Knowledge is power: Can’t stop won’t stop

by • 18/03/2010 • ArticoliComments (0)1137

U-Net, ovvero il maggior esperto italiano di libri sull'argomento, lo ha definito “un must per chiunque si interessi davvero di hip hop”. Ma forse perfino questa definizione rischia di essere riduttiva. Stiamo parlando di Can't stop won't stop, la monumentale opera di Jeff Chang che, fin dalla sua prima edizione, è considerata una sorta di bibbia da appassionati e addetti ai lavori. Per la prima volta, finalmente, arriva anche nelle nostre librerie grazie all'edizione italiana a cura di Shake.

In realtà, più che di un testo sacro si tratta di una vera e propria epopea, di quelle struggenti, lunghissime e appassionanti alla Guerra e pace. L'obbiettivo di Jeff Chang, giornalista e critico musicale specializzato in rap da un paio di decadi, è di coprire l'intera storia dell'hip hop raccontandone tutte le sue evoluzioni. E quando diciamo tutte, intendiamo proprio tutte. Sembra che nulla sia sfuggito al suo occhio indagatore. Le sue cronache si fermano all'incirca al 2001, visto che il libro è stato pubblicato per la prima volta nel 2005: Chang voleva evitare di trattare argomenti troppo recenti, per la saggia regola per cui “ai posteri l'ardua sentenza”. In compenso, il racconto comincia addirittura nel 1968. Forse nessun altro è partito da così lontano, prima: convenzionalmente si fa coincidere la nascita della cultura hip hop con la pubblicazione ufficiale del primo brano rap, ovvero Rapper's delight della Sugarhill Gang, datata 1979. Adorato da pubblico e critica, ha fruttato al suo autore perfino un American Book Award.

Per capire davvero la portata di Can't stop won't stop, fate una semplice prova: prendete il libro e apritelo a caso in una delle sue 400 e passa pagine. Vi sfidiamo a trovare un paragrafo che non sia interessante o coinvolgente. La musica si intreccia con vicende politiche,  storie di vicinati turbolenti, saghe di gang di strada, writer all'inseguimento della gloria, faide discografiche e non, e molto, ma molto altro. Non immaginatevi un saggio, però: quella di Jeff Chang è una prosa talmente leggera, divertente e scorrevole che lo divorerete come un romanzo.

Una curiosità. Se il 99% dei pionieri della cultura hip hop hanno contribuito con entusiasmo al libro con testimonianze e racconti (Kool Herc ne ha perfino scritto la prefazione), ce n'è uno che lo ha fortemente osteggiato: KRS-One, che più volte si è scagliato contro Can't stop won't stop accusandolo di essere privo di contenuti, falsato, pieno di informazioni errate. La questione, pare, nasce dal fatto che l'artista non ha apprezzato il trattamento riservato a Stop The Violence, movimento antiviolenza da lui fondato nel 1989 che secondo lui è raccontato in maniera del tutto inaccurata. Pare addirittura che il suo brano I was there sia un (mica tanto) velato dissing a Jeff Chang. Per una volta, però, non date retta a KRS: questo è un capolavoro da avere.

Can't stop won't stop
di Jeff Chang
2009 Shake Edizioni
euro 19,00
http://cantstopwontstop.com/

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