La grande onda

by • 24/07/2002 • RecensioniComments (0)538

11 pezzi per 40 minuti di musica + 5 minuti di parlato.

"La grande onda"e'il disco di un'artista ormai maturo.

Che si discosta dal mondo attuale dei prodotti della scena hh.

Sia per suoni che per tematiche. Logicamente.

E' un disco adatto al grande pubblico, pur non scendendo a troppi compromessi commerciali.

Si perche' capita spesso di prendere un disco, attirati magari dal singolo ben fatto, e trovarsi in mano dodicicanzonidemmerda e una decente. Il singolo. Che pero'ha gia' rotto le palle per averne usufruito all'eccesso.

Con questo no.

Prendendo l'album prendi anche 9 canzoni di buona qualita' con uno skit molto bello.

L'unica fregatura si ha in Eurocontanti/Eurocontenti.

Triste, banale, con un beat che sembra vecchio di dieci anni, anche se con un ritornello tutto sommato simpa.

Ma ci si puo' passar sopra, se si considera la totalita' del tutto.

Anzi, diciamo che fa media con "La grande onda" che e' un single decisamente migliore^_^.

I beat di Squarta sono pregievoli, accompagnano bene la voce del Piotta.

I campioni sono anche originali (vedi Ps2),spaziano fino al raggae, e hanno ottima musicalita'.

Le rime di Tommaso Er Piotta, non male, ma nulla di che, metricamente parlando (sì,"solo metriche non bastano, ma non dispiacciono neppure…). I contenuti invece sono presenti. Ovvero, tutti i pezzi hanno un senso chiaro e lineare.

Cosa che ultimamente non si trova molto. Gli argomenti, alla portata di tutti.La societa', singles, sindrome da Peter Pan, l'euro, Roma, la tipa, la miscredenza di talune persone.Trattati discretamente, senza riflessioni particolarmente toccanti, ma che non scadono mai nel superficiale.

Il cd scorre lineare, con un alto (Un'estate ed e' finito feat l'ottimo Primo)(ormai diventato una costante, visto che il pezzo migliore di "democrazia del microfono" era proprio "se,se"con lo stesso Primo) un basso (Eurocontenti appunto) e uno "skit" finale molto bello. Sostanzialmente e' un parlato di Mario Cipriani che racconta un frammento della Roma andata e presente. Profondo e reale.

In definitiva un album "easy" ma non per questo brutto o inutile, anzi.

Che dimostra come si possa fare del buon hiphop alla porata di tutti.

E probabilmente migliore di "democrazia del microfono", in quanto meno dispersivo e piu' vario.

Pezzi migliori

"Un'estate ed e' finito"

"Diario di bordo"

"La grande Onda"

Se ti piace Piotta recupera pure:

Piotta, "Comunque vada.." e "Democrazia del Microfono", AA.VV curato dal Piotta "La banda der Trucido", Corveleno "Sotto Assedio" e "Rock'n'Roll"

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