici. Sei assolutamente sicuro di voler finire su una copertina importante in qualità di rapper più tatuato d’Italia, intervistato da un tizio che ti chiede perché dici così tante parolacce nelle tue canzoni, per poi avere le balle girate per settimane in quanto da quell’intervista così prestigiosa non emerge il tuo vero io?

“Mi hanno offerto di partecipare a un talent show, ma non so se accettare”. La risposta è semplice, e in genere è no. Prova a sommare tutti i concorrenti di tutti i talent show d’Italia dalla prima edizione di Amici di Maria ad oggi, e prova a contare quanti di loro sono ancora in circolazione e hanno un discreto successo. A meno che tu non abbia qualcosa di molto particolare da offrire, qualcosa di unico sotto il profilo del personaggio, probabilmente finirai nel dimenticatoio nel giro di breve e uscirne sarà difficilissimo, perché a quel punto sarai passato di moda.

“Ho fatto un’intervista e il giornalista ha cambiato completamente il senso delle mie risposte”. Non è raro, ma io fossi in te proverei a fare un po’ di autocritica: il 70% delle volte, conoscendo la fama della rivista particolarmente irriverente o del giornalista particolarmente arrivista, già sai a cosa vai incontro (e se non lo sai tu, dovrebbe saperlo il tuo ufficio stampa). Chi te l’ha fatto fare? Nel restante 30% dei casi, o più in generale come buona norma, accendi anche il registratore del tuo smartphone e fatti una copia dell’audio integrale dell’intervista, in modo da avere delle prove in caso di bisogno. Sappi anche che NON è tuo diritto concordare le domande, ma lo è concordare di rileggere l’intervista prima della pubblicazione (noi di Hotmc lo facciamo sempre). Non è detto che il giornalista accetti, ma se accetta usa i tuoi superpoteri con parsimonia e non chiedere di cambiare proprio tutto tutto tutto, specie se non era in malafede.

“Ho fatto un’intervista per una testata musicale e il giornalista non ne sapeva un cazzo di né di rap né di me”. Questa, purtroppo, è la logica conseguenza di una tendenza che va avanti fin dagli anni ’90: usare i giornalisti che si occupano di rap come bersagli per il tiro al piccione. Tu, i tuoi manager e i tuoi predecessori li avete schifati, insultati, minacciati al telefono o via social network, boicottati, e ora vi stupite se nelle riviste musicali non ce n’è abbastanza? La maggior parte di quelli che c’erano hanno cambiato genere per disperazione, gli altri vengono spesso trattati come dei mentecatti o come una razza in via d’estinzione dai loro colleghi del rock, che pensano che in fondo se sono stati affossati tutti in quel modo probabilmente un motivo c’è. Morale della favola, impara ad apprezzare quelle rare volte che un’intervista a un rapper viene affidata a qualcuno che dimostra di conoscere il rap, e favorisci in ogni modo la crescita dei nuovi nomi del giornalismo rappuso senza bannarli dalla tua intera esistenza la prima volta che osano fare una critica su di te: se tutti facessero così, tra qualche anno questo specifico problema sarebbe risolto per sempre.

Nella prossima puntata di questa nuova, entusiasmante rubrica si parlerà di radio e servizi di streaming; se avete dei dubbi o delle domande, potete scriverci su Facebook o su mail(at)hotmc.com. Cuoricini per tutti!

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