JUXTAPOZ, The New York City Graffiti Issue

by • 23/09/2008 • ArticoliComments (0)377

Che Juxtapoz fosse una delle pubblicazioni più autorevoli in termini di arte e cultura underground non lo metteva in dubbio nessuno. Nessuno metteva tanto meno in dubbio il fatto che sfogliandone le pagine, puntualmente sarebbe comparsa una chicca.. qualcosa di inaspettato e stupefacente.. Nel mese corrente, aka settembre 2008, esce il numero 92, il cui titolo è tutto un programma: “ The New York City Graffiti Issue”. Adirittura più spesso dei numeri precedenti e con una lista di artisti coinvolta ancora più lunga.. un focus sul writing della Big Apple con particolare attenzione a chi, a suo tempo, ha scritto le prime pagine della storia. Da avere, non solo per la qualità delle immagini e delle foto selezionate, che come al solito sono impeccabili, ma soprattutto per i contenuti, di cui la rivista californiana è veramente densa. Copertina di Seen, tanto per dirne uno a caso, che oltre all’attività di tatuatore continua a lavorare come artista su tele e su mappe della MTA. Oltre alla sua intervista, nello stesso numero vengono molti altri coinvolti personaggi emblematici come Stay High, Cycle, Ket, Ghost, Crash, Quick, Smith, Iz the Wiz, Cope 2, Sp.One e tutti quei protagonisti della scena newyorkese che pur evolvendosi nello stile e nella ricerca non hanno mai tagliato il filo che li tiene legati alla “Gotham” degli anni ’70 e’80..quando l’allora sindaco della città Ed Koch (in carica dal 1978 al 1989) non mancava di definire i graffiti come una delle tre grandi piaghe che affliggevano la metropoli, insieme agli scippi e ai furti nei negozi..e i cani della polizia correvano liberi e felici tra le yards.. Sin dalle prime pagine una carrellata di nomi impossibili da omettere, oltre a quelli già citati, non mancano interventi di altri “graffiti artists” evolutisi nell’ambito della moda come nel caso di Claw Money o divenuti successivamente art director o graphic designer come Noah. Come d’abitudine la rivista è divisa per sezioni: profili, showstoppers, interviste e interventi in modo da poter porre l’attenzione sia sui singoli artisti che sulle attività e gli eventi in corso negli USA e in Europa..nessuno di questi deludente o scontato perché il valore di questa novantaduesima issue è dato dal fatto che nessuno dei diretti interessati ha una storia uguale all’altro nonostante molti provengano dalla stessa culla: ciascuno di essi, pur avendo un passato in parte comune ha avuto la possibilità di sviluppare un linguaggio unico e inconfondibile. Proprio per questo il tema centrale della faccenda non è solo il writing ma anche la città e gli stimoli che è stata in grado di dare nel passato in rapporto a come si presenta oggi. In questo senso vale l’intervista a Revolt che ricorda, Zephyr e il periodo di boom in cui i mass media iniziavano ad interessarsi a quella cultura nata come underground che sarebbe poi diventata la realtà eterogenea che è oggi; non solo un “movimento giovanile” ma piuttosto un fenomeno sociale e artistico. Immancabile la presenza di Lady Pink, che se da un lato rappresenta la figura femminile per eccellenza, dall’altro non può comunque mancare come personaggio fondamentale nell’evoluzione e nella storia del writing, soprattutto per quanto riguarda il suo passaggio dalla strada ai luoghi istituzionalizzati. Come sopra, insomma, un numero da andare a recuperare, nelle migliori librerie della vostra città o dal giornalaio di fiducia sotto casa.

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