La notte di Murubutu: luci ed ombre di questa musa ispiratrice

by • 01/02/2019 • Copertina, RecensioniCommenti disabilitati su La notte di Murubutu: luci ed ombre di questa musa ispiratrice164

Negli ultimi anni si sono instaurate alcune figure che, nell’underground moderno italiano, sono come dei totem inattaccabili: penso a nomi spesso associati tra di loro che, se cerchiamo bene, troviamo un po’ ovunque in giro. Nella fattispecie è emersa gente come Claver Gold, Rancore, Mezzosangue e, ovviamente, Murubutu che con duro lavoro di anni e anni, si sono guadagnati il rispetto unanime di tutta la scena hip hop soprattutto classica. Può sembrare strano, ma io non lo trovo affatto scontato. Andando nel caso specifico che oggi ci interessa di più, è strano collegare i racconti di Murubutu alla vecchia scuola: artisti come Kaos, Danno, Lord Bean (che attualmente condividono la stessa fanbase di Murubutu) mai si sarebbero sognati di cantare di marinai, dei e storie d’amore. Si può arrivare a dire che questi artisti condividono solo il mezzo, il rap, nella loro musica, ma così non si spiegherebbe la questione fan sopracitata. Ma, oltre al rap, da cosa vengono colpiti i fan per ascoltare stili così diversi? Tra le altre cose di sicuro dalla genuinità. Quando l’arte è così sentita, così intima, così genuina si creano legami che vanno aldilà di generi, stili, influenze.

 

Bene, detto ciò, tutto questo serve per capire un artista come Murubutu ed i suoi dischi, che respirano di poesia. Dopo averci raccontato di mari e venti nei suoi due ultimi concept album, in quest’ultimo si presenta con un elemento ancora più intrigante, la notte, vista sotto molteplici aspetti e attraverso storie ed emozioni. La notte assume sembianze quasi umane, come fosse in grado di provare e far provare sentimenti, talvolta malinconici talvolta magici, a chi la vive. Il titolo è quindi per certi versi ingannevole, dato che questa non è sempre vista in maniera tenebrosa, ma in alcuni punti addirittura più splendente del giorno, come se quest’ultimo ci porti una finta sicurezza: quella vera va cercata nelle ombre e nei silenzi notturni.

E’ forse questo quello che il nostro “professore” ci vuole comunicare: per farlo, utilizza, come già detto, diversi racconti (o “rapconti” come li chiama lui). Troviamo quindi alcune storie d’amore, come quella tra Vittorio e Donata in La Vita Dopo La Notte, quella dell’omonima traccia Franz e Milena che ricorda il complesso amore tra Kafka e la sua amante e quella in Notti Bianche, ft. Claver Gold, circa un uomo tormentato da una donna che ha intravisto per strada. Oltre agli amori tra uomo e donna ce ne sono altri in Ancora Buonanotte, con Daniela Galli ai ritornelli, in La Stella E Il Marinaio e nel singolo La Notte Di San Lorenzo. L’ultima delle tre in realtà più che d’amore parla di amicizia, con la storia di due bambini diventati amici proprio in questa notte magica: un omaggio al mondo infantile nella sua bellissima semplicità.

Come quindi possiamo vedere, l’amore in qualsiasi sua forma è tra le colonne portanti del suo modus operandi artistico: anche questa è una scelta in controtendenza in un mondo corrotto dall’odio fino al midollo. In questo il disco è molto esplicativo, dato che ci mostra la parte calda della notte (ma non in senso carnale) che, interpretando un po’, è come se ci volesse dire che anche nei momenti di sconforto c’è la possibilità di trovare la luce, anche se tutto attorno sembra buio.

 

Ci sono altri argomenti ben più crudi che però vengono affrontati lungo il corso dell’album quali l’alienazione, la follia, l’insonnia, la paura, il lutto, i drammi della guerra fino ad arrivare addirittura a futuri utopistici quasi orwelliani (Omega Man ft. La Kattiveria). Vanno quindi citati alcuni dei testi più importanti e drammatici come l’estenuante condizione di Jackie in L’Uomo Senza Sonno, che, ispirandosi al film The Machinist, viene resa perfettamente grazie ad un linguaggio opprimente, frutto anche della presenza di Mezzosangue. Il concetto d’insonnia è ripreso anche nella title track Tenebra E’ La Notte (che ospita anche la splendida voce di Dia), mentre Buio e La Notte Di San Bartolome spaziano dalla storia, facendo riferimento ad accaduti reali, alla guerra, citando battaglie e stragi.

Oltre a questa che è la parte più oscura del lavoro, troviamo canzoni che in pochi si sarebbero aspettati: ce ne sono due in particolare. La prima è un featuring d’eccezione ovvero Occhiali Da Luna con Willie Peyote e Dutch Nazari, due artisti che si sono creati, sempre con il rap, stili singolari che gli si addicono, con influenze cantautoriali e indie. La traccia parla di questi ipotetici occhiali magici che permettono agli artisti di creare e vedere di notte mentre tutto il mondo tace. La seconda è molto più che un featuring d’eccezione: Wordsworth con Caparezza. L’artista pugliese è ormai dai primi 2000 uno dei massimi connubi di qualità e popolarità, ma solo in poche occasioni ha collaborato con artisti della scena hip hop, astenendosi inoltre da una diretta integrazione con essa: vederlo qui è sorprendente, pur essendo riconducibile ad alcune affinità artistiche tra i due. Tornando al testo, il titolo cita l’omonimo autore inglese mentre le strofe si ispirano ad un suo racconto: abbiamo il rapporto tra uomo e luna, fonte d’ispirazione poetica e artistica per tutto il mondo di ogni epoca.

 

A livello musicale è molto vario e calibrato con cura: possiamo trovare infatti molteplici generi e stili. Per esempio, il Metal è ripreso più di una volta con Buio, L’Uomo Senza Sonno e Omega Man che prendono rispettivamente dall’Heavy classico, dal Doom e dal Groove. C’è spazio anche per il Folk di Wordsworth e per i richiami Synth Pop di La Notte Di San Bartolome: la parte curiosa è la presenza di musica classica e d’opera in un po’ tutte le canzoni, anche tra quelle non citate. A proposito di questo va ricordato l’Outro strumentale Nyx un incredibile sezione di archi che va a concludere più che degnamente l’album.

Che altro possiamo dire, tutte le parole del mondo per descrivere quest’album non servirebbero dato che la cosa più semplice da fare è immergersi nel suo ascolto. Un lavoro eccelso, diretto in maniera certosina: ascoltandolo possiamo respirare la notte in ogni sua emozione che sia positiva o negativa. Come sempre forse non sarà per tutti, forse non scalerà le classifiche e forse non avrà mai le certificazioni che gli spettano: ma questa è la bellezza dell’arte vera, fatta non per semplice intrattenimento ma, come diceva Oscar Wilde, per “rivelare l’arte e celare l’artista”. Un altro pezzo di puzzle in una carriera sempre più entusiasmante ed unica che, come tutti i suoi album, è un piccolo gioiellino da custodire con cura in tempi come questi.

Related Posts

Powered by Calculate Your BMI