Jah Sun:l’intervista

by • 02/09/2011 • IntervisteComments (0)572

Abbiamo intervistato l'artista reggae statunitense Jah Sun, dal passato fortemente influenzato dalla cultura hip hop.

Haile Anbessa: Come hai iniziato ad amare la musica reggae? E quando hai sviluppato questa passione professionalmente?

Jah Sun: La musica è nel mio sangue, fin da prima della nascita. Mio padre era un chitarrista e mia madre suonava il pianoforte e cantava nel coro della chiesa. Non ho mai conosciuto mio padre e quando mia madre si è risposata con un afro-americano, sono stato adottato in una famiglia musicale ancora più grande. Essendo cresciuto in una famiglia biculturale e vivendo prevalentemente nei quartieri neri ed ispanici è là che ho imparato l'arte dell'hip hop e sono diventato un BBoy e MC. Dalla prima media in poi cantavo dappertutto ovunque potessi come hip hop MC. Quando ero ancora alla scuola media mi sono esibito a un talent show a scuola, a balli scolastici, agli angoli delle strade, ho anche usato la break dance e il rap per ottenere pasti gratuiti nelle pizzerie della mia piccola città nel sud del Texas. Quando sono diventato più grande mi sono esibito in locali e ho partecipato a battaglie di freestyle e ho avuto molte occasioni di condividere il palco con grandi nomi della scena hip hop come, Black Moon, Smif n Wesson, Grave Diggerz, Masta Ace, Getto Boys e molti altro ancora . Quando la scena hip hop ha iniziato a concentrarsi maggiormente sul "bling bling" e sul "gangsta rap" mi sentivo insoddisfatto e la mia anima e la coscienza avevano bisogno di qualcosa di più profondo. Questo è accaduto quando ho scoperto Bob Marley. Attraverso il messaggio di Bob e la sua musica ho imparato molto su me stesso e il mondo. Ho deciso in quel momento che anch'io avrei voluto scrivere canzoni che riflettono una prospettiva più ampia del mondo e non solo quella della cultura pop americana. Ho voluto elevare e ispirare le persone a vivere al loro potenziale massimo in termini di speranza per creare un mondo migliore.

H. A.: chi è stato il tuo primo modello, musicalmente parlando?

J.S.: Le mie prime ispirazioni provengono dall' ascolto di vecchi dischi Motown dei miei genitori Motown, specialmente Jackson 5 e Stevie Wonder. Poi l'ascolto di Grandmaster Flash, Africa Bambaata e Run DMC è avvenuto quando ho iniziato a mettere la penna sulla carta per scrivere le mie prime canzoni.

H.A.: Come la scena reggae negli Stati Uniti? C’è posto per una musica così profonda là?

J.S.: Direi che la scena reggae negli Stati Uniti è molto buona, ma è ancora in crescita. Abbiamo molti festival da costa a costa e ogni città ha molte serate dancehall, locali con dj residenti, selectas e sound system. Sì, c'è un posto per questa musica così profonda anche qui perché c'è una grande necessità, così come in tutto il mondo. Ricordo che rock, hip hop e musica folk hanno iniziato come musica della gente, musica ribelle, musica informativa, di protesta contro la guerra, per parlare dei poveri e raccontare le storie di strada. Tutte queste forme di musica sono state commercializzate e spesso perdono il loro potere man mano che diventano popolari, o "pop". Il roots reggae è una musica che non può essere commercializzata. In questi giorni si sente spesso la commercializzazione della dancehall, ma le radici rimangono sotterranee e non raggiungono mai l'alto livello di successo che ha la musica pop e questa è la ragione esatta. Il roots è rimasto puro, è ancora una musica dei popoli, una musica ribelle. E così vi è la necessità di reggae roots. È per questo che stiamo vedendo come si è diffuso in tutto il pianeta, perché ora più che mai, poichè il nostro mondo è di fronte a problemi di inquinamento e di crescente povertà quotidiana, la coscienza collettiva sta cercando il messaggio di amore e di unità.

H.A.: Il reggae ha un largo seguito negli Stati Uniti o altri generi come l’hip hop prevalgono ancora saldamente?

J.S.: l festival reggae qui negli Stati Uniti spesso attraggono ovunque dalle 5.000 alle 20.000 persone, quindi direi che il pubblico è grande e ancora in crescita, però ora che l'hip hop è passato nella cultura pop il suo pubblico è ancora più vasto. Mi piace vedere l'unificazione di hip hop e reggae su scala maggiore, pur mantenendo un forte messaggio consapevole, come lo scorso anno con la collaborazione tra Nas e Damian Marley. Quindi sono molto fiducioso per la crescita e l'espansione della musica reggae qui negli Stati Uniti e in tutto il mondo.

H.A.: parlami delle tematiche principali nei tuoi testi…

J.S.: Come padre di 4 figli il mio primo criterio è che i miei figli debbano essere in grado di ascoltare e capire. Anche nella mia vita ho provato il passaggio dal vivere come un'anima in pena alla ricerca di uno scopo fino alla consapevolezza, per cui spesso scrivo per incoraggiare la gente a rendersi conto di avere il potere di realizzare i propri sogni. Nel complesso, la maggior parte della mia musica riguarda una guarigione globale e sociale, ma scrivo anche canzoni d'amore e canzoni da ballare. Scrivo della mia vita e delle mie ispirazioni.

H.A.: il tuo primo album del 2006 Height of Light includeva importanti collaborazioni con artisti del calibro di Junior Reid, Lutan Fyah e Luciano. Come è stato lavorare con loro? Come sono iniziate queste collaborazioni? Cosa hai imparato da queste esperienze?

J.S.: Height of Light segna un passaggio enorme nella mia vita. Questo è quando ho deciso di seguire professionalmente la carriera musicale e, ancora più importante, quando mi sono pienamente impegnato sul mio cammino di crescita spirituale profonda. Ho lasciato andare alcune cattive abitudini che mi stavano trattenendo dal manifestare il mio pieno potenziale. All'inizio del processo di registrazione, non ho mai pensato che avrei incontrato tutti quei grandi artisti. Una cosa tira l'altra e penso che questo fosse il piano di Jah per me, da manifestare questo lavoro. E 'stato divino il modo in cui tutto si è spiegato. E 'stata un'esperienza diversa con ognuno di loro e sarò per sempre grato per l'opportunità di averci collaborato.

H.A.: In Ganja Don canti con il nostro orgoglio nazionale Alborosie. Cosa ci puoi dire di questo featuring in particolare? Come è stato lavorare con lui?

J.S.: Quando Alborosie venuto negli Stati Uniti per la sua prima volta è finito nel mio studio per registrare dubplates. Mentre eravamo ad aspettare là fuori ho condiviso con lui alcune delle mie canzoni e video, abbiamo creato un legame e abbiamo deciso di fare una canzone insieme. Credo che Alborosie sia uno degli artisti più brillanti e talentuosi in questo momento. Ha un modo tutto suo di mantenere la base della vecchia scuola pur offrendo ancora qualcosa di nuovo. Egli è in grado di colmare la distanza di tempo. Ci sono i fan del reggae più giovani di oggi che non sanno di King Tubby e Black Uhuru e però vengono esposti a questo tipo di suono grazie ad Albo. Tra tutte le collaborazioni che ho fatto Ganjah Don è una delle mie preferite.

H.A.: Questa estate sei stato in tour in Italia con i Boom Boom Vibrations. Come è stata questa esperienza in Italia?

J.S.: La tournée in Italia con i Boom Boom Vibrations è stata un'esperienza che mi ha cambiato la vita. Non solo ho conosciuto alcuni amici che manterrò per tutta la vit
a, ma sono stato anche musicalmente ispirato in un modo nuovo ed emozionante. Non ero sicuro di quanto bene sarei stato accolto come un artista che non parlava la lingua e non aveva mai suonato in Italia, ma la risposta è stata grande. Ho avuto una maggiore certezza che la musica è il linguaggio universale dell'anima. I Boom Boom Vibrations sono un gruppo di grande talento fatto di cantanti, cantautori e musicisti. Sono molto grato per l'opportunità di avere lavorare con loro e non vedo l'ora della nostra prossima esperienza assieme. Devo anche ringraziare il management dei Boom Boom Vibrations Get Up Concerti per averlo reso possibile, massimo rispetto per Gianni!

H.A.:  parlami del tuo prossimo album? Quando uscirà? Cosa dobbiamo aspettarci?

J.S.: Il nuovo album si chiama "Battle the Dragon" ed è senza dubbio il mio miglior lavoro. Vede la produzione musicale affidata all'etichetta francese Special Delivery, di Bost e Bim, TNT così come alla mia famiglia della West Coast Dinasty Records e Making Waves Productions. Gli ospiti musicali sono Alborosie, Gentleman, J Boog, Ranks Gappy, Perfect, Stevie Culture e altri ancora. L'album è una miscela di roots moderno e dancehall consapevole e molte delle canzoni sono su riddim popolari come "Hustlin", "Longtime" e  "Alive". Ho intenzione di pubblicare l'album il prossimo inverno. Fino ad allora ci sono alcuni singoli che sono fuori per gli appassionati da potersi godere. Ora disponibili su Itunes ci sono: Plastic City, Manifest, Ganja Don feat. Alborosie e Teardrops feat. Gentleman. Dopo l'uscita farò un altro tour con Boom Boom Vibrations in tutta Europa, questa volta con una serie completa di canzoni di questo album.
Fino ad allora, massimo rispetto a tutto il pubblico italiano e fino a quando ci incontreremo di nuovo, mantenete il fuoco  vivo e lasciate che l'amore sia la vostra guida!

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