Jet Five

by • 04/05/2005 • RecensioniComments (0)738

Unto Ke è il nuovo pseudonimo con cui Gopher ha deciso di firmare i suoi lavori strumentali. Questo "Jet Five" infatti segue le orme del precedente "Hairyshima", musica strumentale che da territori avvicinabili all'hip hop percorre strade "altre" con la black music come principale punto di riferimento. 10 tracce prodotte e registrate in casa con attitudine lo-fi, 48 minuti di funk liquefatto composto da miriadi di samples e da assoli jazzy suonati con il giradischi.

Indubbie sono le qualità di Gopher nell'assemblare i suoni come indubbio è il suo amore per la musica, ultimamente lo si vede spesso in giro con il suo dj set Wastasi in coppia con Katzuma.org ma chi si aspettava un lavoro parallelo a "Moonbooty" rimarrà spiazzato, se del disco di Deda erano il groove e la potenza sonora a colpire qua sono le atmosfere ipnotiche ad avvolgere l'ascoltatore. Nell'interno copertina Gopher cita come fonti d'ispirazione personaggi, tra gli altri, come Roy Ayers, Sun Ra, Miles Davis e JB's tutti filtrati nell'immaginario "peloso" dell'ex-Isola Posse All Stars.

Il suono è grezzo, talvolta fin troppo a dir la verità, i pezzi partono tutti da un semplice loop per poi divagare liberamente con Gopher che aggroviglia riff funky a lunghi campionamenti free jazz. Il disco si apre con la tranquilla "Orange City" e prosegue con la caleidoscopica title-track "Jet Five", percussioni come unica costante in circa 9 minuti di pura freakness; "Carioca Blood" è malinconia bossa nova, "Liquid Edge" funk narcotico, narcotizzato e narcotizzante. Seguono "Vimana Groove", "River of Clay" e "Dust Prayers" per poi arrivare all'esplosione di "Jungle Flames", superfunk arrichito da un violentissimo assolo di flauto traverso. Chiudono l'album "Women by trains" e "Outta Home, la prima è un rarefatto sfilare di tromba, contrabbasso, arpa e vibrafono su un impianto ritmico caratterizzato da un basso ipnotico, la seconda è il pezzo che più assomiglia ad una strumentale rap e quindi si muove la testa di gusto lasciandosi deliziare dall'assolo di piano elettrico finale.

L'unica pecca del tutto è il mixaggio non sempre all'altezza che spesso satura un po' il suono, "Jet Five" è comunque un sottofondo perfetto per notti in cui si fatica a prender sonno nonchè l'ennesima conferma del talento di Gopher che da Isola Posse a Sangue Misto, da Sud Sound System a Lu Servu de Dio, da Neo Ex a Unto Ke è in continua evoluzione.

Il disco è autoprodotto e non ha una distribuzione vera e propria, lo potete trovare online da Vibra Records o direttamente da Wastasi, lo street-shop gestito da Gopher a Bologna.

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