Knowledge is power: Martha Cooper e Henry Chalfant – Subway Art

by • 17/04/2009 • ArticoliComments (0)761

Hotmc inaugura una nuova rubrica dedicata ai libri più interessanti in materia di hip hop e Urban Culture. Per questa prima puntata, una doppia uscita: Renegades of Funk di U-Net e Subway Art di Martha Cooper e Henry Chalfant.

Esistono delle caratteristiche precise perché un'opera possa definirsi una pietra miliare. Deve aver cambiato la storia; deve rimanere nella storia; ma soprattutto, deve saperla raccontare, una storia. Negli anni '70, i treni delle metropolitane di New York hanno fatto da sfondo alla nascita della scena writing; ma è stato solo negli anni '80 che il mondo si è reso conto della sua esistenza. Più precisamente nel 1984, grazie a un libro che gli hip hoppers di ieri e di oggi hanno imparato a conoscere e ad apprezzare: Subway art, l'opera di due giovani fotografi visionari, Martha Cooper e Henry Chalfant, che documentano i primi passi di un movimento la cui vitalità è ancora in grado di stupirci.

A un quarto di secolo dalla prima apparizione del libro sugli scaffali, il lavoro di Cooper e Chalfant non perde smalto. A dimostrazione di ciò, qualcuno si prende la briga di riproporlo. Per festeggiare il venticinquesimo anniversario dalla pubblicazione, e sperando di fare cosa gradita a molti, l'italianissima casa editrice L'Ippocampo ristampa Subway Art in una versione deluxe. Il formato dà già un'idea dell'imponenza dell'operazione: il volume misura 33×40 cm. Il che vuol dire che, una volta aperto, le fotografie che ammirerete avranno le stesse dimensioni di un poster (il rovescio della medaglia è che, una volta chiuso, presumibilmente non saprete dove riporlo: siamo pronti a scommettere che nella vostra libreria non ci sta). Questa nuova edizione, inoltre, include oltre 70 fotografie che non apparivano nell'originale. Ciliegina sulla torta, prefazione e postfazione (in italiano) sono state rinnovate dagli autori stessi, che ne approfittano per raccontare la nascita dell'opera e le sue sorti negli ultimi venticinque anni.

La genesi di Subway Art è bella e complessa quanto il libro stesso. Fino a pochi mesi prima di iniziare a lavorare insieme, Martha Cooper ed Henry Chalfant non si conoscevano affatto. Conoscevano però moltissimi writer, con cui avevano stretto amicizia nei lunghi appostamenti sulle panchine della metropolitana, in attesa di veder passare qualche nuovo pezzo da immortalare. Gli unici due fotografi a occuparsi di graffiti in tutta New York, e non si erano mai incontrati: furono proprio i writer a informarli della reciproca esistenza. Inizialmente, si sentivano più rivali che solidali: facevano a gara a chi accumulava più scatti, a chi ne vantava di più interessanti, a chi se li accaparrava per primo. Poi, però, si resero conto che non aveva senso mettersi in competizione, e che unire le forze sarebbe stato molto più produttivo. Martha Cooper era diventata una vera esperta nello sgattaiolare nelle yard al seguito delle più famose crew newyorkesi; Henry Chalfant preferiva rimanersene tranquillo sulle banchine delle stazioni, ma in compenso aveva inventato la tecnica in uso ancora oggi per fotografare un intero treno in tutta la sua lunghezza. Grazie alla loro azione combinata, Subway art riesce a rendere un'idea globale della scena writing del periodo.

Nemo propheta in patria, dice il proverbio: e anche nel caso di Cooper e Chalfant è stato così. Negli Stati Uniti, inizialmente il libro vende una manciata di copie; all'estero, diventa il principale responsabile di nascita e diffusione delle varie scene writing. Per una volta possiamo dirci orgogliosi dell'Italia, in prima linea nei festeggiamenti di questo importante anniversario.

Subway Art
di Henry Chalfant e Martha Cooper
L'Ippocampo Editore
euro 29,90

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