Kento: l'intervista

by • 31/08/2007 • IntervisteComments (0)1086

“Gli Inquilini rendono noto che, a causa di divergenze di natura artistica, Kento e Lord Madness hanno abbandonato la line-up del gruppo per dedicarsi a tempo pieno ai rispettivi progetti individuali. Gli Inquilini – Daniel Mendoza, Maya Florez, Profeta Matto e Dj Oro – augurano loro buon lavoro per la riuscita dei loro progetti solisti o di gruppo. La crew continuerà nel proprio percorso artistico che la vede in questo periodo impegnata in studio nella creazione e realizzazione del nuovo lavoro, caratterizzato dagli elementi lirici dai quali è sempre stata contraddistinta, con venature di evoluzione stilistica e una nuova sonorità che sarà il nuovo marchio di fabbrica de Gli Inquilini”.

Con uno scarno comunicato sulla pagina ufficiale di Myspace de Gli Inquilini viene resa nota l’uscita da Gli Inquilini di Lord Madness e Kento. Hotmc incontra quest’ultimo per parlare dei suoi nuovi progetti e per fare un po’ di chiarezza sulle voci che si sono rincorse nelle ultime settimane, proprio nel periodo che vede Gli Inquilini forse in procinto di firmare con una major.

Leva57: Come stai?

Kento: Benissimo! Mi andava proprio di fare un’intervista in questo momento per far sapere alla gente che sto lavorando al mio disco solista e per dissipare alcune voci sul mio rapporto con Gli Inquilini, che è – e rimane – assolutamente cordiale. Ne parlo adesso per chiarire tutto e non parlarne più.

L: In quasi 5 anni di attività Gli Inquilini sono stati un gruppo – nel bene e nel male – molto discusso. Cosa c’è nel futuro musicale di Kento, ora che Gli Inquilini sembrano sul punto di entrare nel roster di una major e di dare una svolta crunk al proprio suono?

K: Nel mio futuro c’è prima di tutto il disco solista, al quale ho cominciato a lavorare, e la promozione di Solo l’Amore, l’album dei Kalafro che è uscito qualche mese fa. Inoltre un paio di featuring su lavori di amici e dei live in giro per l’Italia, compatibilmente alle esigenze lavorative che mi tengono dietro una scrivania dal lunedì al venerdì. Per un futuro più a lungo termine, only Jah knows.

L: Parlaci un po’ del tuo disco, quali saranno le tematiche? Come stai impostando il lavoro?

K: E’ un lavoro più introspettivo delle cose che ho fatto finora, più intimo. L’idea per il concept di fondo l’ho avuto guardando per l’ennesima volta Sacco e Vanzetti di Giuliano Montaldo. Come tutti sanno, è la storia di due anarchici italiani condannati a morte ingiustamente negli Stati Uniti. Vanzetti (nella stupenda interpretazione di Gian Maria Volontè) sfida continuamente la corte, vuole smascherare il sistema e portare il grido di dolore della sua gente anche nell’aula del tribunale. Sacco (Riccardo Cucciolla), invece, rifiuta totalmente uno Stato che sente suo nemico, in alcuni punti non si difende nemmeno perchè sa che sarebbe inutile. Alla fine è un dualismo che tutti possono sentire proprio: fino a che punto si può essere Vanzetti nella vita di tutti i giorni?Comunque sto cercando di rendere un concept difficile in un modo facile e immediato. Mi sono proprio scordato la tecnica, sto chiudendo rime baciate. Se ho bisogno di dire una cosa con quelle parole, la dico.

L: E per quanto riguarda i beats, le partecipazioni? So che avevi molti pezzi in cantiere, che fine hanno fatto?

K: Avevo raccolto un bel po’ di beats di produttori vari, qualcuno anche molto conosciuto e amato dalle teste hip hop, poi ho buttato tutto e ho ricominciato perchè mi serviva dare unità al suono e volevo una persona che seguisse in toto il progetto. L’ho trovata in P Eight, che, oltre ad essere un amico e un valente mc, ha tirato fuori proprio il suono golden age che volevo per questo progetto. Per quanto riguarda i featuring, gli unici che ho già mobilitato per scrivere sono i Kalafro. Altre collaborazioni ci saranno, ma prima vorrei chiudere una decina di pezzi tutti miei e della mia “famiglia”.

L: La voce dell’uscita tua e di Madness da Gli Inquilini girava già da qualche settimana. Contemporaneamente si è diffusa la voce di un interessamento da parte di una major anche per il tuo lavoro solista. Cosa c’è di vero? Le due notizie sono correlate?

K: La musica non si fa solo con le major, anzi, per la maggior parte la buona musica sta fuori dalle major. Non basta un marchio prestigioso a rendere bello un disco brutto né un marchio sconosciuto rende brutto un disco bello. Nella scena italiana ormai non si fa altro che parlare di chi uscirà con l’una o l’altra etichetta…è un discorso che lascia il tempo che trova. Tornando alla tua domanda la risposta è no, le due notizie non sono correlate e non mi va di parlarne nello specifico, anche perchè non c’è ancora nulla di cui parlare. Però tieni conto che se uno fa certe scelte lo fa anche per un bisogno di libertà totale. Il mio disco solista non è negoziabile nemmeno in una virgola, quelli sono i testi, quelli sono i beats. Qualunque etichetta lo voglia lo dovrà prendere in blocco così com’è, altrimenti nulla. Infatti può essere benissimo che lo dovrò autoprodurre (risate).


L: Il comunicato ufficiale parla di “divergenze artistiche”. Non c’è sotto nient’altro? Di che divergenze si parla?

K: Per quanto mi riguarda sì, soltanto divergenze artistiche. Forse sono rimasto un po’indietro e, come dicevo, preferisco un suono golden age rispetto a dei beats più di tendenza.

L: Ma è solo una questione di sound? A quanto mi risulta hai fatto pezzi su varie tipologie di beat e di riddim. Non sarebbe stato intelligente da parte tua sperimentare anche un sound – per così dire – più “attuale”?

K: Se devo essere sincero no, non è solo una questione di beat…figurati, io farei rap anche sulla mazurka, se lo considerassi un percorso artistico interessante. Sono state chieste anche delle modifiche ai testi che non mi sono sentito di condividere. Però veramente…penso che tutte le notizie riguardo al nuovo corso de Gli Inquilini vadano chieste ai componenti residui della crew.

L: E i rapporti umani? L’amicizia continua? Qualcuno mi ha fatto notare che sei immediatamente sparito dai “top friends” del myspace de Gli Inquilini…

K: Ti potrei rispondere con una battuta: se io sono uscito dai loro top friends, loro non sono usciti dai miei! Non so che altro dirti, io sono assolutamente in pace e faccio il tifo per il condominio anche da esterno. Forse dovresti chiedere a loro anche questa cosa. Del resto dal tuo tono si capisce benissimo che scherzi e che sai che l’amicizia, quella vera, non si misura a pixel. E pensa che con Madness ho diviso numerosi palchi anche in questi giorni, quindi l’amicizia con lui si è cementata anziché diminuire! Con gli altri ragazzi mi auguro che ci siano delle occasioni per collaborare anche in futuro, come è già successo con Barry Convex…mi piacerebbe parecchio.

L: Però sicuramente devi avere delle motivazioni forti, se ti hanno spinto a chiudere un’esperienza che, in quasi 5 anni, vi ha dato molte soddisfazioni…Da ascoltatore esterno, visto che hai sicuramente avuto modo di ascolt
are questo “nuovo corso” da parte de Gli Inquilini, come lo giudichi?

K: Se il nuovo corso mi fosse piaciuto non avrei avuto nessun motivo per uscire dal gruppo. Non ti sembra abbastanza forte come motivazione?

L: Anche alcuni degli estimatori storici del gruppo hanno storto il naso vedendo servizi fotografici patinati e un’immagine alla Diplomats…Prendila come una battuta: ho in mente la copertina dello Street Album, per esempio, dove tu apparivi molto decentrato, con un Mendoza protagonista centrale in versione Juelz Santana…

(risate) Questo paragone è un bell’augurio per Daniele, visti i soldi che ha fatto Juelz Santana! Per quanto riguarda l’immagine, la mia opinione è che un gruppo o un artista deve avere un’immagine coerente con la musica che fa e con il pubblico a cui la propone. Forse alcuni servizi fotografici che ho fatto in passato con Gli Inquilini non rispecchiavano totalmente la mia idea di musica ed è un errore che cercherò di non ripetere. Sulla battuta di chi è più grande e più piccolo nella copertina boh…ti rispondo con un’altra battuta che è anche un becero luogo comune: mai giudicare un libro (un disco) basandosi solo sulla copertina. Nella riuscita dei pezzi, sinceramente, non mi sento decentrato rispetto a nessuno.

L: Hai 30 anni, e – a quanto mi risulta – fai rap da almeno 15 anni. Non venirmi a raccontare che non hai mai pensato “vorrei vivere di questa cosa” o che non hai mai sognato di portare la tua musica all’MTV Day o al Festivalbar. Perchè ti sei tirato indietro proprio nel momento della tua carriera in cui questi obiettivi sembravano più vicini?

K:
Se Gli Inquilini stanno leggendo questo punto sicuramente stanno facendo gli scongiuri perché per loro la consacrazione mainstream di fatto non è ancora arrivata…glielo auguro ma non è ancora arrivata!La risposta alla tua domanda non è semplice, una serie di fattori che mi hanno fatto abbandonare il progetto proprio nel momento teoricamente migliore. Diciamo che preferisco suonare in un centro sociale con l’impianto che fischia piuttosto che a TRL, se il prezzo per TRL è avere beats e testi che non sento rappresentativi di Kento e di Francesco ( il vero nome di Kento, ndr) al 100%. Se non può essere così, allora pazienza, continuerò a pagarmi il mutuo di casa lavorando almeno otto ore al giorno.Non voglio fare il paladino dell’underground: chi ha fatto una scelta diversa può avere le sue ragioni e mi auguro che i miei amici del condominio possano arrivare a grandi risultati restando autentici.

L: E il progetto Kalafro Sound Power come sta andando? Se la stessa opportunità ti fosse capitata con loro?

K: Kalafro va benissimo e sta ricevendo molti più consensi di quanto ci aspettassimo. Le charts specializzate degli addetti ai lavori hanno piazzato Solo l’Amore al primo posto tra i migliori album reggae italiani per parecchie settimane e ad oggi, a quanto mi risulta, siamo secondi solo ai grandissimi Sud Sound System. Se una major bussasse alla porta dei Kalafro, sicuramente mi troverebbe dentro al progetto.

L: Il fatto che, nell’ultimo anno, tu abbia avuto molte più date live da solista o con i Kalafro che con Gli Inquilini era in qualche modo un preludio alla tua scelta di abbandonare il condominio?

K: Assolutamente no. Io amo stare sul palco e ho bisogno di suonare quanto più possibile, per questo mi sono sempre mosso a prezzi e condizioni improponibili per un collettivo di 5/6 persone. Anzi, approfitto dello spazio per lasciare i miei contatti a chiunque sia interessato a un mio live: il contatto messenger è [email protected], per ogni altra info www.myspace.com/kentofromcalabria.

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