Katchafire:l’intervista

by • 31/08/2018 • IntervisteCommenti disabilitati su Katchafire:l’intervista24


All’indomani dell’uscita del loro nuovo album Legacy, abbiamo rivolto qualche breve domanda a Logan Bell, cantante della celebre band neozelandese e numero uno in Oceania e nel Pacifico: i Katchafire.

Haile Anbessa: la copertina di Legacy, il vostro ultimo album, è molto evocativa. Quanto c’è della cultura Maori nella vostra musica?

Logan Bell: tutto in noi è Maori, “he Maori ahau”, noi siamo nativi Maori della Nuova Zelanda. Utilizziamo anche qualche parola Maori nei nostri testi ma prevalentemente l’inglese naturalmente. Credo che anche le nostre armonie e melodie siano frutto della nostra cultura dato che utilizziamo prevalentemente lo schema 3,4,5.

H.A.: di cosa parla l’album?

L.B.: di come curare il mondo con l’amore.

H.A.: avete coinvolto nomi come Bulby York e Clive Hunt. Come siete riusciti a collaborare con loro?

L.B.: tutta opera del nostro manager Mikki Sellton che ha creato il link.

H.A.: come è la scena reggae in Nuova Zelanda e nel Pacifico?

L.B.: enorme! Invito tutti a fare qualche ricerca su Google e cercare reggae neozelandese per scoprire un mondo di artisti spesso sconosciuti purtroppo.

H.A.: il reggae da voi è prevalentemente ascoltato dai nativi o è una musica trasversale che unisce?

L.B.: è sicuramente uno dei generi più ascoltati da tutti, soprattutto durante la stagione dei festival. Abbiamo tra i festival reggae più grandi del mondo.

H.A.: come e quando vi siete formati?

L.B.: attorno al 1997 abbiamo iniziato come una band di cover reggae ma già dal 1999 abbiamo cominciato a produrre il nostro materiale inedito.

H.A.: puoi parlarmi dei cambi di formazione della band? In che cosa siete migliorati rispetto al passato?

L.B.: sai il fulcro siamo sempre noi di un tempo ma ci siamo allargati con una fantastica  componente di fiati chiamata Brass4sho. Roy Kalki è adesso alle voci e alle tastiere ed è il più giovane della band. Non dimentichiamoci poi del contributo fondamentasle del maestro Wiremu Barriball che non solo è al Talk Box ma tatua anche la fire family in giro per il mondo.

H.A.: cosa ti ispira maggiormente nella tua musica?

L.B.: ogni aspetto della vita è fonte di ispirazione, arte, video, musica ogni cosa. Sopra ogni cosa però ritengo ci sia la mia famiglia.

H.A.: quando tornerete in Europa a esibirvi?

L.B.: non so quando esattamente ma so che lo faremo. Promoter contatteci, noi siamo sempre pronti!

 

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