Jah 9: l’intervista

by • 26/05/2013 • IntervisteComments (0)916

Jah 9 è un’artista giamaicana molto conscious caratterizzata da testi molto profondi e una spiritualità molto spiccata, con interessanti influenze jazz e incursioni nel campo della poesia. Una vera e propria rarità all’interno dello scenario reggae giamaicano attuale, soprattutto quello femminile. Un’altra artista che vale la pena ascoltare e di cui vi consigliamo assolutamente di recuperare quanto prima qualcosa. Vediamo cosa ha raccontato al nostro microfono.

 

Haile Anbessa: come è entrata la musica nella tua vita?

 

Jah 9: ho iniziato a cantare sin da quando ero molto giovane. Sono sempre stata in un coro: quello della chiesa, quello della scuola e poi quello dell’università. Proprio a quei tempi ho anche cominciato a scrivere poesie ed e proprio in questo periodo che ho cominciato a esibirmi in pubblico. Sono passata rapidamente a scrivere canzoni piuttosto che poesie e mi sono appassionata subito al roots.

 

H.A.: è stato un percorso difficile?

 

J.9: è stata una sfida come molte altre nella vita. In questo caso essere una donna non mi ha certo aiutato perché soprattutto in Giamaica una donna, se vuole fare qualcosa in campo musicale deve scendere a compromessi e io mi sono sempre rifiutata di farlo. Anche perché sono contenta e ringrazio l’Altissimo che sul mio percorso ho trovato solo persone molto professionali. Le prime persone che mi viene da menzionare sono Beres Hammond, Don Corleone o i musicisti della Harmony House solo per fare alcuni nomi. Ho sempre ricevuto il massimo della qualità che potessi ottenere.

 

H.A.: in che modo sei entrata in contatto con tutti questi grandi nomi?

 

J.9: sono entrati nella mia vita sempre al momento giusto. Ognuno a contribuito a dare il proprio flavour alla mia musica, sia che si trattasse di musicisti che di producer. Beres Hammond mi ha dato la possibilità di registrare nel suo studio e mi ha dato parecchi preziosi consigli. Il mio album New Name è ancora in post produzione proprio perché ogni volta aggiungo qualcosa. La tracklist ad esempio doveva essere solo di 9 tracce, poi sono diventate 11 e così via. Con Don Corleone mi sono incontrata grazie a Protoje con cui ho fatto parecchi show e ho registrato del materiale. Grazie a questo talentuoso produttore ho fatto anche qualche incursione nel mondo della dancehall e ho rilasciato i miei primi singoli ufficiali.

 

H.A.: parliamo ora della tua spiritualità connessa alla rinascita della musica roots conscious in Giamaica…

 

J.9: tutto nella mia vita è correlato all’Onnipotente. Gli devo tutto. Il messaggio del Rastafari sembra essere ritornato prepotentemente nelle liriche di molti artisti come nel caso di Chronixx o Protoje così come ai tempi della foundation della musica reggae si verificava nel caso di Bob Marley e di tutte le altre leggende. Il compito di diffondere e portare avanti quel messaggio così puro è solo di noi giovani. Attenzione però perché questa spiritualità non deve essere solo di facciata ma deve essere vissuta appieno ogni giorno, diventando dei veri e propri esempi per le nuove generazioni. Questo serve anche per trovare le nostre origini e per non essere ingannati sul nostro passato e nel nostro presente. Non sto parlando comunque di religione con i canoni antichi che tutti conosciamo ma piuttosto direi di disciplina personale che manca parecchio nelle nuove generazioni. Io parlo sempre per la mia persona e dall’educazione che ho ricevuto ho capito che il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo deve partire da noi.

 

H.A.: scrivi ancora poesie?

 

J.9: non posso farne a meno anche se oggi mi dedico sempre di più alle canzoni. La poesia rimane comunque per me la colonna portante della mia arte. Mi rendo sempre più conto di come tutto il mondo ci regali poesia in ogni momento quindi è facile comporre per me. La poesia mi serve anche come terapia ogni giorno per metabolizzare le mie emozioni nella maniera più sana e corretta.

 

H.A.: parlami del tuo rapporto professionale con Rory del celebre sound system Stone Love…

 

J.9: Rory è come se fosse il mio fratello maggiore. Mi ha aiutato molto e continua a farlo con pazienza e dedizione. Lui ama il roots ed è un selecter così rinomato che sono lusingata che mi continui a dare tanta fiducia.

 

H.A.: ti vedremo presto in Europa?

 

J.9: mi piacerebbe molto e spero che questo agosto il tutto diventi realtà. Mi piacerebbe comunque anche fare show in Giamaica molto di più perché voglio diffondere il mio messaggio a sempre più giovani. Ci riuscirò perché bisogna concentrarsi sulle energie positive e non pensare troppo al tentativo ma quanto più al risultato.

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