L'arte del Feat

by • 07/02/2004 • RecensioniComments (0)1064

La tendenza, tutta italiana, di uscire allo scoperto prima del tempo con un lavoro proprio, ha trovato un’ennesima conferma in quest’album (o demo?, o compilation?). Ne è autore, o meglio, figura come principale autore, Mr Filth da Jesolo, accompagnato da un’incredibile quantità di ospiti: siamo su una media di due per traccia. Decidere da che parte cominciare a parlare di L’arte del feat è un’ardua impresa: ci sarebbe davvero molto da dire. Senza entrare nel dettaglio, già ad un primo ascolto salta all’orecchio che il 90% degli mc non ha le capacità, o non è ancora pronto, per entrare in sala d’incisione: lo stesso Mr Filth non fa eccezione. Le rime si susseguono banali, il flow è da profondi anni ottanta, alcuni dei partecipanti al disco non vanno neppure a tempo. La tracklist (intesa proprio nel senso fisico del termine, quella che sta nel booklet) è talmente intricata che è difficile distinguere un mc dall’altro, anche perché curiosamente sembrano tutti uniformati a un unico stile e la qualità audio non è di molto aiuto. Gli skit, numerosissimi, non si discostano molto dal tenore dei pezzi, contribuendo ad appesantire ulteriormente l’ascolto. Per quanto riguarda i beat, non sono inascoltabili, ma non lasciano il segno. Il suggerimento sarebbe quello di prendersi un periodo sabbatico nel quale cercare di migliorare con spirito critico la tecnica, prima di buttarsi in un’altra uscita “ufficiale”: avere il coraggio di esporsi è un bene, ma troppe volte si rivela un’arma a doppio taglio.

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